Diario di un artista in residenza, puntata numero due. Artribune continua a seguire Remco Torenbosch nel suo soggiorno bergamasco, tra workshop e viaggi oltreconfine

La residenza è iniziata da un mesetto e Remco Torenbosch, primo ospite di The Blank Residency, sta esplorando la città di Bergamo, facendo qualche viaggio insieme al gruppo The Blank. Un approccio mobile che punta a far spaziare la prospettiva dell’artista residente dal locale al globale, per favorire confronti e riflessioni. Lo scorso weekend Remco […]

Vista dal Castello di San Vigilio, Bergamo

La residenza è iniziata da un mesetto e Remco Torenbosch, primo ospite di The Blank Residency, sta esplorando la città di Bergamo, facendo qualche viaggio insieme al gruppo The Blank. Un approccio mobile che punta a far spaziare la prospettiva dell’artista residente dal locale al globale, per favorire confronti e riflessioni. Lo scorso weekend Remco è stato alla Biennale di Berlino; il tema è caldo e gli ho subito chiesto: come ti è sembrata la fiera? Risposta precisa: è stata una biennale senza fede nell’arte o con una fede cieca (qui la sua relazione sull’argomento per il sito olandese www.whatspace.nl)
Intanto, Remco sta preparando i due giorni di workshop “Between Act and Protest: Building The New Economy” per l’Accademia Carrara. Il 7 e 8 maggio gli studenti di Pittura e di Nuove tecnologie proveranno a progettare e presentare un prototipo per una nuova economia alternativa possibile. Nella prossima pagina del diario i migliori risultati di questo esperimento … Seguiteci!

– Silvia Scaravaggi

www.theblankresidency.it
www.accademiabellearti.bg.it

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Silvia Scaravaggi
Silvia Scaravaggi (Crema, 1979) è curatore d'arte indipendente, si occupa di scrittura d'arte e di progettazione culturale. Si è laureata in Teoria e Tecnica dei Mezzi di Comunicazione Audiovisiva alla Facoltà di Lettere dell'Università di Pisa e ha approfondito alcuni aspetti dei nuovi media alla Universiteit Van Amsterdam, nei Paesi Bassi. Si interessa di video, installazione, rapporto tra arte, scienza e tecnologia; cura selezionati progetti d'arte, con particolare attenzione al processo di costruzione di una dimensione collaborativa tra artista e curatore. Dal 2011 scrive per Artribune; dal 2005 fa parte del network di Digicult, pubblicando contributi per il magazine mensile Digimag. Per la Provincia di Cremona, dove lavora dal 2005, segue lo sviluppo del Distretto culturale provinciale, nell’ambito del progetto Distretti culturali ideato e realizzato da Fondazione Cariplo. Ha collaborato ad alcune edizioni di INVIDEO, mostra internazionale di video e cinema oltre, e a Techne05, mostra di installazioni interattive, a Milano.
  • Le residenze continuano ad essere le vere arme di illusione e delsuione di massa. O meglio: si paga la compiacenza e l’arrendevolezza dell’artista con una vacanza grande fratello ALL INCLUSIVE, simile, nei rituali, ad un villaggio vacanza. Cattelan aveva organizzato già negli anni 90 una Biennale dei Caraibi, oggi abbiamo la “residenza delle banane”.

    Proprio in questi giorni ho visto questo video di Michelancelo Pistoletto dove viene descritta la sua Fondazione e il programma di residenza:

    http://ilblogdellakunsthallepiubelladelmondo.wordpress.com/2012/04/27/michelangelo-pistoletto/

    La Fondazione prende per ogni studente 12.000 euro di contributo per 4 mesi di residenza: da testimonianze e dati questo denaro NON viene reinvestito su i borsisti che escono dalla residenza senza nulla (neanche un terzo viene reinvestito e i borsisti vanno da 20 a 30). In questo modo le Fondazioni diventano dispositivi per trovare denaro sulle sperenza deluse e illuse dei borsisti che vengono “comprati” con una breve vacanza in posti neanche così attraenti.

    Per non parlare della teoria e dei contenuti: sembra di sentire parlare Scientology, una setta: cosa significa Terzo Paradiso???? Volendo prendere sul serio la spiegazione di Pistoletto, le cose non reggono: la sua descrizione corrisponde già al secondo paradiso e non al terzo…ma siamo veramente nella più assurda retorica parafilosofica, quasi para religiosa.

    Buona invece la risposta di questo ennesimo residente a Bergamo: la Biennale di Berlino è sintomo dei problemi che vorrebbe risolvere: si pone sullo stesso piano sbagliato del mondo che considera sbagliato. Non c’è fede nell’arte perchè c’è incapacità, e quindi si cerca ingenuamente una soluzione a domande sbagliate.

    LR

  • federica

    Luca Rossi ha ragione, condivido

    • Gentile Federica,una gran testa come il Luca Rossi ha quasi un diritto ad aver sempre ragione.Anzi, sarebbe consigliabile un corso serale per diventare ragioniere per cui poi l’avrebbe incontestabilmente e sopratutto ufficialmente.

  • Pingback: Diario di un artista in residenza, capitolo VI. Ancora sulle tracce di Remco Torenbosch, ospite di The Blank, per la sua residenza bergamasca. Un bilancio in termini di risorse impiegate, a pochi giorni dall’opening alla Gamec | Artribune()