Ma siamo sicuri di essere in Italia? Un supermanager coordinerà le politiche nazionali del turismo. Sarà Pier Luigi Celli, nominato presidente dell’Enit

La domanda è retorica, ma neanche così tanto. Quante volte è capitato dalle nostre parti che ad un incarico chiave per le vicende – anche economiche – del paese, come quelle legate al turismo, sia stato nominato un personaggio di indiscutibile esperienza, e di mentalità riformista ed aperta all’innovazione ed alla “scommessa”? A noi viene […]

Pier Luigi Celli

La domanda è retorica, ma neanche così tanto. Quante volte è capitato dalle nostre parti che ad un incarico chiave per le vicende – anche economiche – del paese, come quelle legate al turismo, sia stato nominato un personaggio di indiscutibile esperienza, e di mentalità riformista ed aperta all’innovazione ed alla “scommessa”? A noi viene in mente solo il nome di Mario Resca, anche se sappiamo che ci tireremo dietro molti commenti contrari…
Ora, con queste premesse pare che si possa accogliere la notizia della nomina di Pier Luigi Celli a presidente dell’Enit, l’Agenzia nazionale del turismo precedentemente guidata da Matteo Marzotto. Già direttore generale della Rai, Celli è attualmente direttore generale dell’università Luiss di Roma, e siede in vari consigli di amministrazione come quelli di Illy e di Unipol.
Questione da osservare con cura, a questo punto: quali saranno le reali deleghe operative di Celli, fortemente voluto in questo incarico dal Governo Monti, che è pur sempre il presidente e non il direttore generale dell’ente? Nota finale: Celli sa di cosa si parla quando si parla di arte contemporanea, di musei, di fiere e di problematiche attinenti. Non fosse altro perché sua moglie, Marina Covi, è una influente gallerista. Questo per dire che, deleghe o non deleghe, da lui ci aspettiamo molto. Moltissimo. Perché gli ambiti di sinergia tra turismo e arte non siamo di certo noi a doverli indicare…

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  • Marta Rob.

    Oh la mela non casca mai lontano dall’albero in Italia…..mi spiegate perchè un soggetto che ha già due incarichi abbastanza influenti ne debba rivestire un terzo?

  • Enrico

    Si state tranquilli siamo proprio in Italia. Non si sfugge.

    • SAVINO MARSEGLIA

      In Italia bisogna stare molto attenti, quando scendono in campo questi “supermanager “calati dall’alto. State certi che il disastro economico e l’uniformità culturale sono annunciati….

  • Stefano

    io non sarei così pessimista. Certo c’erano scelte migliori, ma è un po’ come Monti dopo Berlusconi, voi chi preferite? A Matteo Marzotto non farei amministrare nemmeno le cantine del mio condominio, figurarsi L’Ente Nazionale del Turismo. Sono convinto che lex ministra del Turismo Brambilla – che nominò Marzotto, oltre ai vari Geronimo La Russa e il suo compagno Maggioni all’ACI e Rino Lepore dell’Harry’s Bar nel CdA di Convention Bureau Italia (organismo che dovrebbe attirare i grandi congressi in Itlaia) – abbia fatto più danni della Gelmini, che almeno una riforma dell’università l’ha realizzata…Celli, moglie gallerista a parte, è un manager vero e di buona cultura: aspettiamo a vedere cosa fa ma certo peggio dell’ex (pseudo) fidanzato di naomi Campbell non farà

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  • Enrico

    Ma qualche bel giovanotto, che ne so sotto ai 40 anni….no eh?
    Se vogliamo ragionare come paesi all’avanguardia non possiamo cagarci addosso al momento della nomina.
    Eddai su…

