Vuoi esporre nella galleria di Cattelan e Gioni a New York? Hennessy Youngman apre lo spazio a tutti. L’art-rapper diventa curatore e chiama Internet a rapporto

Di Hennessy Youngman abbiamo parlato diverse volte nei mesi scorsi. Art Thoughtz, la serie di video di Youtube in cui commenta e ironizza sul mondo dell’arte, è ormai popolarissima. L’ultimo messaggio dell’art-rapper più famoso del momento è però un po’ diverso dai precedenti. Stavolta Hennessy si presenta in veste di artista-curatore e invita “Internet” a […]

Di Hennessy Youngman abbiamo parlato diverse volte nei mesi scorsi. Art Thoughtz, la serie di video di Youtube in cui commenta e ironizza sul mondo dell’arte, è ormai popolarissima. L’ultimo messaggio dell’art-rapper più famoso del momento è però un po’ diverso dai precedenti. Stavolta Hennessy si presenta in veste di artista-curatore e invita “Internet” a riempire di contenuti la sua mostra newyorkese. Qual è la location? Family Business, ovviamente, lo spazio (mini, come da tradizione) aperto da Maurizio Cattelan e Massimiliano Gioni a Chelsea lo scorso 16 febbraio.
La mostra si intitola It’s a small, small world e si inserisce all’interno del progetto The Virgin Show curato da Marylin Minter. Tutti sono invitati a partecipare e qualsiasi tipo di lavoro è ammesso, l’importante è portarlo a destinazione tra venerdì 30 marzo e domenica 1 aprile. Con un’avvertenza: considerate le dimensioni dello spazio, è molto probabile che le opere verranno accatastate e forse anche danneggiate. Se siete pronti a correre il rischio, guardate il video qui sotto che contiene tutte le istruzioni del caso…

– Valentina Tanni

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Valentina Tanni (Roma, 1976) è critica d’arte, curatrice e docente. Si interessa principalmente di new media art e di editoria multimediale. Ha curato numerose mostre, tra cui: la sezione di Net Art di “Media Connection” (Roma e Milano, 2001), le collettive “Netizens” (Roma, 2002) e “L’oading. Videogiochi Geneticamente Modificati” (Siracusa, 2003), “Maps and Legends. When Photography Met the Web” (Roma, 2010), “Datascapes” (Roma, 2011) e “Hit the Crowd. Photography in the Age of Crowdsourcing” (Roma, 2012), “Nothing to see here” (Milano, 2013), “Eternal September. The Rise of Amateur Culture” (Lubiana, 2014), “Stop and Go. L'arte delle gif animate” (Roma, 2016). Ha collaborato con i festival di arti digitali Interferenze e Peam ed è stata curatore ospite di FotoGrafia. Festival Internazionale di Roma per la sezione “Fotografia e Nuovi Media” (edizioni 2010-2012). Ha scritto per testate nazionali e internazionali e lavorato come docente per istituzioni pubbliche e private. Dal 2011 collabora con Artribune.
  • Margaretha

    preferirei di no

    • Marco Lavagetto

      Anch’io

  • non imito Handy Worl, non imito fumetti giapponesi, no figurativo anni ’50, no immagini evanescenti….quello che faccio non è alla moda e non sino “IN!”
    Partecipo con questo scatto, del resto è quello che volete raccogliere. Velo regalo

  • C’è sempre questa idea di portare nello spazio “giusto” l’ennesima operetta…a mio parere è più utile ed igenico mantere la distanza, e semmai ritrovare – anche fuori dallo spazio “giusto”- il centro dell’opera e dell’operare (anche al di là dell’angusto sistema dell’arte). L’arrivo del ragazzo con la pizza è come l’onda di rifrazione che produce un sasso in uno speccio d’acqua. Ritrovare questo centro-per mezzo dell’argomentazione critica- aiuterebbe tutto l’indotto, il mercato e non solo. E allora tutti pronti per Roma.

    lr
    manda una pizza alla T293:
    http://www.whlr.blogspot.com/

  • Andrebbe citato “Invito alla Quadriennale” di Cesare Pietroiusti…

  • Lorenzo Marras

    Massi’ dai Luca, se sei d’accordo con me ci troviamo insieme Li’ a quella galleria e proponiamo un giochino facile facile, di quelli che si facevano tra bimbi, KOROCHE’ ? indovina chi abbiamo pensato come curatore della biennale piu’ bravo di tutti I tempi, KOROCHE’?
    direi che come centro è perfetto, sopratutto se la facciamo dentro. Altro che pizza, la pizza è per gente che non sa cosa fare il sabato sera.

  • @Lorenzo: non è così semplice: per trovare un punto-centro, o per andare in pizzeria il sabato sera, servono DUE punti. Bisogna sapere dove ci si trova e dove si vuole andare. Ti invito a leggere il comunicato:

    http://www.whlr.blogspot.com/

    lr

  • Lorenzo Marras

    Luca caro e cosa c è di piu’ desiderabile del desiderio stesso ? del tornare Bimbi e trovarsi senza lontanamente saperlo (è questo il punto, maledetto sapere) CENTRO ?

    Ho letto il comunicato. Lo condivido, a patto che non venga assorbito da un “fare” obbligato ad un risultato.

  • AMI

    poveri artisti annoiati…………..

  • vedo che la Biennale di Sgarbi ha fatto scuola.