Se un libro riesce ancora ad alimentare il dibattito culturale. In Germania tutti hanno Der Kulturinfarkt sul comodino: mentre Pro Helvetia prende le distanze dal suo direttore

Der Kulturinfarkt, ancora due parole per il saggio che sta facendo discutere tutta la Germania. Mentre la polemica, come già riportato da Artribune, incalza, il Consiglio di Fondazione di Pro Helvetia prende le distanze dalle tesi contenute del testo che vede tra i quattro autori il direttore Pius Knüsel (Armin Klein, Stephan Opitz, Dieter Haselbach sono i suoi colleghi). “Durante la […]

Pius Knüsel

Der Kulturinfarkt, ancora due parole per il saggio che sta facendo discutere tutta la Germania. Mentre la polemica, come già riportato da Artribune, incalza, il Consiglio di Fondazione di Pro Helvetia prende le distanze dalle tesi contenute del testo che vede tra i quattro autori il direttore Pius Knüsel (Armin KleinStephan OpitzDieter Haselbach sono i suoi colleghi). “Durante la seduta del 29 marzo – cita il comunicato stampa diramato da Pro Helvetia – il Consiglio di fondazione ha preso posizione riguardo al turbine mediatico sollevato dal saggio Der Kulturinfarkt, nel quale viene messo in discussione il ruolo della promozione culturale statale in Germania. L’organo supremo della Fondazione svizzera per la cultura si distanzia dal carattere polemico e dai giudizi sommari, a tratti caricaturali, di questa pubblicazione. I nove membri del Consiglio di fondazione, presieduti da Mario Annoni, si rammaricano in particolar modo che l’opinione pubblica abbia avuto l’impressione che Der Kulturinfarkt rappresentasse la posizione di Pro Helvetia.
Nonostante queste parole, che fanno pensare ad una situazione di tensione, la Fondazione rinnova la propria fiducia a Knüsel di cui riconosce il massimo voto anche per l’ineccepibile gestione aziendale e la rigorosa disciplina budgetaria” e, inoltre, l’operato elencando i meriti ed i progetti di successo che hanno consolidato la reputazione a livello internazionale di Pro Helvetia. L’obiettivo resta quello di un “dialogo sul futuro”: “Il Consiglio è convinto che la discussione ora si sposterà su un piano fattuale e intende instaurare con tutte le cerchie interessate – anche indipendentemente dal ’Kulturinfarkt’ – un dialogo aperto sul futuro della politica culturale di Pro Helvetia.

– Santa Nastro

Saggi da infarto. In Germania arriva Der Kulturinfarkt, un libro che accende le polemiche. Se la cultura è agonizzante, affatichiamola. Meno istituzioni, basta assistenzialismo

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Santa Nastro
Santa Nastro è nata a Napoli nel 1981. Laureata in Storia dell'Arte presso l'Università di Bologna con una tesi su Francesco Arcangeli, è critico d'arte, giornalista e comunicatore. Attualmente è membro dello staff di direzione di Artribune. È inoltre autore per il progetto arTVision – a live art channel, ufficio stampa per l’American Academy in Rome e Responsabile della Comunicazione della Fondazione Pino Pascali. Dal 2011 collabora con Demanio Marittimo.KM-278 diretto da Pippo Ciorra e Cristiana Colli, con Re_Place, Mu6, L’Aquila e con Arte in Centro. Dal 2006 al 2011 ha collaborato alla realizzazione del Festival dell'Arte Contemporanea di Faenza, diretto da Angela Vettese, Carlos Basualdo e Pier Luigi Sacco. Dal 2005 al 2011 ha collaborato con Exibart nelle sue versioni online e onpaper. Ha pubblicato per Maxim e Fashion Trend, mentre dal 2005 ad oggi ha pubblicato su Il Corriere della Sera, Arte, Alfabeta2, Il Giornale dell'Arte, minima et moralia e saggi testi critici su numerosi cataloghi e pubblicazioni.