In diretta dall’opening siculo di Mandranova In Residence, ecco le foto dell’installazione di Andreas Golinski. Matasse di cavi e brandelli di otri, per omaggiare il paesaggio e le memorie del mondo contadino

Un omaggio alla Sicilia, ai suoi paesaggi vulcanici e agresti, agli scorci pittoreschi disseminati di ruderi, alle architetture classiche scandite dal ritmo di colonne ed elementi verticali. Un ricordo di Alberto Burri, che alla Sicilia ha donato la sua più monumentale opera, quell’esperimento straordinario di Land Art concepito per le macerie di Gibellina. Andreas Golinski […]

Andreas Golinski - Mandranova in Residence, 2012

Un omaggio alla Sicilia, ai suoi paesaggi vulcanici e agresti, agli scorci pittoreschi disseminati di ruderi, alle architetture classiche scandite dal ritmo di colonne ed elementi verticali. Un ricordo di Alberto Burri, che alla Sicilia ha donato la sua più monumentale opera, quell’esperimento straordinario di Land Art concepito per le macerie di Gibellina. Andreas Golinski cuce insieme suggestioni personali, evocazioni, spunti giunti dal territorio isolano e dalla storia dell’arte, per dar vita al suo progetto site specific: negli spazi della tenuta Mandranova, azienda agricola con annesso incantevole resort, incastonata tra sterminati uliveti, l’artista tedesco ha portato a termine la sua residenza, invitato da Maria Chiara Valacchi per la prima edizione di Mandranova In residence. Mecenati sono i coniugi Di Vincenzo, proprietari di questa storica azienda produttrice di olio, appassionati d’arte e desiderosi di ampliare orizzonti e destini della loro attività.
Direttamente dall’opening, ecco una carrellata di immagini che svelano la parte principale del progetto di Golinski. I materiali utilizzati sono tutti, rigorosamente, scovati in azienda e recuperati: matasse di cavi, provenienti dai filari di vecchi vigneti, impilate e accatastate con approccio costruttivo; e poi una serie di vecchi otri per il vino, sventrati e rimodellati per dar vita a degli arazzi, su cui si leggono, come cicatrici, i segni lineari delle cuciture…

– Helga Marsala

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Helga Marsala
Helga Marsala è critico d'arte, giornalista, notista culturale e curatore. Insegna all'Accademia di Belle Arti di Roma. Collaboratrice da anni di testate nazionali di settore, ha lavorato a lungo come caporedattore per la piattaforma editoriale Exibart. Nel 2011 è nel gruppo che progetta e lancia la piattaforma Artribune, dove ancora oggi lavora come autore e membro dello staff di direzione. Svolge un’attività di approfondimento teorico attraverso saggi e contributi critici all’interno di pubblicazioni e cataloghi d’arte e cultura contemporanea. Scrive di arti visive, arte pubblica e arte urbana, politica, costume, comunicazione, attualità, moda, musica e linguaggi creativi contemporanei. È stata curatore dell’Archivio SACS presso Riso Museo d'arte contemporanea della Sicilia e membro del Comitato Scientifico, collaborando a più riprese con progetti espositivi, editoriali e di ricerca del Museo. Cura mostre e progetti presso spazi pubblici e privati in Italia, seguendo il lavoro di artisti italiani ed internazionali.