La terza fiera di Torino? Si chiamerà Photissima, perché tratta di foto durante Artissima. A novembre, a Torino Esposizioni

Nei giorni in cui vi aggiorniamo con capillarità sui tanti eventi di Fotografia Europea, la grande rassegna appena iniziata a Reggio Emilia, non serve star qui a rimarcare il trend sempre più di crescita dello stesso medium fotografico, sia a livello culturale che a livello di mercato. Ed un’ulteriore conferma viene dall’appena conclusa seconda edizione […]

Torino Esposizioni, futura sede di Photissima

Nei giorni in cui vi aggiorniamo con capillarità sui tanti eventi di Fotografia Europea, la grande rassegna appena iniziata a Reggio Emilia, non serve star qui a rimarcare il trend sempre più di crescita dello stesso medium fotografico, sia a livello culturale che a livello di mercato. Ed un’ulteriore conferma viene dall’appena conclusa seconda edizione di MIA, la fiera milanese interamente dedicata alla Image Art, ultima testimonianza della nuova fortuna internazionale delle fiere di fotografia, da Photofever a Bruxelles alla mamma Paris Photo.
Ma prima di dirvi altro, due parole sulla notizia più eclatante: sarà proprio con una nuova fiera di fotografia che Torino porterà a tre il numero di rassegne concentrate a inizio novembre, un nuovo scatto in avanti per riaffermare il ruolo guida della città nella contemporaneità a livello nazionale. A far da côté di lusso ad Artissima, oltre alla confermata The Others, ci sarà dunque anche Photissima: questo il titolo, che – sarà una combinazione? – evoca un mix fra Photo ed Artissima. Promossa dalla Fondazione Artevision, troverà sede – dall’8 all’11 novembre – nella storica sede di Torino Esposizioni, con gallerie italiane ed internazionali interamente dedicate all’immagine fotografica ed un ricco programma di incontri e momenti dedicati ai più giovani, con annesse sessioni di lettura portfolii. Già confermate una mostra inedita di Maurizio Galimberti su New York e una retrospettiva di Franco Fontana.
Tornando a MIA Fair, i risultati finali parlano di 20mila visitatori, tra cui quasi 6mila nella sola serata inaugurale, e 1.053 accrediti stampa. Con i numeri dello scorso anno alla prima edizione superati di oltre 5mila presenze. Soddisfazione fra i 268 gli espositori, fra gallerie, fotografi indipendenti, editoria specializzata e fotolaboratori, provenienti da 16 paesi di tutto il mondo, “testimoniata – assicura il direttore Fabio Castelli – dal fatto che la maggioranza di essi ha già fatto pervenire la loro richiesta di presenza all’edizione del 2013”.

  • dikipop(disoccupato)

    non oso criticare il valore di questa iniziativa, così a priori, ma il nome che gli si vuol dare… fa letteralmente “Cacare”; dico ma è possibile che da un po’ di tempo a questa parte, qualsiasi fiera debba soltanto chiamarsi con un una parola composita, formata da una parola di senso compiuto con annesso suffisso “ISSIMA”… e che fantasia, potrei capire se stessimo parlando della fiera dell’agricoltura, a loro chiederei soltanto che i loro prodotti fossero genuini, o quella dei motori, la si gareggia a potenza, velocità e cavalle; ma in questo settore (arte ed annessi)… un po’ le meningi le spremerei per cercare qualcosa di originale.

  • Niente parole composte! Chiamiamola PHOTAMA??????

  • paolo

    FOTTISSIMA ?

  • adolfo rAver

    fattissima .

  • Gian Paolo

    Vabbeh, PhoToTo era troppo banale?

  • Pirullino

    Ma ad esempio… Che so… ” photina” ..?. Era anche in nome di una vecchia macchina foto..
    Ed anche di alcune piante… Hahaha. Così potete usarla anche come decorazione

  • daniela

    Photissima 2012… ma perché?

