Saloni Updates: stuzzicadenti come alberi, macinapepe come grattacieli. Al Superstudio Più Ghigos apparecchia la tavola con un urbanista e un paesaggista

Cosa succede se un urbanista e un paesaggista si siedono assieme a tavola? Probabilmente la loro visione sarà distorta, per deformazione professionale, e non vedranno piatti, bicchieri e posate, come i comuni mortali, ma foreste, edifici e paesaggi naturali. Lo studio di design Ghigos, in collaborazione con Logh e Alessandro Rocca, ha studiato un’installazione che […]

Cosa succede se un urbanista e un paesaggista si siedono assieme a tavola? Probabilmente la loro visione sarà distorta, per deformazione professionale, e non vedranno piatti, bicchieri e posate, come i comuni mortali, ma foreste, edifici e paesaggi naturali. Lo studio di design Ghigos, in collaborazione con Logh e Alessandro Rocca, ha studiato un’installazione che sovverte la prospettiva. L’oggettistica e gli utensili da tavola sono stati riprogettati come se fossero elementi di un paesaggio. Stuzzicadenti per olive diventano alberi, le antipastiere sono trasparenti castelli di carte da costruire, i macinapepe sono inglobati da alte torri e i portatovaglioli degli aeroplanini.
Molto interessante la serie di taglieri per specifici alimenti che si ispira a paesaggi: Figurazioni di montagna è un tagliere per formaggi con un promontorio in cui i coltelli simulano i ghiacciai, Figurazioni di pianura ha diverse texture in rilievo che, oltre a ricordare i campi arati, serve per preparare gnocchi e pasta; Figurazioni lacustri serve per tagliare le cipolle con piccole conche da allagare e in cui bagnare la lama per annullare l’effetto lacrimogeno. Persino i biscotti prendono le sembianze dei monumenti delle città. La tavola imbandita da Ghigos sarà esposta a Superstudio Più nella sezione Discovery.

– Valia Barriello

Dal 17 al 22 aprile 2012
Via Tortona, 27 – Milano
www.ghigos.com


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Valia Barriello
Valia Barriello, architetto e ricercatrice in design, si laurea nel 2005 presso il Politecnico di Milano, Facoltà di Architettura, con la tesi "Una rete monumentale invisibile. Milano città d'arte? Sogno Possibile". Inizia l’attività professionale collaborando con diversi studi milanesi di architettura fino a che la passione per gli oggetti quotidiani e il saper fare con mano la spingono verso il design e verso il mare. Inizia così un dottorato in Design presso la facoltà di Architettura di Genova che consegue nel 2011 con la tesi di ricerca "Design Democratico". La stessa passione la porta anche alla scrittura che svolge per diverse testate del settore e all’allestimento e curatela di mostre di design. Porta avanti contestualmente all'attività professionale la ricerca sui temi che ruotano intorno al design democratico all'autoproduzione e all'utilizzo di materiali di scarto. Attualmente lavora presso uno studio milanese, collabora con la NABA come assistente del designer Paolo Ulian e cura la rubrica di design per Artribune.