Saloni Updates: Cascina Cuccagna e Best Up giocano di anticipo e fanno il pienone. Con la seicentesca cascina agricola entra nel giro un angolo di vecchia Milano

La pioggia lascia un attimo di tregua appena in tempo per la prima inaugurazione pre-salone. La Cascina Cuccagna di Milano, in collaborazione con Best Up, opta per una vernice di lunedì riuscendo così a conquistare l’attenzione di addetti e semplici curiosi. Il programma è ricco, più di 50 tra designer e aziende, e lo dimostra […]

La pioggia lascia un attimo di tregua appena in tempo per la prima inaugurazione pre-salone. La Cascina Cuccagna di Milano, in collaborazione con Best Up, opta per una vernice di lunedì riuscendo così a conquistare l’attenzione di addetti e semplici curiosi.
Il programma è ricco, più di 50 tra designer e aziende, e lo dimostra l’articolato percorso espositivo che è distribuito su due piani. Il filo conduttore della mostra Goodesign – lavorare bene, vivere meglio – viene interpretato nei modi più disparati. Si può passare così dai classici oggetti in cartone rinnovati e rivisitati da NextMaterials, che presenta filtri in cartone ondulato per diminuire la carica batterica degli ambienti, alle ristrutturazioni fantasiose di vecchie sedie con l’inserimento di matite e vecchi metri di Opere Aperte, collettivo di social design che rivalorizza antichi oggetti e persone (tra i designer pazienti psichiatrici), fino ad arrivare a un solitario tessitore, che lavora a lume di lampada per ArsalitArtes. E poi ancora piante, orti e cibo. L’iniziativa merita un secondo giro, magari in occasione di una colazione o dei pic nic in programma per il week end.
Per oggi, complice anche il nuovo ristorante Un posto a Milano, progetto di Esterni pilotato dallo chef Nicola Cavallaro, la visita si può concludere con un aperitivo con birra artigianale e stuzzichini fatti in casa.

– Valia Barriello

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Valia Barriello
Valia Barriello, architetto e ricercatrice in design, si laurea nel 2005 presso il Politecnico di Milano, Facoltà di Architettura, con la tesi "Una rete monumentale invisibile. Milano città d'arte? Sogno Possibile". Inizia l’attività professionale collaborando con diversi studi milanesi di architettura fino a che la passione per gli oggetti quotidiani e il saper fare con mano la spingono verso il design e verso il mare. Inizia così un dottorato in Design presso la facoltà di Architettura di Genova che consegue nel 2011 con la tesi di ricerca "Design Democratico". La stessa passione la porta anche alla scrittura che svolge per diverse testate del settore e all’allestimento e curatela di mostre di design. Porta avanti contestualmente all'attività professionale la ricerca sui temi che ruotano intorno al design democratico all'autoproduzione e all'utilizzo di materiali di scarto. Attualmente lavora presso uno studio milanese, collabora con la NABA come assistente del designer Paolo Ulian e cura la rubrica di design per Artribune.