Una chiave per aprire Firenze. Entra nel vivo Artour-O 2012, su Artribune le immagini dell’opening a Villa La Vedetta

Una simbolica chiave per aprire Artour-O. Perché come afferma Llesh Kola, ambasciatore della Repubblica di Albania in Italia, l’opera di Alfred Milot Mirashi apre meglio di qualunque altra la manifestazione fiorentina: “non serve una chiave, quando tutte le porte sono già aperte, e la cultura spalanca la comunicazione tra le civiltà, con le repubbliche e […]

Alfred Milot Mirashi, Open 2012

Una simbolica chiave per aprire Artour-O. Perché come afferma Llesh Kola, ambasciatore della Repubblica di Albania in Italia, l’opera di Alfred Milot Mirashi apre meglio di qualunque altra la manifestazione fiorentina: “non serve una chiave, quando tutte le porte sono già aperte, e la cultura spalanca la comunicazione tra le civiltà, con le repubbliche e le monarchie – persino con i regimi”.
Inaugura sotto i migliori auspici, la quattro giorni sull’arte e la committenza in Italia e nel mondo: numerosissimi i partecipanti all’opening su invito di giovedì sera, nelle sale di Villa La Vedetta, dove la produzione artistica si mescola all’arredamento. Informali e rilassati, Tiziana Leopizzi e i suoi ospiti fanno gli onori di casa, sottolineando tutti (se ce ne fosse ancora bisogno) che questa non è una fiera, ma un momento di riflessione e “rielaborazione” sul mercato dell’arte. Da oggi al via gli incontri e i percorsi in città, Artribune seguirà tutto per voi: intanto, qualche immagine dall’opening…

– Simone Rebora

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Simone Rebora
Laureatosi in Ingegneria Elettronica dopo una gioventù di stenti, Simone capisce che non è questa la sua strada: lascia Torino e si dedica con passione allo studio della letteratura. Novello bohémien, s’iscrive così alla Facoltà di Lettere a Firenze, si lascia crescere i capelli, cambia guardaroba e conclude il suo percorso con una tesi sul Finnegans Wake e la teoria della complessità. Perplesso e stranito dal gravoso delirio filosofico, precipita nel limbo del mondo giornalistico, impiegato presso una piccola agenzia di stampa. È qui che inizia suo malgrado a occuparsi di arte, trovando spazio su riviste quali “Artribune” ed “Espoarte”, e scrivendo per l’inserto culturale del (defunto) “Nuovo Corriere di Firenze”. Attualmente vive a Verona, per un PhD in Scienze della Letteratura. Non vede l’ora di lasciarsi tutto ciò alle spalle.