Un ristorante come opera d’arte. È l’ultima trovata di Martin Creed, che ha disegnato il total look del londinese Sketch. Ma non chiamatelo designer di interni

Per evitare fraintendimenti, il progetto l’ha chiamato Work No. 1347, rispettando la sua nota tradizione di numerare le opere in rigoroso ordine di apparizione. Stiamo parlando naturalmente di Martin Creed, artista concettuale inglese di chiara fama, che stavolta ha deciso di mettersi alla prova, accettando una sfida apparentemente molto lontana dalle sue corde. E coraggiosi sono stati […]

Per evitare fraintendimenti, il progetto l’ha chiamato Work No. 1347, rispettando la sua nota tradizione di numerare le opere in rigoroso ordine di apparizione. Stiamo parlando naturalmente di Martin Creed, artista concettuale inglese di chiara fama, che stavolta ha deciso di mettersi alla prova, accettando una sfida apparentemente molto lontana dalle sue corde. E coraggiosi sono stati anche i proprietari di Sketch, ristorante e spazio espositivo londinese tra i must assoluti soprattutto per l’aperitivo e il drink del dopocena, che hanno deciso di affidargli il restyling totale del locale.
L’impresa sembra invece davvero riuscita, e lo spazio è arredato in maniera divertente e accogliente: marmi colorati a zig zag per il pavimento, pareti dipinte con motivi geometrici e mobilio rigorosamente spaiato. Ogni oggetto, infatti, dai tavoli, alle sedie, dalle tovaglie alle posate, è unico e diverso da tutti gli altri. Non sarà semplicissimo da mantenere per i gestori, ma conoscendo Martin Creed, poteva andargli decisamente peggio…

– Valentina Tanni

www.sketch.uk.com
www.martincreed.com

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Valentina Tanni (Roma, 1976) è critica d’arte, curatrice e docente. Si interessa principalmente di new media art e di editoria multimediale. Ha curato numerose mostre, tra cui: la sezione di Net Art di “Media Connection” (Roma e Milano, 2001), le collettive “Netizens” (Roma, 2002) e “L’oading. Videogiochi Geneticamente Modificati” (Siracusa, 2003), “Maps and Legends. When Photography Met the Web” (Roma, 2010), “Datascapes” (Roma, 2011) e “Hit the Crowd. Photography in the Age of Crowdsourcing” (Roma, 2012), “Nothing to see here” (Milano, 2013), “Eternal September. The Rise of Amateur Culture” (Lubiana, 2014), “Stop and Go. L'arte delle gif animate” (Roma, 2016). Ha collaborato con i festival di arti digitali Interferenze e Peam ed è stata curatore ospite di FotoGrafia. Festival Internazionale di Roma per la sezione “Fotografia e Nuovi Media” (edizioni 2010-2012). Ha scritto per testate nazionali e internazionali e lavorato come docente per istituzioni pubbliche e private. Dal 2011 collabora con Artribune.
  • Nadia

    Non vedo l’ora di andarci!

  • Speriamo che ci sia qualche architetto che prenda spunto per un ristorante analogo a milano ma naturalmente realizzato da un nostro maestro italiano.
    avanti,,,,,

  • speriamo che qualche nostro architetto si innamori dell’idea… o forse no verrebbe sopraffatto dall’artista. ……

  • Angelov

    Speriamo che in questi meravigliosi ristoranti dove si sono espressi grandi artisti o architetti, diano la possibilità di esprimersi anche a dei buoni cuochi. Oltre che l’Occhio, anche il Gusto vuole la sua parte, a volte.

  • Fatto!!