    Ho letto dell’iniziativa e sono rimasta molto molto perplessa. Mi sembra una guerra tra poveri! Poveri di idee soprattutto, poveri di iniziative tanto da dover clonare quello che orami succede da due anni a Milano. Carenti sul piano della riflessione progettuale sull’arte. Ma perché bisogna aggiungere aggiungere e mai sottrarre, mai lavorare di cesello e di rigore, per migliorare le situazioni date e che già sono in sofferenza.
    Basta con questa voglia di protagonismo e di presumere, presuntuosamente pure, che “io faccio meglio di loro”; “che manca a Torino una manifestazione di questo genere”; “che (e questo sarebbe il colmo per le mie orecchie) la fotografia è nata nella nostra città”; “che Torino si merita un’iniziativa di questo genere”. Insomma tutte stronzate per giustificare la 101esima inutile Kermesse.
    Inutile perché forse non l’abbiamo capito, o non lo vogliamo capire, il pubblico dell’arte contemporanea è sempre lo stesso. Il numero non cresce in proporzione al il numero delle manifestazioni, anzi c’è rischio, e si sta già verificando, che subentrino noia e disinteresse.
    Basta con la falsa “democratizzazione della cultura”. Sgarbi ha già dato con la Biennale e ora ci manca solo incrementare falsità e confusione intorno al mondo della Fotografia già così massacrato dalla rete, dall’insufficiente cultura specifica, dalla mancanza di strutture (non c’è un Museo, non esiste una programmazione espositiva se non a spot peraltro triti e ritriti (i soliti nomi Cartier Bresson & Co.) ma noi sì che siamo fighi…. e allora facciamoci ‘sta Fiera.
    Basta con le sovrapposizioni dei contenuti, già così difficili da esporre, proporre e difendere.
    Basta con il mese dell’Arte Contemporanea se poi le Gallerie provate muoiono, i Musei non hanno le risorse per porporre mostre adeguate alla loro fama.
    Basta con il pascolo trandy dei pochi che consumano l’arte come se fosse fast o slow food.
    E se queste al contrario non sono le motivazioni di Photissima, allora mi sorge un sospetto.
    Forse che dietro la sciagurata idea ci sia un mero businness?
    1) Prendo Torino Esposizioni (lo chiedo gratis al Comune in cambio della biglietteria (?), ma ricordiamoci che la Biennale di Sgarbi era GRATIS)
    2) affitto lo spazio ai fotografi sempre desiderosi (come tutti gli artisti) di mettersi in mostra;
    3) forse non li seleziono nemmeno perché troppo difficile, quindi meglio predicare “diamo la disponibilità a chiunque di farlo perché è giusto così siamo democratici …. infine”
    e…. lasciamo che bagno di folla sia, numeri esorbitanti di visitatori ed espositori che tanto piaccino ai giornali, panacea per il popolo dei fotografi della domenica e non, indistantamente.

    Vi prego …… interrompete questo meccanismo di bieco marketing culturale
    Vi prego…… fotografi amici e non amici state attenti, riflettete se questo è il contesto che valorizza il vostro lavoro e non cadete nella trappola: meglio questo di niente…. vi assicuro: meglio il niente.
    Vi prego……. organizzatori forse vi arricchite in questo periodo di vacche magre tutto fa, ma non predicate nel nome della fotografia come bene culturale e artistico da valorizzare e da collezionare. C’è caso che chi predica bene, razzoli male

    La Confusione, da che mondo e mondo non ha mai creato nulla di buono, e da troppo tempo nel nostro paese e nella nostra città, ce n’è fin troppa.

    Desistete o Fateli desistere.

  • Enzo Gluck

    Finalmente Finalmente Finalmente
    ci voleva qualcuno che dedicasse una fiera d’arte alla fotografia e solo a quella … in tutto il mondo la fotografia è riconosciuta come arte.

    il nome vi sembra banale? e che importa e sopratutto a chi importa… sicuramente si intende subito di cosa si parla..

    siete stufi di fiere a Torino? è normale voi torinesi siete i soliti Bogia nen, ma se ne parlate, e criticate sicuramente sarà una ottima iniziativa che a Torino scuoterà il mondo dell’arte,

    bravi bravi tutti continuate così