Maxxi, ridda di voci sul possibile commissario. Ipotesi Rampello, Croppi o Marini Clarelli. E intanto Pio Baldi incontra Renata Polverini

Non c’è situazione più indicata che quella in cui versa attualmente il Maxxi per dar la stura alla ridda di voci. Voci, in questo caso, relative al nome del possibile commissario straordinario che il Governo potrebbe nominare in caso di insufficienti giustificativi da parte della Fondazione Maxxi sugli appunti presentati sulla gestione da parte del […]

Non c’è situazione più indicata che quella in cui versa attualmente il Maxxi per dar la stura alla ridda di voci. Voci, in questo caso, relative al nome del possibile commissario straordinario che il Governo potrebbe nominare in caso di insufficienti giustificativi da parte della Fondazione Maxxi sugli appunti presentati sulla gestione da parte del Ministero della Cultura.
Intanto c’è chi parla di un incontro, nella giornata di lunedì, tra Pio Baldi, presidente della Fondazione Maxxi, e Renata Polverini, neo-socia della Fondazione in quanto governatrice della Regione Lazio che, non avendo ancora versato le quote sociali, non ha ancora espresso il suo consigliere pur già nominato (Claudio Velardi) e che con il suo ingresso, magari modificandone le caratteristiche, potrebbe fornire al museo quel quid di autonomia in più che gli uomini di Ornaghi vogliono ulteriormente garanti.
E così mentre il Maxxi ci prova, numerosi avvoltoi roteano attorno alla struttura disegnata da Zaha Hadid. Molti tra questi danno per certo il commissariamento al di là dei 10 giorni di tempo che il Ministero ha dato al museo: la conseguenza di tutto ciò è un valzer di nomi già iniziato. In mattinata il nome più accreditato risultava quello di Mario Resca, in scadenza al Ministero nel suo ruolo di direttore generale per la valorizzazione. Secondo alcuni, tuttavia, Resca sarebbe fuori dalla pole position perché “l’incarico non sarebbe retribuito e dunque lui difficilmente sarà interessato”.
Gli altri nomi forti sono ovviamente quelli ministeriali: Salvo Nastasi e Antonia Pasqua Recchia. Passando da Roma a Milano, poi, è stata sostenuta a lungo la figura, data per certa, di “un uomo della finanza milanese”. In effetti gli intendimenti del Ministero sarebbero quelli di aumentare in maniera massiccia il quoziente di fund raising del Maxxi, anche spingendo molto di più sull’ingresso di nuovi soci. Questa figura del nord poi via via si è andata concretizzando con le sembianze di Davide Rampello. Altro nome che insistentemente gira è quello di Maria Vittoria Marini Clarelli, che porterebbe una sorta di unione tra Maxxi e Galleria Nazionale d’Arte Moderna, ma che davvero avrebbe più capacità di Pio Baldi di trovare soci e sponsor? Altro nome rimbalzato tra le telefonate e i pourparler degli addetti ai lavori, quello di Umberto Croppi, che però è stato il primissimo a esporsi (tra l’altro con una lettera che il quotidiano Il Tempo pubblicherà in parte e che Artribune presenterà in maniera integrale) in difesa del Maxxi e contro il commissariamento e che dunque difficilmente potrebbe essere spendibile in un ruolo che egli stesso risulta ingiusto e non richiesto.
L’auspicio, ovviamente, è che di commissariamento non ci sia bisogno. Che il Maxxi riesca a camminare con le sue gambe e che sfrutti lo scampato pericolo come overdose d’adrenalina per procedere con rinnovato vigore verso ciò che potrebbe renderlo indipendente, economicamente e politicamente, dalle bizzarre istituzioni pubbliche italiane: far entrare nuovi e autorevoli soci.