Arte torna arte. Tra i capolavori dell’Accademia di Firenze, spuntano 32 artisti contemporanei. Da Bill Viola a Martin Creed, da Yves Klein a Sol LeWitt. Una grande mostra, inseguendo la vertigine della memoria

Si chiamava così, la raccolta di testi, lezioni e conferenze che Luciano Fabro, tra il 1981 e il 1997, tenne presso accademie, università e musei internazionali. Arte torna arte, un titolo pregno di suggestioni poveriste, tra richiami all’idea di processualità e di trasmutazione. Un titolo che viene preso in prestito, da Bruno Corà, Franca Falletti […]

Bill Viola, Surrender, 2001 Photo: Kira Perov

Si chiamava così, la raccolta di testi, lezioni e conferenze che Luciano Fabro, tra il 1981 e il 1997, tenne presso accademie, università e musei internazionali. Arte torna arte, un titolo pregno di suggestioni poveriste, tra richiami all’idea di processualità e di trasmutazione. Un titolo che viene preso in prestito, da Bruno Corà, Franca Falletti e Daria Filardo, per l’omonima mostra curata nelle sale della Galleria dell’Accademia di Firenze, tra gli ambienti dedicati alle esposizioni temporanee e le sale della collezione permanente. Un incontro, dunque, tra capolavori del passato e produzioni contemporanee: negli storici ambienti rinascimentali – la Tribuna del David, la Galleria dei Prigioni, la Gipsoteca e la Sala del Colosso – si collocano le opere di 32 artisti, nomi classici come Francis Bacon, Gino de Dominicis, Jannis Kounellis, Marcel Duchamp, Yves Klein, Luigi Ghirri, Alberto Savinio, Bill Viola, fino a qualcuno delle generazioni più recenti, da Martin Creed a Rineke Dijkstra, da Olaf Nicoai a Claudio Parmiggiani. I lavori sono stati scelti sulla base di quell’intreccio di riverberi, echi ed assonanze, che restituisce il senso del legame con il passato, con le pitture e le sculture del Museo, con la sua architettura, con la sua memoria cristallizzata tra le robuste mura e i capolavori di sempre.
Ed è proprio la memoria a fare da filo rosso, a tracciare la direzione del progetto: l’importanza dell’origine, l’avvicendarsi dei linguaggi, lo sguardo all’indietro che al contempo si fa orizzonte e misura nuova, il persistere o il cadere di modelli, formule, tendenze. In poche parole: quella stretta controversa tra l’impronta del passato e l’indizio del futuro, nel solco dinamico tracciato dal presente.
Segni eterogenei si mescolano, sull’onda di un sentire sotterraneo, invisibile. Non a una memoria classificatoria si fa riferimento – mera registrazione di fatti – ma a una memoria vertiginosa, energia che orienta cose, pensieri, gesti, in un continuum instabile e sempre sorprendente.
Ad integrare la mostra alcune attività collaterali: un ciclo di sei film, curato da Lo schermo dell’arte Film Festival e presentato all’Odeon di Firenze dal 23 al 25 maggio 2012, alcuni incontri con artisti, in programma nel corso dell’autunno, e tre concerti (Karlheinz Stockhausen, John Cage, Luciano Berio), a cura di Daniele Lombardi.

– Helga Marsala

“Arte torna arte”
opening: 7 maggio, ore 17.30
fino al 4 novembre 2012
Galleria dell’Accademia – via Ricasoli 58-60, Firenze
info: Firenze Musei, tel. 055 294883

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Helga Marsala
Helga Marsala è giornalista, critico d'arte contemporanea e curatore. Collaboratrice da anni di testate nazionali di settore, ha lavorato a lungo come caporedattore per la piattaforma editoriale Exibart. Oggi membro dello staff di direzione di Artribune, è responsabile di Artribune Television. Svolge un’attività di approfondimento teorico attraverso saggi e contributi critici all’interno di pubblicazioni e cataloghi d’arte e cultura contemporanee. È stata curatore nel 2009 dell’Archivio SACS presso Riso Museo d'arte contemporanea della Sicilia e membro del Comitato Scientifico di SACS nel 2013, collaborando a più riprese con progetti espositivi, editoriali e di ricerca del Museo. Cura progetti espositivi presso spazi pubblici e privati in Italia, seguendo il lavoro di artisti italiani ed internazionali, specificamente delle ultime generazioni.