Plagio o semplici coincidenze? Poco importa, se la mostra all’Arcos di Benevento serve a ricordare il compianto Maurizio Sciaccaluga…

Il titolo delle mostre è lo stesso, Seven. Il tema, ovviamente, è altrettanto il medesimo, ovvero i sette peccati capitali. E se non bastasse, anche la grafica – se non proprio coincidente – in certe soluzioni si assomiglia assai, come si nota dalle due immagini qui sopra. Ci vuole altro, per parlare, se non di […]

L’immagine della mostra di Benevento e, a destra, la cover del catalogo di Certaldo

Il titolo delle mostre è lo stesso, Seven. Il tema, ovviamente, è altrettanto il medesimo, ovvero i sette peccati capitali. E se non bastasse, anche la grafica – se non proprio coincidente – in certe soluzioni si assomiglia assai, come si nota dalle due immagini qui sopra. Ci vuole altro, per parlare, se non di plagio, di forte “ispirazione”?
Parliamo, come accennato, di due mostre: uno in verità è un ciclo di mostre a cura di Roberto Ronca, che ha appena inaugurato la sua quinta tappa – tema l’Avarizia – negli spazi di un redivivo museo Arcos di Benevento. L’altra è una mostra curata nel 2005 dal compianto Maurizio Sciaccaluga nel Palazzo Pretorio di Certaldo, in questo caso un singolo evento ma al pari dedicato alla rilettura che l’arte contemporanea tenta di Gola, Invidia, Accidia, Superbia, Avarizia, Lussuria e Ira.
La solita polemica basata su illazioni? No, non la iniziamo neanche, anche perché per certi aspetti – quella toscana ospitava grandi nomi internazionali – i due progetti poi si differenziano, Ma soprattutto perché, anche se ci limitiamo ad osservare tante coincidenze, apprezziamo da una parte il fatto che si risenta parlare dell’Arcos, dall’altra lo spunto che ce ne è venuto per ricordare un amico e collega come Maurizio Sciaccaluga, scomparso prematuramente quasi cinque anni fa, appassionato animatore di un panorama attuale sempre alla ricerca di nuovi stimoli nel nostro paese.

Massimo Mattioli 

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Massimo Mattioli
É nato a Todi (Pg). Laureato in Storia dell'Arte Contemporanea all’Università di Perugia, fra il 1993 e il 1994 ha lavorato a Torino come redattore de “Il Giornale dell'Arte”. Nel 2005 ha pubblicato per Silvia Editrice il libro “Rigando dritto. Piero Dorazio scritti 1945-2004”. Ha curato mostre in spazi pubblici e privati, fra cui due edizioni della rassegna internazionale di videoarte Agorazein. È stato membro del comitato curatoriale per il Padiglione Italia della Biennale di Venezia 2011, e consulente per il progetto del Padiglione Italia dedicato agli Istituti Italiani di Cultura nel mondo. Nel 2014 ha curato, assieme a Fabio De Chirico, la mostra Artsiders, presso la Galleria Nazionale dell'Umbria di Perugia. Dal 2011 al 2017 ha fatto parte dello staff di direzione editoriale di Artribune, come caporedattore delle news.