Tutto in un Déclic. Filosofia dello scatto, tra rapidità, dinamismo, intensità. Il duo J&Peg inaugura il nuovo project space milanese, con i suoi set surreali in bianco e nero

Rapido, come una saetta. Incisivo, come una stilettata. Dinamico, come un’idea che viaggia in forma di icona. È la filosofia dello scatto, quel gusto dello sguardo fattosi pellicola e poi pixel, poesia crudele del furto del reale. Da tutto questo parte Déclic, nuovo spazio-contenitore milanese, nato e pensato per la fotografia. Non una galleria, non […]

J&Peg, CASO-960, 2012 - photo and acrylic on pvc, 180x120cm

Rapido, come una saetta. Incisivo, come una stilettata. Dinamico, come un’idea che viaggia in forma di icona. È la filosofia dello scatto, quel gusto dello sguardo fattosi pellicola e poi pixel, poesia crudele del furto del reale. Da tutto questo parte Déclic, nuovo spazio-contenitore milanese, nato e pensato per la fotografia. Non una galleria, non un withe-cube, ma un laboratorio, un’esperienza creativa, un progetto curatoriale, un luogo che cambia ad ogni giro e si apre ad altri luoghi, tra pratiche nomadiche ed eventi dai confini mobili. Le mostre assomigliano a istantanee vivaci e veloci, sempre concentrate nell’arco di pochi giorni,  capaci di coinvolgere il pubblico con la stessa energia di un evento, più che di una classica esposizione.
Protagonisti sono giovani artisti, italiani e non, che con la fotografia si misurano, in più modi e con più obiettivi, sedotti dall’euforia del clic. Curato da Flavia Fiocchi, Francesco Sala (sì, proprio lui, il mitico Strillone di Artribune) e Viviana Birolli, Déclic appare e scompare: esiste giusto il tempo di un opening, mettendo insieme immagini, performance, interventi sonori. Sobriamente e rumorosamente, un unico show alla velocità di un flash. E poi? Un paio di giorni di apertura, con quel che resta dell’evento a disposizione degli assenti, e si riparte. Alcuni degli artisti andranno in tournée, a intercettare spazi ed energie. Perché le idee e le immagini sono girovaghe, per definizione.
Il primo appuntamento è con Quoi? L’Éternité, di J&Peg (alias Antonio Managò e Simone Zecubi). Uomini e donne avvolti da sinistri tessuti, collocati oltre il tempo e lo spazio, al centro di un teatro delle ombre che li rende effimeri. Apparizioni oniriche, nel gelido bianco e nero di un feuilleton dell’assurdo. Ma c’è di più. Gli artisti, per la prima volta, si confronteranno con la dimensione della performance, svelando al pubblico il making of del loro lavoro. Déclic: tutta la vitalità della fotografia, nel bagliore di una sera.

– Helga Marsala

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Helga Marsala
Helga Marsala è critico d'arte, giornalista, notista culturale e curatore. Insegna all'Accademia di Belle Arti di Roma. Collaboratrice da anni di testate nazionali di settore, ha lavorato a lungo come caporedattore per la piattaforma editoriale Exibart. Nel 2011 è nel gruppo che progetta e lancia la piattaforma Artribune, dove ancora oggi lavora come autore e membro dello staff di direzione. Svolge un’attività di approfondimento teorico attraverso saggi e contributi critici all’interno di pubblicazioni e cataloghi d’arte e cultura contemporanea. Scrive di arti visive, arte pubblica e arte urbana, politica, costume, comunicazione, attualità, moda, musica e linguaggi creativi contemporanei. È stata curatore dell’Archivio SACS presso Riso Museo d'arte contemporanea della Sicilia e membro del Comitato Scientifico, collaborando a più riprese con progetti espositivi, editoriali e di ricerca del Museo. Cura mostre e progetti presso spazi pubblici e privati in Italia, seguendo il lavoro di artisti italiani ed internazionali.
  • salvo d’avila

    Sarà banale perfino pensarlo, ma una nuova avventura culturale, in questo “mondo difficile” è benvenuta. Soprattutto se qualificata, originale, coraggiosa (aperta al futuro e anti-commerciale, perché è difficile vendere in “un paio di giorni”) e -aggiungo- selettiva, come necessariamente sarà in questo caso per l’impostazione “flash” degli eventi.
    Il “making of” è la parte più affascinante del progetto. Richiede una certa generosità da parte degli artisti ed è una grande occasione di apprendimento e riflessione per chi dispone a sua volta di competenza tecnica oltre che di creatività.
    In bocca al lupo!

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