Berlin Updates: Biennale impegnata e idealista, senza se e senza ma. Da Khaled Jarrar a Teresa Margolles, ecco il fototour ai KunstWerke

Una Biennale dura e combattiva. Allestimenti e materiali al massimo risparmio per un risultato orgogliosamente spartano, ma non per questo disadorno: come a dire che nonostante i pochi fondi (ogni artista aveva un finanziamento di mille euro) si può urlare la propria rabbia al mondo. Questo emerge dal biennial tour nella sede del KW Institute for […]

Una Biennale dura e combattiva. Allestimenti e materiali al massimo risparmio per un risultato orgogliosamente spartano, ma non per questo disadorno: come a dire che nonostante i pochi fondi (ogni artista aveva un finanziamento di mille euro) si può urlare la propria rabbia al mondo. Questo emerge dal biennial tour nella sede del KW Institute for Contemporary Art, il concept di partenza dei curatori – Artur Zmiejewski, Joanna Warsza, Voina – è proprio questo: cosa fanno gli artisti oggi che i nostri governi tagliano i fondi alla cultura e mettono in prigione quelli che hanno il coraggio di opporsi apertamente (come recentemente le Pussyriots in Russia)?
Una Biennale che ricorda gli anni ‘70 in cui gli artisti occupavano le istituzioni e mettevano all’indice problemi politici e sociali con interventi semplici e velati di ironia: ci trovi artisti pronti a proporti di segnare il tuo passaporto con il timbro dello Stato di Palestina (Khaled Jarrar), raccogliere su parete tutto l’anno 2010 della copertina della rivista messicana PM con le copertine affollate dalle foto delle vittime della sanguinosa guerra della droga a Ciudad Juárez (Teresa Margolles), piantare nei parchi della città 320 germogli raccolti nei dintorni dei forni crematori di Auschwitz-Birkenau, ovvero un archivio vivente dei resti inceneriti delle vittime dei campi di concentramento (Lukasz Surowitc).
Non aspettatevi una mostra che aduli lo sguardo: uscirete dai KW arrabbiati, delusi dall’assenza di effetti speciali e rammaricati dalla consapevolezza che curatori e artisti hanno ragione. Intanto, potete farvi un’idea dalla fotogallery…

– Yamada Hanako

  • Exui

    La biennale non sembra niente di che, anzi. Ma le foto sono stupende!