Saloni Updates: arcipelago Triennale. Dai cristalli di Ross Lovegrove alla panchina di Lorenzo Damiani, il fototour di Artribune

Il meteo inclemente, che segna puntualmente la settimana del Salone del Mobile, quest’anno sarà di sicuro giovamento, a chiunque decida di visitare la Triennale di Milano. Gli spazi allungati e amplissimi, i corridoi, i saloni d’onore e persino la saletta stampa sono, più che mai, invasi da miriadi d’oggetti, curiosità indefinibili e da allestimenti d’effetto. […]

Triennale Design Week, Installations view, La Triennale di Milano
Triennale Design Week, Installations view, La Triennale di Milano

Il meteo inclemente, che segna puntualmente la settimana del Salone del Mobile, quest’anno sarà di sicuro giovamento, a chiunque decida di visitare la Triennale di Milano. Gli spazi allungati e amplissimi, i corridoi, i saloni d’onore e persino la saletta stampa sono, più che mai, invasi da miriadi d’oggetti, curiosità indefinibili e da allestimenti d’effetto. Dopo l’apertura prestiva della mostra sulla Grafica Italiana, nel 2012 la Triennale Design Week esplode, coinvolgendo nella deflagrazione materiali industriali, forme avveniristiche e colori sgargianti.
Al piano terra, a partire dall’ingresso, la veranda di Material Connexion ospita Vertigo, una struttura elicoidale che, seguendo il segno grafico (impresso sul pavimento e realizzato da Skema con laminato HPL Arpa in stampa digitale) si trasforma in un breve labirinto squamato verticale. Seguono cinque allestimenti sequenziali, da Mutable spirit (una lunga texturizzazione di marmi firmati Marmotec) a Metropolis (un percorso a pinne verticali composte di pavimenti tessili Interface), 3DEvolution (con Karim Rashid, Michel Boucquillon e Corrado Dotti per Chateux d’Ax),Objet Préféré/Objet Coloré (doppia esposizione per due collezioni realizzate da Fabrica, rispettivamente con un centro culturale belga e attraverso un sistema di complementi d’arredo concepito per dare risalto ad abbigliamento). Sempre al piano terra/Ala Nord, fra gli altri, sono da vedere l’allestimento rigorosissimo di Lighter than white, una mostra incentrata sulle porcellane disegnate dall’artista taiwanese Heinrich Wang; Perspective, una mostra realizzata da Belgium is Design per tracciare un quadro esaustivo del design belga contemporaneo attraverso la partecipazione di 25 designer e aziende; e Tra le briccole di Venezia, un grazioso dispiegamento di oggetti, ricreati dai pali lagunari consumati dai molluschi.
Al piano superiore, fra cristalli preziosi (Ross Lovegrove presenta Liquidkristal per Lasvit), cure techno-zen (Sense is simple-The spa di Simone Micheli) e ritratti fotografici in bianco e nero (Future roots supportato da Tod’s), consigliamo due percorsi. Il primo è Homines enegetici, una mostra che presenta progetti, prototipi e miniature legate alle fonti energetiche, al territorio, all’innovazione tecnologica, alla mobilità sostenibile; dal parco delle Quattro Acque alla mobilità elettrica. Il secondo è De Pas, D’Urbino e Lomazzi. Il gioco e le regole; retrospettiva del trio esposta con uno speciale progetto di allestimento aereo ideato dallo stesso Studio D’Urbino Lomazzi. Infine, invisibile ma sempre presente, è consigliato seguire il sorprendente tragitto della caccia al tesoro di Lorenzo Damiani, una mostra pluridislocata dal titolo Prova a prendermi / Catch Me If You Can. Gli oggetti selezionati, perlopiù disegnati e realizzati per la Triennale Design week (come la panchina per i vigili del fuoco o la piantana per estintore), sono sparsi per l’intero edificio, spesso dove effettivamente servono (come le sedie per i guardiani, una mensola che valorizza un muro e ne fa un nuovo spazio espositivo) e non dove potrebbero essere guardati, o allestiti come veri progetti.

– Ginevra Bria

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