Il meteo degli art-lovers: ombrelli in valigia, a Milano arriva un weekend “inglese” ad accogliere il MiArt people

Chi non ricorda l’edizione meteorologicamente “africana” di MiArt dell’anno scorso, con temperature intorno ai 30 gradi già ad inizio primavera? Roba da record. Si trattò in effetti di un aprile eccezionalmente caldo, forse irripetibile. Come d’altra parte è stato eccezionalmente mite, quest’anno, in Italia, lo scorso mese di marzo (per non parlare di febbraio, da […]

Chi non ricorda l’edizione meteorologicamente “africana” di MiArt dell’anno scorso, con temperature intorno ai 30 gradi già ad inizio primavera? Roba da record. Si trattò in effetti di un aprile eccezionalmente caldo, forse irripetibile. Come d’altra parte è stato eccezionalmente mite, quest’anno, in Italia, lo scorso mese di marzo (per non parlare di febbraio, da record anch’esso per motivi diametralmente opposti).
Niente di tutto questo è previsto per la settimana in corso. Il mese di aprile stavolta ha un altro profilo, quello del periodo di transizione capriccioso e umido. Per cui, stando così le cose, ciò che accadrà nelle prossime ore è presto detto. Ad occupare la scena sarà il ruggito dell’Atlantico, che in un quadro marcatamente primaverile per quanto riguarda le temperature, si impadronirà dei cieli del Belpaese, stazionando col suo carico di nuvole e pioggia fino a domenica e anche oltre.
Fuori gli ombrelli dunque, e buon week-end meneghino al piccolo esercito sempre in movimento degli art-lovers. Chissà che un clima così “inglese” non agevoli un surplus di attenzione e concentrazione al cospetto delle opere d’arte.

– Pericle Guaglianone

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Pericle Guaglianone
Pericle Guaglianone è nato a Roma negli anni ’70. Da bambino riusciva a riconoscere tutte le automobili dalla forma dei fanali accesi la notte. Gli piacevano tanto anche gli atlanti, li studiava ore e ore. Le bandiere erano un’altra sua passione. Ha una laurea in storia dell’arte (versante arte contemporanea) ma è convinto che nessuna immagine sia paragonabile per bellezza a una carta geografica. Da qualche anno scrive appunto di arte contemporanea e ha curato delle mostre. Ha un blog di musica ma è un pretesto per ingrandire copertine di dischi. Appena può si fionda in qualche isola greca. Ne avrà visitate una trentina.