Berlin Updates: a tu per tu con Żmijewski. Che ci racconta come curare la Biennale di Berlino sia un’impresa. E si vede…

“Gli artisti se ne interessano poco, ma non c’è niente di più interessante della politica”. Sembra di stare nel Sessantotto a sentir parlare Artur Żmijewski, che – alla decima intervista dell’opening della Biennale di Berlino – pare però ormai perdere la consueta verve che lo contraddistingue. Sfinito per il lavoro e forse febbricitante, alla conferenza […]

Gli artisti se ne interessano poco, ma non c’è niente di più interessante della politica”. Sembra di stare nel Sessantotto a sentir parlare Artur Żmijewski, che – alla decima intervista dell’opening della Biennale di Berlino – pare però ormai perdere la consueta verve che lo contraddistingue.

Sfinito per il lavoro e forse febbricitante, alla conferenza stampa l’artista polacco ci racconta come curare una mostra sia davvero complicato, poiché è necessario “compiere delle scelte” e spesso è difficile conoscere la portata dei risultati. Il che può sembrare, proprio per il tema e l’approccio politico, come un’excusatio non petita…

– Daniele Capra

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Daniele Capra (1976) è giornalista, curatore indipendente ma militante. Tra le mostre curate la personale di Matteo Fato alla Fondazione Dena di Parigi, Contractions presso Dolomiti Contemporanee, Fisiologia del Paesaggio per i Musei di Zoologia e Anatomia Comparata dell’Università di Bologna, Let’s Go Outside per il Comune di Milano, Drawing a Video al Museo Janco Dada di Haifa e la IV edizione del festival Tina-B di Praga. È stato curatore del Premio Emergente Europeo Trieste Contemporanea nel 2008 e nel 2009, giurato all’International Onufri Prize di Tirana. Scrive per Artribune, per Nordest Europa e per i quotidiani veneti del Gruppo Espresso. È membro del comitato scientifico del festival culturale Comodamente. Vive un po’ troppo di corsa, con molti libri ancora da leggere ed il portatile sempre acceso.
  • Clara

    verve? non mi risulta che abbia mai avuto verve!

  • Great work and good will. Nevertheless, the chosen approach is naive and naive. Art can not change the world, the needs may change through greater awareness and consciousness.

    I think that it is not possible to change the world playing the same game and with the same needs of the world.

    No follow inefficient and unable models of development and growth, but renegotiate own needs to do without those models. The biennial is a symptom of the problems would be solved.

    LR

  • H&M

    Ragazzi questo è un uomo distrutto. Ha le labbra divorate dalle herpes santi numi!!!