Saloni Updates: Canon a Superstudio Più si fa in tre. Installazioni multimediali per stupire il pubblico, dentro a una super-natura hi-tech

Negli ultimi anni, una delle tappe obbligate a Superstudio Più, durante i giorni caldi del Salone, è lo stand della Canon. Per via delle sue installazioni tecnologiche, che lasciano i visitatori con il naso all’insù. Lo scorso anno eravamo rimasti incanti dalle aurore, ricreate da fasci di luce tangibili, di Toshiki Kiriyama. Quest’anno Canon ha […]

Canon, Superstudio Più - foto Angelo Brancaccio

Negli ultimi anni, una delle tappe obbligate a Superstudio Più, durante i giorni caldi del Salone, è lo stand della Canon. Per via delle sue installazioni tecnologiche, che lasciano i visitatori con il naso all’insù.
Lo scorso anno eravamo rimasti incanti dalle aurore, ricreate da fasci di luce tangibili, di Toshiki Kiriyama. Quest’anno Canon ha suddiviso in tre opere l’esposizione dal titolo Neoreal in the forest. In un percorso, tutto rigorosamente al buio, si parte da Spring, di Ryuji Nakamura e Nobuhiro Shimura, un fitto telaio costituito da corde di pianoforte: sorta di ambiente sensoriale in cui vengono proiettate immagini legate alla forza della foresta.

Si passa poi alla seconda stanza, Fall in Pop, di mintdesigns e Nobuhiro Shimura, in cui le immagini, accompagnate dal suono, si proiettano su una struttura di organza plissettata. Si chiude con Super-Nature, del Canon Inc. Desing Center, in cui foto della natura ad altissima risoluzione scorrono su un piano che sormonta uno specchio. Tutte le immagini e proiezioni sono state realizzate con macchine reflex della Canon e tecnologie ad alta definizione. Ve l’eravate persa? Niente paura. Artribune vi regala un po’ foto e tre micro-video, uno per ogni installazione…

– Valia Barriello

CONDIVIDI
Valia Barriello
Valia Barriello, architetto e ricercatrice in design, si laurea nel 2005 presso il Politecnico di Milano, Facoltà di Architettura, con la tesi "Una rete monumentale invisibile. Milano città d'arte? Sogno Possibile". Inizia l’attività professionale collaborando con diversi studi milanesi di architettura fino a che la passione per gli oggetti quotidiani e il saper fare con mano la spingono verso il design e verso il mare. Inizia così un dottorato in Design presso la facoltà di Architettura di Genova che consegue nel 2011 con la tesi di ricerca "Design Democratico". La stessa passione la porta anche alla scrittura che svolge per diverse testate del settore e all’allestimento e curatela di mostre di design. Porta avanti contestualmente all'attività professionale la ricerca sui temi che ruotano intorno al design democratico all'autoproduzione e all'utilizzo di materiali di scarto. Attualmente lavora presso uno studio milanese, collabora con la NABA come assistente del designer Paolo Ulian e cura la rubrica di design per Artribune.