Sì, è quello lì, si comincia a vedere. È il nuovo Museo Pecci di Prato, con l’anello di Maurice Nio che viene su a vista d’occhio. Eccovi tutte le foto dello “stato dell’arte”…

Le ultime notizie ve le avevamo date proprio su Artribune, nel settembre 2011, e non erano troppo ottimiste: cantiere bloccato da 5 mesi, lavori ripresi a fatica dopo una marea di grane prevalentemente finanziarie. Di che cantiere parliamo? Di quello del nuovo Museo Pecci di Prato, notissimo per il famoso anello dell’architetto Maurice Nio, che […]

Le ultime notizie ve le avevamo date proprio su Artribune, nel settembre 2011, e non erano troppo ottimiste: cantiere bloccato da 5 mesi, lavori ripresi a fatica dopo una marea di grane prevalentemente finanziarie. Di che cantiere parliamo? Di quello del nuovo Museo Pecci di Prato, notissimo per il famoso anello dell’architetto Maurice Nio, che pareva in un primo tempo in largo anticipo sui tempi di consegna dei lavori, con l’inaugurazione prefissata per il giugno 2012.
Poi, come si accennava, i problemi del Consorzio Etruria, vincitore dell’appalto, il soccorso in extremis di Unicoop Firenze, e la ripresa dopo un rapido passaggio giudiziario. Toni bassi, dunque? Ora non si direbbe, perché – come potete vedere nell’ampia fotogallery allegata – il progetto è ripartito di gran carriera, e già oggi le forme dell’”anello” si possono ben più che intuire. Di questo passo, forse non proprio nel giugno 2012, ma la fatidica data potrebbe essere vicina…

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  • Corte dei Conti

    ma mi spiegate perché proprio in questo momento vengono autorizzate spese così assolutamente inutili?
    Prato ha ampiamente dimostrato di non essere utile in alcun modo alla cultura artistica italiana, non ha creato nuovi collezionismi, è inserita in una situazione socio-culturale che ha ben altre priorità, non ha fatto una sola mostra degna di essere ricordata…
    insomma quale Ligresti pratese trova utile uno spreco simile?

    grazie.

  • Redazione

    Anche un bambino sa che se un’opera viene realizzata oggi, visti i tempi burocratici infiniti, il vialibera a realizzarla ed il realtivo stanziamento economico non sono certo relativi al “medesimo momento”, bensì a anni e anni prima.

    Ad ogni buon conto non si tratta assolutamente di cifre scandalose, specie se raffrontate ad altri musei.

    • vera

      Non voglio approfondire l’attualissima diatriba che contrappone l’impiego di risorse in interventi di necessità sociale immediata a quello che, in una prospettiva a lunga scadenza, tende a riqualificare per produrre sviluppo duraturo e crescente. e non voglio farlo perchè poche righe non potrebbero esaurire una questione che dovrebbe esssere quotidianamente sul tavolo di chi amministra il territorio. Desidero invece spendere una parola a fovore della programmazione del museo dove io ho avuto negli anni la possibilità di vedere mostre di grande interesse, complete e ben allestite,

    • Corte dei Conti

      ma certo, ma come bambino mi chiedo perché i Pratesi non si sgolano tanto quanto quelli della Valsusa, forse perchè sono ormai all’80% cinesi?
      E’ scandaloso, qualunque sia la cifra, che si continuino a fare gli stessi errori. Continuare a credere che un museo di arte contemporanea abbia la stessa logica di un centro commerciale, che la programmazione, che Vera trova ‘di grande interesse’, sia proprio e sempre l’ultimo dei problemi – basta vedere le storie travagliatitssime di chi ha diretto il Museo Pecci fino ad oggi.
      L’anello è proprio la cosa più intelligente che si può fare nell’interesse della cultura dell’arte contemporanea o è piuttosto per le mafie edilizie e comunali? cerchiamo di non nasconderci troppo sotto il tappeto, Redazione…

  • utente anonimo

    Cara redazione,

    questa è informazione un pò troppo superficiale e accondiscendente, non si può delineare lo “stato dell’arte” da foto di operai che (finalmente) lavorano e impressionanti strutture in ferro. Un’analisi un pochino più approfondita relativa ai numeri dei visitatori del museo o sui servizi offerti dallo stesso, penso porterebbero a conclusioni diverse e più problematiche.

    P.S. Grazie per l’anello, ma la biblioteca del centro è ancora sprovvista di una rete WI-FI, ma forse chi amministra ha priorità diverse da chi vorrebbe studiare.

    • SAVINO MARSEGLIA (curatore indipendente)

      Nessuno s’illuda che con l’ampliamento del museo pecci si possa far aumentare la qualità dell’offerta culturale e del pubblico. Quante volte vi siete trovati di fronte ad un museo fantasma? Continuamente!

      Ciò premesso, può essere utile istruire una specie di resoconto a chi ha gestito e gestisce il pecci. Forse sarà sufficiente a farci comprendere le inefficienze,le lacune, gli sprechi e a riflettere più profondamente sulle responsabilità oggettive e su ciò che conviene cambiare e su ciò che conviene eliminare dall’attuale gestione del pecci.