E durante la fiera di maggio a Roma i giovani artisti italiani conquisteranno Palazzo Borghese. Con una mostra e un incanto che segnerà l’esordio nel contemporaneo di una casa d’aste leader nell’antico

Il maniero, negli anni, le ha viste veramente tutte. Dai raid delle forze dell’ordine in casa di Vittorio Cecchi Gori (con in allegato Valeriona Marini in baby doll) alla sede della dalemiana fondazione ItalianiEuropei. Palazzo Borghese, forse la più importante dimora nobiliare romana assieme a Palazzo Farnese, testimonial imbattibile dell’architettura capitolina a cavallo tra sedicesimo […]

Palazzo Borghese

Il maniero, negli anni, le ha viste veramente tutte. Dai raid delle forze dell’ordine in casa di Vittorio Cecchi Gori (con in allegato Valeriona Marini in baby doll) alla sede della dalemiana fondazione ItalianiEuropei. Palazzo Borghese, forse la più importante dimora nobiliare romana assieme a Palazzo Farnese, testimonial imbattibile dell’architettura capitolina a cavallo tra sedicesimo e diciassettesimo secolo, si appresta ad aprirsi per la (quasi) prima volta all’arte contemporanea. Con il contributo di un curatore italiano anche molto esperto della Roma di tanti anni fa, di una casa d’aste e dell’Amaci, l’associazione dei musei d’arte contemporanea italiani.
Quando succederà? Quando il palazzo, dalla forma così strana da non offrire al visitatore alcuna sicurezza su quale sia il suo ingresso principale, aprirà i suoi portoni ai giovani artisti del Belpaese? Succederà a maggio, durante la fiera The Road che a Roma si terrà tradizionalmente negli ex mattatoi di Testaccio. Il funzionamento, il seguente: il 24, 25 e 26 maggio una mostra di giovani artisti italiani (qui sotto i nomi) verrà allestita nei saloni del Ninfeo di Palazzo Borghese con il titolo di Prospettive Italiane – percorsi, visioni orizzonti, l’ultimo giorno di mostra si terrà un’asta (nel frattempo verrà prodotto un catalogo e inviato ai collezionisti interessati) e parte del ricavato – qui viene il passaggio un po’ fumoso che verrà chiarito in seguito – “verrà devoluto all’Amaci per l’acquisto di una o più opere degli artisti in mostra che entreranno così a far parte della collezione di uno dei musei associati“. Bene. E la casa d’aste? Anche il banditore è una novità: si tratta della giovane e rampante casa d’aste Wannenes, di Genova, che con questa mossa entra in un settore che ancora non aveva testato e conferma la sua crescita, annunziando fin da ora un progetto a lunga gittata che esordisce con quest’asta romana, ma che prevede, ogni anno, un appuntamento nella capitale e uno a Milano, il tutto orchestrato da Ludovico Pratesi.
Ma è davvero la prima volta per l’arte contemporanea nell’incredibile palagio disegnato dal Vignola e completato dal Maderno? Niente affatto, in realtà. Molti se lo saranno dimenticato, ma qui, ormai sette anni fa, ci fu la primissima sede di quella che poi diventò la Gagosian Gallery di Roma. Una apertura temporanea e satellite che esordì con Ed Ruscha. Ora, invece, è il turno dei giovani italiani i quali, con quotazioni tra i 20 e i 30mila euro, dovranno trasformare l’esperimento in un successo.
Artisti: Salvatore Arancio, Francesco Arena, Francesco Barocco, Emanuele Becheri, Luca Bertolo, Sergio Breviario, Chiara Camoni, Ra Di Martino, Patrizio Di Massimo, Claudia Losi, Giovanni Ozzola, Diego Perrone, Alessandro Piangiamore, Paola Pivi, Luigi Presicce, Riccardo Previdi, Andrea Sala, Franceso Simeti, Alberto Tadiello, Luca Trevisani, Patrick Tuttofuoco, Nico Vascellari

www.wannenesgroup.com