Cromatismi editoriali. Al Maxxi B.A.S.E. si presenta il Libro Nero della 54ª Biennale di Venezia. Ma sarà graffiante come promesso (o minacciato) dal titolo?

Tutto sta ad intendersi: quale interpretazione diamo all’espressione “Libro Nero”? Citando senza troppa organicità, cercando di restare sul bipartisan, ci vengono in mente Il libro nero del comunismo, il – suo presumibile opposto – Libro nero del capitalismo, Il libro nero della Chiesa, il quanto mai attuale Libro nero dello spreco in Italia. Sempre, comunque, […]

Libro Nero della 54ª Biennale di Venezia

Tutto sta ad intendersi: quale interpretazione diamo all’espressione “Libro Nero”? Citando senza troppa organicità, cercando di restare sul bipartisan, ci vengono in mente Il libro nero del comunismo, il – suo presumibile opposto – Libro nero del capitalismo, Il libro nero della Chiesa, il quanto mai attuale Libro nero dello spreco in Italia. Sempre, comunque, un’accezione “negativa”: disamine delle malefatte di una certa realtà sociale, storica, vizi o difetti di un comportamento umano, e così via.
Che pensare dunque quando ci viene annunciata la presentazione del Libro Nero della 54ª Biennale di Venezia? Povera Curiger, si prepari a rispondere a chissà quali osservazioni, obbiezioni, rilievi sulla sua mostra, sulla gestione della rassegna, sui risultati. E invece il comunicato che accompagna l’annuncio parla di “un percorso che riesce ad indirizzare, sollecitare e incuriosire il visitatore insoddisfatto in una migliore fruizione del percorso offerto dalla Biennale di Venezia”. Quindi, sembrerebbe il contrario: aiutare chi è insoddisfatto a comprendere.
Comunque sia, molti dei dubbi saranno sciolti presto: appuntamento al Maxxi B.A.S.E., dove si parlerà dell’opera curata da Eugenia Battisti, con scritti anche di giovani studiose d’arte contemporanea come Giorgia Calò, Valentina Fanfoni, Maura Favero, Sara Milano, Valentina Ravaglia, Eleonora Sermoneta, Alessandra Troncone.

Mercoledì 2 maggio 2012 – ore 18.30
Via Guido Reni, 4 – Roma
www.fondazionemaxxi.it

  • e quando mai nel mondo dell’arte ci si arrischia a fare un «libro nero»?

  • Eugenia Battisti

    Si chiama così solo perchè adoriamo vestirci tutte di nero…( la risposta è autoironica!)