New York Updates: check di metà fiera per Frieze, su Artribune arrivano già le analisi (anche comparative) delle vendite. Si ritorna ai livelli pre-Lehman?

Nel 2012 il calendario dell’arte si è fatto sempre più fitto per i grandi collezionisti giramondo, facendo girar la testa pure ai loro portafogli: a marzo New York Armory, a maggio Frieze New York, super aste primaverili, e Art Hong Kong, a giugno Basel e altre grandi aste a Londra. Gli appuntamenti a New York […]

Nel 2012 il calendario dell’arte si è fatto sempre più fitto per i grandi collezionisti giramondo, facendo girar la testa pure ai loro portafogli: a marzo New York Armory, a maggio Frieze New York, super aste primaverili, e Art Hong Kong, a giugno Basel e altre grandi aste a Londra. Gli appuntamenti a New York sono infatti raddoppiati, non bastava l’Armory Week a marzo e le correlate aste mid-season, ora si è aggiunta anche la Frieze week che si è già rivelata un grandioso successo di vendite ad alti livelli, paragonabile addirittura alla navigata Basilea già alla sua primissima edizione.
Nonostante l’ironia della scritta di David Shrigley “It’s Going Very Badly / It’s a Terrible Disaster”, che accoglie i visitatori nel circo della novella Frieze, Casey Kaplan e Andrea Rosen hanno fatto sold-out o quasi già nelle prime ore dell’inaugurazione, entrambi con opere al di sotto dei 100mila dollari, entrambi con solo show. Rosen infatti ha dichiarato di aver presentato opere di questa fascia perché a Frieze i collezionisti vogliono provare una sensazione di scoperta, pur comprando artisti già sulla buona strada del successo. È pur vero che ad una fiera di questo genere, presentare artisti con prezzi da capogiro diventa una scelta obbligata, dal momento che uno stand può arrivare a costare fino a $65mila dollari.
Sotto il tendone da 2.500 piedi quadrati molto spazio è dedicato ad artisti affermati, con prezzi che vanno dai $20mila a $3.75 milioni per una coppia di sculture di Louise Bourgeois esposte allo Sculpture Park. Infatti non ci sono solo gallerie top-end del mercato, ma anche di fascia media con prezzi che vanno dai $20 ai 60mila, e giovani gallerie nelle sezioni Frame e Focus che rappresentano artisti ancora poco conosciuti e che presentano dunque prezzi affordable dai $5mila in su.
Noi di Artribune abbiamo voluto fare un paragone fra le vendite di questi giorni a Frieze e quelle avvenute nelle altre top fairs dei mesi precedenti. Partiamo dallo squalo Gagosian, che il primo giorno ha venduto ben sei dipinti di Rudolf Stingel (tutto lo stand!) dal valore di $450mila ciascuno. Nulla di sorprendente visto che a Basilea lo scorso giugno si dice che avesse venduto opere per $45milioni nella prima ora, tra cui i due poliziotti Frank anf Jamie di Maurizio Cattelan, che in asta valgono oltre il milione e mezzo. Il direttore di Cheim & Read, Adam Sheffer, già durante l’inaugurazione ha dichiarato “It feels like 2007 all over again!”. Infatti, i suoi affari son iniziati a due minuti dall’apertura e due terzi dello stand han trovato un compratore entro le tre del pomeriggio. La galleria ha venduto due opere di Jenny Holzer a $175mila e $100mila; un dipinto di Chantal Joffe a $65mila; un’opera di Louise Fishman a $125mila. Un mese e mezzo fa all’Armory aveva venduto due foto di Fuss a $65mila l’una e una scultura di Lynda Benglis a $60mila. A Basilea invece si era concentrato sulla Bourgeois, vendendo opere per circa $2.5 milioni. Metro Pictures ha venduto un disegno di Robert Longo per $425mila e un film still di Cindy Sherman a $950mila. A Miami Basel aveva venduto un’altra opera della Sherman a $350mila mentre all’Armory aveva sbancato sempre con lei vendendo 3 opere da $250mila e 6 da 350mila.
Da Hauser & Wirth vendita di $950mila per White Snow Dwarf, Sleepy #1 (Midget) di Paul McCarthy; $65mila per una scultura in cemento di Phyllida Barlow; $195mila per una figura in bronzo di Matthew Day Jackson. McCarty era presente anche ad Art Basel con due opere vendute a $2.8 milioni ciascuna, e a Miami Basel con un’opera da $900mila. A Frieze London invece aveva stravenduto delle maschere di Houseago, tre a $100mila e una scultura a $425mila. Grandi affari anche per David Zwirner: due opere di John McCracken, $750mila e $200mila; due box di Donald Judd a $500mila e $475mila; un’opera di Larry Bell a $200mila. A Frieze London grande vendita per Neo Rauch a un milione e 350mila dollari, due bellissime opere della Dumas a $100 e 550mila, Richter e Alys a $350mila, Riedel e Ofili a $150mila. Da Lisson troviamo i suoi artisti di punta, Ai Weiwei con Marble Helmet, 2010 venduto a $50mila; Anish Kapoor con un’opera in acciaio da $500mila e una serie di opere di Haroon Mirza, vincitore del Leone d’Argento alla Biennale dell’anno scorso, dai $30 ai 50mila, di cui una venduta nei primi otto minuti di apertura. A Basilea aveva avuto molto più successo con Kapoor, con ben 4 opere vendute tra i $500-750mila.

– Martina Gambillara

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Martina Gambillara
Martina Gambillara (Padova, 1984), laureata in Economia e Gestione dell'Arte, si è interessata fin dai primi anni dell'università al rapporto tra arte e mercato, culminato nella tesi Specialistica in cui ha indagato il fenomeno della speculazione nel mercato dell'arte cinese dell'ultimo decennio. Per passione personale si è costantemente dedicata all'osservazione dei risultati d'asta soprattutto del segmento di Arte Contemporanea, estrapolandone i trend e la correlazione con i mercati finanziari. In seguito il suo interesse si è spostato verso i mercati emergenti, da quello cinese scelto per la sua tesi, a quello sud-asiatico e mediorientale. Ha lavorato per gallerie, case d'asta e dal 2011 fa parte dello staff editoriale di Artribune.