Tesori di casa Barilla. Sotheby’s vende le porcellane e gli arredi storici di un discendente della grande azienda italiana. Ed è subito record

I coniugi Barilla, protagonisti di un’asta da record. Giovanni, uno dei rampolli della mitica industria italiana, leader mondiale nel mercato della pasta, coltivava insieme alla moglie Gabriella una passione per arredi preziosi, opere d’arte antica e oggetti storici in porcellana, ceramica, vetro. La loro straordinaria collezione era custodita presso la residenza di Ginevra, al 22 […]

Giuseppe Gricci, I cacciatori di topi, 1750, porcellana di Capodimonte

I coniugi Barilla, protagonisti di un’asta da record. Giovanni, uno dei rampolli della mitica industria italiana, leader mondiale nel mercato della pasta, coltivava insieme alla moglie Gabriella una passione per arredi preziosi, opere d’arte antica e oggetti storici in porcellana, ceramica, vetro. La loro straordinaria collezione era custodita presso la residenza di Ginevra, al 22 di Chemin de l’Ecorcherie, dove i due si rifugiarono alla fine degli anni Settanta, quando l’industriale lasciava al fratello Pietro l’azienda di famiglia. Dalla Svizzera la raccolta approda oggi a Londra, per un fortunatissimo rendez-vous da Sotheby’s. “The Collection of Giovanni & Gabriella Barilla: Important Porcelain, Venetian Fine and Decorative Arts from their Residence in Geneva” ha realizzato £4.5 milioni, ben al di sopra della stima massima di £3.8 milioni, con un’altissima percentuale di venduto, pari all’89%. Top lot aggiudicato a un dipinto di Sebastiano e Marco Ricci, Capriccio con Rovine Classiche Romane, battuto a £349.250, il doppio della stima pari a £120.000-180.000.
Tra le ceramiche Meissen un Arlecchino creato da J.J. Kändler nel 1738-40 ha raggiunto i £121.250, il triplo della sua stima massima, mentre un gruppo che raffigura Pantalone e un’attrice, dello stesso artista, partiva da una stima di £ 20.000-30.000 per raggiungere gli £ 87.650. Altri pezzi forti: un raffinatissimo scrittoio del Settecento italiano in noce intarsiata, battuto a £ 265.250; una tela di Marco Ricci, venduta a £103.250 contro una stima pre-vendita di £ 60-80.000; una credenza in noce veneziana del 1730, aggiudicata a £ 103.250, contro una stima di £ 15-30,000.

– Martina Gambillara

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Martina Gambillara
Martina Gambillara (Padova, 1984), laureata in Economia e Gestione dell'Arte, si è interessata fin dai primi anni dell'università al rapporto tra arte e mercato, culminato nella tesi Specialistica in cui ha indagato il fenomeno della speculazione nel mercato dell'arte cinese dell'ultimo decennio. Per passione personale si è costantemente dedicata all'osservazione dei risultati d'asta soprattutto del segmento di Arte Contemporanea, estrapolandone i trend e la correlazione con i mercati finanziari. In seguito il suo interesse si è spostato verso i mercati emergenti, da quello cinese scelto per la sua tesi, a quello sud-asiatico e mediorientale. Ha lavorato per gallerie, case d'asta e dal 2011 fa parte dello staff editoriale di Artribune.