New York, fotografia a tutto spiano. Archiviata la fiera, partono le grandi aste. Da Diane Arbus a Sophie Calle, passando per Stieglitz e Woodman. Un banchetto per collezionisti fissati con la pellicola

New York celebra l’ottava arte. Con una settimana tematica, che segue a ruota il successo della AIPAD, fiera della Association of International Photography Art Dealers, conclusasi il primo aprile. Così, a partire dal 3 di aprile, prende il via un programma di appuntamenti riservati al collezionismo di settore, organizzati dalle auctions house più influenti della […]

Francesca Woodman, Untitled, Rome, 1977-1978

New York celebra l’ottava arte. Con una settimana tematica, che segue a ruota il successo della AIPAD, fiera della Association of International Photography Art Dealers, conclusasi il primo aprile.
Così, a partire dal 3 di aprile, prende il via un programma di appuntamenti riservati al collezionismo di settore, organizzati dalle auctions house più influenti della metropoli. Si comincia con Sotheby’s, che mette all’incanto una selezione di foto che va dal 1839, con William Henry Fox Talbot, fino ai giorni nostri, per un totale di $3.7-5.5 milioni.
Tra gli highlights un portfolio di Diane Arbus, A Box of Ten Photographs, iniziato prima della sua morte e portato a termine dai suoi eredi, stimato $400-600.000; e alcune opere degli anni ’50, in grande formato, di Ansel Adams, come Mount McKinley and Wonder Lake, Denali National Park, Alaska ($200-300.000) e White House Ruin, Canyon de Chelley ($100-150.000). E ancora un tripudio di nomi storici, da Peter Beard, con Heart Attack City ($80-120.000) a Robert Mapplethorpe (Heart and Dagger, $30-50.000) e Richard Prince, (Untitled – Pens, $80-120.000), passando per Mike Kelley, Hiroshi Sugimoto, Andre Serrano, Robert Rauschenberg, Ruud van Empel, Elger Esser.
Il giorno seguente si procede con Phillips de Pury: un’asta di fotografie da varie collezioni e una single-owner sale, intitolata The Face of Modernism: A Private West Coast Collection. Tra i 28 lotti della collezione, highlight sarà sicuramente l’opera che ritrae Georgia O’Keeffe di Alfred Stieglitz del 1918, stimata $200-300mila. L’asta di Photographs spazierà invece dal classicismo di Irving Pennm con Woman with Roses on Her Arm, Lisa Fonssagrives-Penn, 1950, stimata $200-300.000, fino all’attualità spregiudicata della fotografa del momento, Cindy Sherman, con Untitled Film Still # 49 del 1979, stimata $300-400.000. Invitanti anche Richard Avedon, che ritrae Andy Warhol and members of The Factory, New York, October 30, 1969, catturando la quintessenza della NY anni ’60 (stima $30-50.000), e di nuovo Diane Arbus, con Triplets in their bedroom, N.J., del 1963 ($30-50.000). Fra gli highlights del contemporaneo, Taipei di Andreas Gursky, 1999, stimato $120-180.000;  Gilbert & George, Tonguers, 1992, ($80-120.000); Sophie Calle, Autobiographical Stories, 1988,  $30-50.000; le due Untitled, Rome, 1977-1978 di Francesca Woodman, entrambe stimate $15-20.000.

Il 5 aprile arriva presto e l’appuntamento conclusivo è da Christie’s, per gustarsi e magari accaparrarsi uno dei 350 lotti stimati in tutto $4.2 milioni (71 dei quali provenienti dal Museum of Fine Arts di Houston, per finanziare il dipartimento di acquisizioni). Cover lot è un fotogramma di Christian Schad, Untitled, Schadographie Nr. 17, 1919, stimato $200-300.000, uno dei rarissimi esemplari ancora presenti sul mercato e non custoditi in un museo.
Ancora memorie d’inizio secolo scorso con l’ album di Eugène Atget, Documents pour l’histoire du vieux Paris, contenente 28 stampe all’albumina, stimato $30-50.000; o con la collezione privata di fotografie di Edward Curtis, stampate con la tecnica dell’orotone, tra cui Cañon de Chelley, 1904 ($25-35.000) e The Vanishing Race, 1904 ($15-25.000).
Sulla scia della grande retrospettiva alla Tate di Yayoi Kusama saranno inoltre presenti delle opere della serie Happenings, New York, 1967-68 ($8-12.000), che includono stampe alla gelatina e poster, raccolti dal collezionista James Golata, uno di quelli che hanno creduto nell’artista sin dagli anni ’60. Infine, Marilyn Minter con Blue Tears, 2004 ($15-25.000), Massimo Vitali con SDT Top Large, 2009 ($25-35.000) e Candida Höfer, con Museum of Modern Art, New York, XII, 2001 ($30-50.000).

 – Martina Gambillara

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Martina Gambillara
Martina Gambillara (Padova, 1984), laureata in Economia e Gestione dell'Arte, si è interessata fin dai primi anni dell'università al rapporto tra arte e mercato, culminato nella tesi Specialistica in cui ha indagato il fenomeno della speculazione nel mercato dell'arte cinese dell'ultimo decennio. Per passione personale si è costantemente dedicata all'osservazione dei risultati d'asta soprattutto del segmento di Arte Contemporanea, estrapolandone i trend e la correlazione con i mercati finanziari. In seguito il suo interesse si è spostato verso i mercati emergenti, da quello cinese scelto per la sua tesi, a quello sud-asiatico e mediorientale. Ha lavorato per gallerie, case d'asta e dal 2011 fa parte dello staff editoriale di Artribune.