  • graziella

    celli eh. Ma nessuno, proprio nessuno si ricorda dei suoi disastri quando era in rai, delle discusse performance con le start up, di tutte le poltrone sulle quale siede part o full time, della lettera scritta a suo figlio di andarsene da questo paese, ma di non aver fatto veramente mai nulla seriamente (pensateci) per questo paese. Ma i giovani con le idee ci sono o no. Dobbiamo proprio prenderci un 70ne che ha navigato in cosi tante acque che quella nuova 1/- assomiglierà alle altre incluse le sue azioni, naturalmente. ENIT ente che dovrebbe essere importantissimo per la promozione della nostra cultura in mano ad un supermanager che da bistrattatore è poi diventato, causa malattia, un “agnellino” (siamo a Pasqua) .
    Non sono d’accordo con Stefano che dice ..è un manager vero e…di buona cultura. Ce ne vuole di piu’ ci cultura, in tutti i sensi e meno legami con i poteri che possono colorare tutte le sue scelte. la storia la scritta lui per sè e dovrebbe ricordarsela ma, si sa, che è abituato a guardare dall’alto…………………….

    • Francesco

      Condivido pienamente.

    • Stefano

      certo graziella che ce ne vorrebbe di più di cultura e meno di legami ma…hai idea ad esempio del livello culturale MEDIO dei nostri parlamentari? ripeto, a me Celli non dispiace e, d’accordo anche con Dispiace (sotto) largo ai giovani va bene, ma sopratutto largo ai bravi. Non è facile passare da una gerontocrazia di ignoranti alla meritocrazia (possibilmente di forze nuove e fresche) da un giorno all’altro (purtroppo…io sto diventando vecchio nell’attesa che quelli che una volta erano considerati nemmeno vecchi ma ultradecrepiti si ritirino di buon grado per andare ai giardinetti, a giocare con i nipotini o se preferiscono pure con la escort, purchè se ne vadano e la smettano di fare da “tappo” al Paese intero.

      • … mi dispiace che a dirtelo sia un vecchio (che pero’, stai tranquillo, non fa’ da “tappo” a niente e nessuno) : se il vino nella bottiglia fosse sufficientemente frizzante il tappo salterebbe da solo, sarebbe già saltato da tempo …

  • Gianni Cassetti

    Citare Resca come un “personaggio d’indiscutibile esperienza, e di mentalità riformista ed aperta all’innovazione” mi sembra una semplice provocazione. Il problema poi non è Resca o Celli, ma il trovarsi in una condizione catastrofica nella quale compiti e posizioni così importanti siano affidate a manager e “tecnici” ( secondo alcuni le stesse figure che ci hanno portato a questa situazione) piuttosto che ad appassionati professionisti. Tali avvenimenti sarebbero da accogliere con rammarico e cautela, non con baldanzosa esultanza indicandoli come eventi positivi e risolutivi. Anche perché nonostante il dubbio espresso nel titolo, questi sono gli effetti tipici dell’ italietta provinciale e clientelare. Sbaglio o Artribune è addirittura “salita in cattedra” alla LUISS Guido Carli in un Master per formare suddetti tecnici e manager che vi piacciono tanto?

  • Dispiace

    Sarà anziano, sarà una vecchia volpe, sarà uno che ha troppe poltrone. Ma è una persona molto per bene e capace. Me ne sapete indicare altre o banalmente buttate li sul “largo ai giovani”? Diciamo meglio: largo ai bravi.

    • SAVINO MARSEGLIA (artista)

      L’ARTE E LA CULTURA IN MANO ALLE CASTE!!

      Si dice che la nostra Italietta è in crisi : ed è vero. Ma, essendo la società italiana divisa in caste economiche, classi sociali, caste politiche, culturali etc., quando si dice che la vecchia classe dirigente è in crisi di ricambio generazionale, per ciò stessa si dice anche che sono in crisi tutti i suoi componenti “bravi”, “mediocri” o almeno gran parte di essi che hanno esercitato il potere e che hanno contribuito, con la loro inefficenza e irresponsabilità a determinare questa orribile crisi che stiamo vivendo.

      Ovviamente, queste note figure appoggiate dalle varie caste, fanno finta di niente e difficilmente si mettono da parte, anzi aspirano, perennemente a rioccupare poltrone, ruoli e incarichi. Altro che largo ai giovani! Ma essere giovane in Italia non significa sempre usare bene il proprio cervello.

  • @John Daniel Winteler – Joseph Ejarque eccetera eccetera

    Poi se ne vuoi sapere di più, qui ci sono circa 40 post che spiegano il perché il signor Celli era improponibile in quella posizione.