Tutti ne parlano, tranne lei. Botta e risposta con Julia Draganovic a proposito di Arte Fiera Bologna. E della sua “presunta” candidatura alla direzione…

“Io candidata a dirigere Arte Fiera?”. Ci saluta così, con lo sguardo sorpreso, Julia Draganovic, curatrice indipendente e tra i membri promotori de La Rete Art Projects, collettivo internazionale di curatori, che negli ultimi anni si è distinto in Italia e all’estero per lo sviluppo di una serie di progetti, quali il Premio Internazionale di […]

Julia Draganovic

Io candidata a dirigere Arte Fiera?. Ci saluta così, con lo sguardo sorpreso, Julia Draganovic, curatrice indipendente e tra i membri promotori de La Rete Art Projects, collettivo internazionale di curatori, che negli ultimi anni si è distinto in Italia e all’estero per lo sviluppo di una serie di progetti, quali il Premio Internazionale di Arte Partecipativa e la collaborazione No Longer Empty. “Non ho mai avuto l’ambizione di dirigere una fiera. Ho lavorato per anni per definire chiaramente il mio ruolo di curatore, tenendomi lontana da questioni prettamente di mercato, e il mio ruolo nell’ambito di Arte Fiera fino ad ora ho seguito questa strategia: infatti, il progetto che ho portato avanti, complice Silvia Evangelisti, nell’ambito di Art First a Bologna, tendeva allo sviluppo di progetti curatoriali, con l’obiettivo di diffondere la conoscenza dell’arte contemporanea anche al di fuori del pubblico fieristico (ed è lo stesso approccio con cui da cinque anni collaboro con Art Miami, dove realizzo mostre di Video Art, ma anche progetti nello spazio pubblico)”, commenta la curatrice tedesca.
Ricordando le ultime esperienze, non ultima quella di The eye of the collector, la collezione di Manuel De Santaren esposta nella felsinea Villa delle Rose, lo scorso gennaio. A questo punto, però, in giorni in cui sta emergendo una prima “short list” dei candidati alla direzione della fiera d’arte contemporanea più antica di Italia, la domanda sorge spontanea: c’è stata o no, una proposta concreta da parte della fiera, dato che negli scorsi giorni tutta la stampa locale bolognese e regionale ne ha parlato? “No! – sorride – Sono, invece, molto contenta della fiducia e della stima dimostratami dalla stampa locale, da quella di settore e dalle gallerie che mi hanno voluto indicare per un ruolo che ritengo prestigioso! Lo ritengo un buon segno per il lavoro che ho fatto fino ad ora e ho intenzione di continuare le mie sperimentazioni curatoriali, senza limitarmi a meccanismi di mercato, che rispetto e che ritengo importanti, ma che non costituiscono le finalità della mia ricerca.

– Santa Nastro

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Santa Nastro
Santa Nastro è nata a Napoli nel 1981. Laureata in Storia dell'Arte presso l'Università di Bologna con una tesi su Francesco Arcangeli, è critico d'arte, giornalista e comunicatore. Attualmente è membro dello staff di direzione di Artribune. È inoltre autore per il progetto arTVision – a live art channel, ufficio stampa per l’American Academy in Rome e Responsabile della Comunicazione della Fondazione Pino Pascali. Dal 2011 collabora con Demanio Marittimo.KM-278 diretto da Pippo Ciorra e Cristiana Colli, con Re_Place, Mu6, L’Aquila e con Arte in Centro. Dal 2006 al 2011 ha collaborato alla realizzazione del Festival dell'Arte Contemporanea di Faenza, diretto da Angela Vettese, Carlos Basualdo e Pier Luigi Sacco. Dal 2005 al 2011 ha collaborato con Exibart nelle sue versioni online e onpaper. Ha pubblicato per Maxim e Fashion Trend, mentre dal 2005 ad oggi ha pubblicato su Il Corriere della Sera, Arte, Alfabeta2, Il Giornale dell'Arte, minima et moralia e saggi testi critici su numerosi cataloghi e pubblicazioni.
  • Ma certo,

    siamo tutti duri e puri…!

    Tutti rinunceremmo a decine di migliaia di Euro, per i nostri ideali….

    Ahahahahahahaaha….maperfavore!!!

  • roggio

    Vi prego chiunque ma non lei, la conosco bene e tutta scena, infida come poche persone, solo per questo è arrivata dove è arrivata con lei la fiera di Bologna cadrebbe nel baratro più profondo…….. ma in fondo a noi che ci importa Torino se ne avvantaggerebbe sicuramente.

  • bagno di realtà

    A Napoli si vedeva poco in giro, andava a vedere solo le mostre di chi le era simpatico, non curandosi di avere una informazione completa su quello che accadeva in città, eppure era direttrice del PAN una istituzione pubblica a carattere cittadino. Bella professionalità !

  • Penso che chi scrive con così tanto livore, non sia sereno perchè scarsamente “impegnato” con rigoreed autorevolezza sia in ambito artistico che nella critica d’arte italiana ed internazionale. Pertanto se non bene informati è meglio tacere. mettete il naso fuori dall’Italia, fate anni di gavetta e di studio in almeno due lingue….e poi fate una critica circostanziata, intellettualmente puntigliosa. Non illazioni povere -come quelle che leggo- di cui c’è solo da vergognarsi. dir. Rosa Anna Musumeci | ARTECONEMPORANEA bruxelles

  • bagno di realtà

    Rosa Anna Musumeci di artecontemporanea Bruxelles, quello che ho scritto io sono fatti, non illazioni, e se permetti c’è una bella differenza.

  • Frater

    Evviva l’invidia!!! La Draganovich ne genera tanta eh? Buon segno per lei, pessimo per il vostro fegato…