Milano Updates: mangiare durante MiArt? Ecco come e dove. Tanti indirizzi nuovi. Al confine tra città e campagna. E intanto all’Hangar…

Milano continua a non far faville dal punto di vista gastronomico. La città che accoglie i visitatori di MiArt e che a brevissimo ospiterà le torme del Salone (per tacere delle orde previste per il 2015), non brilla in innovazione e ricerca. La situazione non è tragica, intendiamoci, ma si potrebbe fare molto meglio. Proviamo […]

Milano continua a non far faville dal punto di vista gastronomico. La città che accoglie i visitatori di MiArt e che a brevissimo ospiterà le torme del Salone (per tacere delle orde previste per il 2015), non brilla in innovazione e ricerca. La situazione non è tragica, intendiamoci, ma si potrebbe fare molto meglio. Proviamo a delineare un percorso tra le novità e le proposte più fresche che negli ultimi mesi sono sulla bocca di tutti i gourmet meneghini.
In primis dobbiamo necessariamente accennare a Unico. Ristorante guidato da Fabio Baldassarre (con un passato a Roma prima da Heinz Beck e poi, con conquista della sua prima stella, all’Altro Mastai) che sta a pochi passi da Fiera Milano City e dunque dal MiArt. Oltre all’ottima cucina dello chef abruzzese c’è da segnalare la particolare posizione: in cima ad una torre dominante il nuovo quartiere del portello. Un panorama su una Milano altra, per guardare la fiera dall’alto.
Scendiamo in basso e transitiamo nell’area esterna dei Navigli per due segnalazioni di gran voga negli ultimi tempi nella Capitale Morale. Erba Brusca segue il concept di cucina più orto, assai in linea coi tempi. Il locale, capitanato da Alice Delcourt, sta ai margini della città ed ha, in allegato, un delizioso appezzamento piantato ad ortaggi. Difficilmente in questi giorni si potrà mangiare fuori, ma vale la pena provare. Sempre sul Naviglio ma un po’ più dentro la città sta il Pont de Fer, qui ai fornelli c’è l’urugiaiano trentaduenne Matias Perdomo che già vanta stuoli di ammiratori e che ha già “vinto” una paginata di recensione su uno dei passati numeri di Artribune Magazine. Di Ratanà sicuramente già sapete. Il ristorante di Cesare Battisti, negli spazi della Fondazione Catella, non è solo il posto per mangiare un risotto alla milanese ormai iconico, ma anche per rimirare dal basso le nuove torri svettanti in zona Garibaldi. Attenzione: nuovissima alleanza in corso. Quelli di Ranatà e quelli di Erba Brusca si sono fusi in un progetto nuovo appositamente studiato per l’Hangar Bicocca. Dunque non solo i nuovi spazi, non solo la nuova direzione di Vicente Todolì (peraltro fine buongustaio), ma anche un nuovo spazio di ristorazione simpaticamente battezzato Dopolavoro Bicocca.
Altra novità delle ultimissime settimane (e altro passaggio in quasi campagna)? Lo chef Nicola Cavallaro è approdato alla Cascina Cuccagna, bucolica ma in piena città, con il progetto Un Posto a Milano. Un vero e proprio “progetto collettivo” in corso, partito qualche giorno fa al confine tra gastronomia, cooperazione, condivisione, filiera corta. Qui grandi iniziative anche durante il Salone, giusto una settimana dopo MiArt, questo indirizzo come gli altri sopra elencati considerateli buoni, naturalmente, anche per l’imminente design week.

www.unicorestaurant.it
www.erbabrusca.it
www.ratana.it
www.pontdeferr.it
www.unpostoamilano.it


  • E”La cucina dei frigoriferi milanesi”, nel ex-palazzo del ghiaccio, ritrovo dei gourmets collezionisti, che affidano le loro opere all’Open Care, ma frequentato anche dai professori della Naba (Nuova Accademia di Belle Arti), da Gagosian, e un po’ da tutti gli intellettuali di alto livello, per il cibo raffinato, i prezzi equi, e la facilità di posteggio?