La Cina non rallenta. A Hong Kong Christie’s fa il botto con il contemporaneo made in Asia. Cifre importanti per Sanyu e Zeng Fanzhi. Ma anche i vini di lusso vanno a ruba. Con risultati a cinque zeri

A Hong Kong, lo scorso 26 maggio, Christie’s ha officiato la sua Evening sale di Asian 20th Century & Contemporary Art, totalizzando 46.6 milioni di dollari. In tutto 41 lotti venduti su un catalogo di 45. Leader della serata Sanyu (1901-1966) con Blue Chrysanthemums in a Glass Vase, che ha superato i $6 milioni, seguito […]

Sanyu, Blue Chrysanthemums in a Glass Vase

A Hong Kong, lo scorso 26 maggio, Christie’s ha officiato la sua Evening sale di Asian 20th Century & Contemporary Art, totalizzando 46.6 milioni di dollari. In tutto 41 lotti venduti su un catalogo di 45. Leader della serata Sanyu (1901-1966) con Blue Chrysanthemums in a Glass Vase, che ha superato i $6 milioni, seguito da Zeng Fanzhi: due risultati andati a discapito di un’offerta composta prevalentemente da autori moderni, scelta maggiormente praticata dalla casa anglo-americana in questa prima metà di 2012, su tutte le piazze.
Fanzhi ha oltrepassato i $5milioni con Fly del 2000, partendo da una stima massima di 3 milioni, mentre un dipinto della Mask Series del 1999 ha raggiunto i 3 milioni, partendo da una stima di 1.9 milioni. Terzo posto per il giapponese Nara, con l’installazione Berlin Barrack, Room No. 1; Hothouse Doll; Three Sisters del 2007, battuto a $1.4m, seguito da Zhang Xiaogang, con Bloodline: Big Family – Father and Daughter, del 2000, aggiudicato a $1 milione. Ha raddoppiato la stima la scultura di Zhan Wang, Artificial Rock No. 86 del 2005, così come quella di Zhang Huan, Rubens, del 2001.
Risultati che fanno dimenticare le paure di un rallentamento economico nel mercato cinese. Ma anche quel 100% di venduto per l’asta dedicata ai vini deluxe è un dato che fa riflettere: la necessità di status symbol da parte dei collezionisti cinesi continua a essere fortissima. Il top lot è stato un Petrus del 2005-2008, che ha raggiunto i 100mila dollari.

– Martina Gambillara

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Martina Gambillara
Martina Gambillara (Padova, 1984), laureata in Economia e Gestione dell'Arte, si è interessata fin dai primi anni dell'università al rapporto tra arte e mercato, culminato nella tesi Specialistica in cui ha indagato il fenomeno della speculazione nel mercato dell'arte cinese dell'ultimo decennio. Per passione personale si è costantemente dedicata all'osservazione dei risultati d'asta soprattutto del segmento di Arte Contemporanea, estrapolandone i trend e la correlazione con i mercati finanziari. In seguito il suo interesse si è spostato verso i mercati emergenti, da quello cinese scelto per la sua tesi, a quello sud-asiatico e mediorientale. Ha lavorato per gallerie, case d'asta e dal 2011 fa parte dello staff editoriale di Artribune.