Lo Strillone: mistero risolto per i furti dei libri dalla Biblioteca dei Girolamini su Il Fatto Quotidiano. E poi Walter Benjamin, Yuri Ancarani al Maxxi, Richard Avedon…

Chi rubava i libri dalla Biblioteca dei Girolamini? Il direttore De Caro: finito in manette, e alla berlina sulla prima pagina de Il Fatto Quotidiano. Coglie la palla al balzo La Padania, che mette insieme lo scandalo napoletano alla discarica di Tivoli e titola: “Ornaghi, dimettiti!” (ormai è una prescrizione pressoché quotidiana). Contro lo scempio […]

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Chi rubava i libri dalla Biblioteca dei Girolamini? Il direttore De Caro: finito in manette, e alla berlina sulla prima pagina de Il Fatto Quotidiano. Coglie la palla al balzo La Padania, che mette insieme lo scandalo napoletano alla discarica di Tivoli e titola: “Ornaghi, dimettiti!” (ormai è una prescrizione pressoché quotidiana). Contro lo scempio di Villa Adriana, intanto, pure Vittorio Sgarbi: apertura di pagina per le sue riflessioni su Il Giornale; richiamo in prima, su La Stampa, per il reportage sul tema firmato da Mattia Feltri.

Achtung, achtung! Edizione teutonica del Corriere della Sera con i manifesti autografi di Beuys in mostra a Chiasso e il catalogo che l’editore Himer dedica alle pulsioni architettoniche di Kirchner. La lezione di Walter Benjamin tra arte e nuovi media su La Repubblica. E allora che c’azzecca Will Smith con Andy Warhol? La risposta nella recensione a Men in Black 3 su L’Unità.

Il nome più grosso è forse Matteo Basilé: ma sono 86 gli artisti abruzzesi accolti in una mega-collettiva a Pescara e sulle pagine di Libero. Arte sacra nel contemporaneo: tema di riflessione per un incontro pubblico in agenda domani a Reggio Emilia, segnalato da Avvenire. La video-arte di Yuri Ancarani, questa sera, al Maxxi: parola di Europa.

Richard Avedon in mostra a New York su Il Venerdì; nella grande mela anche L’Espresso: Fuksas legge il nuovo teatro al Lincoln Center. “Miracolo a Pompei” in copertina su Sette: a pochi mesi dai crolli il sito archeologico, forse, risorge.

– Lo Strillone di Artribune è Francesco Sala

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Francesco Sala è nato un mesetto dopo la vittoria dei mondiali. Quelli fichi contro la Germania: non quelli ai rigori contro la Francia. Lo ha fatto (nascere) a Voghera, il che lo rende compaesano di Alberto Arbasino, del papà di Marinetti e di Valentino (lo stilista). Ha fatto l'aiuto falegname, l'operaio stagionale, il bracciante agricolo, il lavapiatti, il cameriere, il barista, il fattorino delle pizze, lo speaker in radio, l'addetto stampa, il macchinista teatrale, il runner ai concerti. Ha una laurea specialistica in storia dell'arte. Ha fatto un corso di perfezionamento in economia e managment per i beni culturali, così sembra tutto più serio. Ha fatto il giornalista per una televisione locale. Ha condotto un telegiornale che, nel 2010, ha vinto il premio speciale "tg d'oro" della rivista Millecanali - Gruppo 24Ore. Una specie di Telegatto per nerd. E' molto interista.
  • Francesco

    La vostra campagna contro il ministro Ornaghi sta facendo proseliti: ora avete anche il sostegno del quotidiano degli improbabili eredi della Repubblica di San Marco e del marchesato di Mantova: La Padania!