Saloni Updates: Vivere alla Ponti, tra innovazione e tradizione, artigianato e industria. Una mostra sul filo della memoria, per omaggiare il maestro

Chi conosce il lavoro di Giò Ponti, resterà sorpreso dalle tante fotografie e dai progetti – molti dei quali mai esposti prima – presentati dalla sede dell’Ordine degli architetti di Milano, in via Solferino 17, fulcro del Brera Design District. Vivere alla Ponti è una mostra forse un po’ troppo didascalica; che però, sorvolando sull’allestimento, […]

Gio Ponti, Sedia Leggera 646; Cassina, 1951 - prestito di Salvatore Licitra

Chi conosce il lavoro di Giò Ponti, resterà sorpreso dalle tante fotografie e dai progetti – molti dei quali mai esposti prima – presentati dalla sede dell’Ordine degli architetti di Milano, in via Solferino 17, fulcro del Brera Design District.
Vivere alla Ponti è una mostra forse un po’ troppo didascalica; che però, sorvolando sull’allestimento, rivela un tono intimo e familiare. Una mostra che racconta la vitalità di un creativo raffinato, mai banale, capace di fare dell’abitare un’esperienza senza complicazioni, di ordine e spazio.
I figli, gli amici e i collaboratori più cari hanno partecipato con preziose testimonianze, prestando foto di album, lettere, filmati e schizzi, solitamente custoditi negli archivi privati. In chiusura è esposta anche la snella sedia in alluminio progettata per il primo Palazzo di Montecatini (1936-38).
Ponti era un uomo pratico, dotato di una fantasia sfrenata, uno che ha combattuto l’idea della casa generica, difendendo la qualità – e l’eleganza – degli oggetti d’uso quotidiano. Con il passare del tempo il suo stile si è evoluto e gli oggetti, insieme all’architettura, si sono alleggeriti. Il maestro conosceva gli italiani, amò le loro case e le liberò tanto da lasciarle “respirare”. Per la “casa all’italiana” immaginò oggetti senza peso, senza aggettivi, mobili dalle linee agili e contemporanee. Un epigono. Così, quest’anno, l’azienda Molteni&C ha scelto alcuni degli arredi di Giò Ponti e li ha rieditati per celebrare l’eredità del grande architetto, designer e artigiano milanese.

– Michela Tornielli di Crestvolant

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Michela Tornielli di Crestvolant
Michela si laurea in storia dell’arte a Roma nel gennaio 2011 all’università Sapienza con una tesi sul movimento lettrista. Ora vive a Milano e frequenta il corso di laurea Magistrale in storia dell’arte contemporanea dell’università Cattolica del Sacro Cuore. Comincia a scrivere per il “Corriere dell’arte” occupandosi di alcuni tra i più interessanti eventi della scena culturale milanese. Impara – dopo le prime prove – le importanti regole del linguaggio giornalistico: semplicità, esattezza e sincerità. Per il futuro sogna le grandi interviste ai protagonisti del panorama artistico internazionale.