Capitola anche la stoica Art Athina. Dopo due ultime edizioni difese allo stremo, getta la spugna la fiera d’arte che teneva la Grecia nella “Schengen” dell’arte

Nel fitto calendario fieristico primaverile di quest’anno, non vi siete accorti che manca qualcosa? Parliamo di Art Athina, che fino all’ultimo era pronta per esserci, ma che alla fine – lo scorso anno si tenne dal 12 al 15 maggio – ha dovuto rinunciare ad andare in scena a causa della grave crisi di debito […]

Nel fitto calendario fieristico primaverile di quest’anno, non vi siete accorti che manca qualcosa? Parliamo di Art Athina, che fino all’ultimo era pronta per esserci, ma che alla fine – lo scorso anno si tenne dal 12 al 15 maggio – ha dovuto rinunciare ad andare in scena a causa della grave crisi di debito che sta vivendo la Grecia. Le motivazioni sono state ricondotte ad un “assestamento della strategia”, come ha dichiarato il direttore Alexandros Stanas. Le sorti di Art Athnina – che negli ultimi due anni era riuscita a resistere, malgrado i venti della crisi spirassero già vorticosi – rimangono comunque incerte, non si sa se riprenderà nei prossimi anni.
Ma la Grecia non solo perde l’opportunità di mostrare ai suoi collezionisti il panorama internazionale grazie alle gallerie partecipanti, ma anche l”occasione di far conoscere all’estero i propri artisti, ancora debolmente riconosciuti fuori dai confini nazionali”. Art Athina era una delle fiere più longeve in Europa, lanciata nel 1993 dall’Associazione Gallerie Elleniche, che l’anno scorso ha attirato 18mila visitatori, con 58 gallerie da 9 paesi. La Grecia perde così un importante barometro sullo stato del mercato dell’arte interno, che soffre soprattutto dal 2009 a causa del tracollo economico, e che si trova ora a dover decidere se  rimanere all’euro o ricominciare a stampare la vecchia dracma, ma in ogni caso in bancarotta…

Martina Gambillara

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Martina Gambillara
Martina Gambillara (Padova, 1984), laureata in Economia e Gestione dell'Arte, si è interessata fin dai primi anni dell'università al rapporto tra arte e mercato, culminato nella tesi Specialistica in cui ha indagato il fenomeno della speculazione nel mercato dell'arte cinese dell'ultimo decennio. Per passione personale si è costantemente dedicata all'osservazione dei risultati d'asta soprattutto del segmento di Arte Contemporanea, estrapolandone i trend e la correlazione con i mercati finanziari. In seguito il suo interesse si è spostato verso i mercati emergenti, da quello cinese scelto per la sua tesi, a quello sud-asiatico e mediorientale. Ha lavorato per gallerie, case d'asta e dal 2011 fa parte dello staff editoriale di Artribune.