Addio Artefiera. La rassegna bolognese propone a Silvia Evangelisti un ruolo secondario. E lei sbatte la porta

“Nessuno ha mai parlato di mie dimissioni: casomai i termini sono di rinnovo o meno del contratto. Da parte mia, ho tutte le intenzioni di proseguire questo impegno, se le condizioni lo consentiranno”. Questa era stata la prima risposta data da Silvia Evangelisti ad Artribune, che fra i primi – nel corso dell’edizione 2011, e […]

Silvia Evangelisti

Nessuno ha mai parlato di mie dimissioni: casomai i termini sono di rinnovo o meno del contratto. Da parte mia, ho tutte le intenzioni di proseguire questo impegno, se le condizioni lo consentiranno”. Questa era stata la prima risposta data da Silvia Evangelisti ad Artribune, che fra i primi – nel corso dell’edizione 2011, e fine gennaio – le chiese conto delle voci che circolavano circa un suo possibile divorzio da Arte Fiera. Poi ci capitò di risentirla, e le risposte furono ancora interlocutorie, ma certo la sensazione di un rapporto che si andava deteriorando si faceva sempre più concreta.
Oggi, come un fulmine a ciel sereno, lo scioglimento degli ultimi dubbi, con un’intervista all’edizione felsinea del Corriere della Sera: ognuno per la sua strada. Finisce l’era Evangelisti, ma probabilmente si apre un periodo buio per la prima fiera italiana, priva di una guida forte in un momento nel quale la crisi del sistema fin qui consolidato richiederebbe invece decisioni consapevoli. “Le gallerie italiane sono in grandi difficoltà, ma non perché siano incapaci. Sono costrette ad andare dove ci sono i soldi, a Dubai, Taiwan, in Cina. Avendo poche risorse fanno delle scelte”, afferma l’ormai ex direttrice, nel motivare tante assenze di peso all’edizione 2011 che molti hanno addebitato alla sua gestione.
Come si è giunti alla definitiva rottura? “Mi ha proposto di occuparmi degli eventi in città durante la kermesse, mentre la direzione artistica sarebbe passerebbe a qualcun altro”, rivela Evangelisti, il cui contratto era scaduto a fine gennaio. Proposta “ricevuta e rifiutata. Uno potrebbe anche sorvolare sul fatto che ti fanno fare molto meno di quanto non ti facessero fare prima, ma non sul fatto che, oggettivamente, come farei io ad organizzare delle cose fuori senza sapere quello che fanno dentro?”.
Già, perché sul nome del futuro direttore regna la più totale incertezza, quando invece a questa data l’incaricato dovrebbe essere già pienamente all’opera nei contatti per la prossima edizione. “Io ero già andata alle fiere di Madrid, New York, a MiArt e tra poco sarei partita per Bruxelles”, ricorda Silvia Evangelisti: che invece ora si concentrerà sui nuovi impegni, divisa fra l’università e la collaborazione con Renzo Piano.

  • Merrygoround

    Chinque sostituirà la Evangelisti deve comprendere che se non abbasseranno ( e di molto ) i costi degli stands, le fiere saranno costrette ad invitare pure i corniciai per risuscire a fare numero.

    • Demonio

      Ci sono troppe fiere, non abbiamo né tempo né soldi da buttare per Bologna, Roma, Milano e Torino. La meno peggio è sicuramente quella di Torino. Chiudiamo le altre, chissenefrega.

  • Angelov

    Confermo quanto sopra detto dai miei insigni colleghi: “Il sonno della Ragione genera Mostre”.

  • Merrygoround

    Quella di Torino è la peggiore per affari. E’ più facile scalare l’Himalaya che vendere ad Artissima.

    • Demonio

      dipende da quello che hai da vendere, direi.
      Gli affari si fanno con la qualità, certo non bisogna avere fretta né acqua alla gola.
      Preferisci Sissi e le cappe aspiratrici come climax culturale? Allora anche Bologna va benissimo

  • lorenzo

    ABBASSATE I COSTI

  • ADIOS SILVIA!!!

    ERA ORA!

    Ma siccome siamo in Italia, vige il detto: si stava meglio quando si stava peggio; infatti….il candidato successore (per ora) è……Maraniello! Il Direttore del Mambo, che come lui stesso ha dichiarato, è già sull’orlo del fallimento dopo pochi anni della sua Direzione.

    Ed il Sindaco cosa ha fatto? Lo ha riconfermato! Milioni di DENARO PUBBLICO gettati al vento, uno stipendio per lui attorno ai 90mila Euro, ed ora…anche ArteFiera!!!

    Ma sì, dai, continuiamo a far fare le nomine ai politici, loro sì che lavorano per noi….!

    • SAVINO MARSEGLIA (artista)

      Spesso questi mausolei dell’arte sono affidati a persone il cui unico merito è quello di essere nominati da assessori di turno.

  • Rino Marcello

    Maraniello? Ma è un fallimento completo, un figlioccio di Eccher che lo ha voluto lì per non farsi fare ombra. La politica ci sta uccidendo con le sue nomine clientelari.

  • Merrygoround

    Sissi ? E chi è ?

  • Luca

    Favorevole alla sua cacciata !