Saloni Updates: panoramica come una collettiva, sentita come una personale. O tante personali. C’era tutta la creme del design, alla Fabbrica del Vapore, per il debutto di Misiad…

L’iniziativa partita quasi in sordina ha riscosso in brevissimo tempo un grande numero di adesioni, merito anche del passa parola che fa capire che il gruppo degli autoproduttori è numeroso e compatto. Di Misiad, mostra organizzata da un collettivo capeggiato da Alessandro Mendini e basata sull’autoproduzione, abbiamo parlato abbastanza, ma a quanto pare ci abbiamo […]

L’iniziativa partita quasi in sordina ha riscosso in brevissimo tempo un grande numero di adesioni, merito anche del passa parola che fa capire che il gruppo degli autoproduttori è numeroso e compatto. Di Misiad, mostra organizzata da un collettivo capeggiato da Alessandro Mendini e basata sull’autoproduzione, abbiamo parlato abbastanza, ma a quanto pare ci abbiamo visto giusto. All’inaugurazione della Fabbrica del Vapore, martedì 17 aprile, c’erano tutti ma proprio tutti. Le corsie tra un espositore e l’altro erano piene di persone e di designer.
Tutti i grandi nomi chiamati a partecipare a sostegno dell’iniziativa erano presenti come fosse la loro personale. Ecco Fiorucci, Paolo Ulian e Carlo Contin, Lorenzo Damiani che nel frattempo ha inaugurato anche alla fondazione Castiglioni, Miriam Mirri e Donata Paruccini. Tutti hanno voluto presenziare a quella che è stata una vera e propria festa con tanto di sorpresa. Dalla balconata della cattedrale un trombettista si è messo a suonare e continuando a suonare è sceso tra il pubblico. Un gran bel battesimo quello di Misiad di cui sentiremo molto probabilmente ancora parlare.

– Valia Barriello

CONDIVIDI
Valia Barriello
Valia Barriello, architetto e ricercatrice in design, si laurea nel 2005 presso il Politecnico di Milano, Facoltà di Architettura, con la tesi "Una rete monumentale invisibile. Milano città d'arte? Sogno Possibile". Inizia l’attività professionale collaborando con diversi studi milanesi di architettura fino a che la passione per gli oggetti quotidiani e il saper fare con mano la spingono verso il design e verso il mare. Inizia così un dottorato in Design presso la facoltà di Architettura di Genova che consegue nel 2011 con la tesi di ricerca "Design Democratico". La stessa passione la porta anche alla scrittura che svolge per diverse testate del settore e all’allestimento e curatela di mostre di design. Porta avanti contestualmente all'attività professionale la ricerca sui temi che ruotano intorno al design democratico all'autoproduzione e all'utilizzo di materiali di scarto. Attualmente lavora presso uno studio milanese, collabora con la NABA come assistente del designer Paolo Ulian e cura la rubrica di design per Artribune.