Operazione Hong Kong. Dopo Gagosian anche White Cube, che punta su Gilbert & George. Il collezionismo asiatico non smette di sedurre e Jay Jopling parte alla conquista della Cina

Inaugurato l’1 marzo l’attesissimo avamposto asiatico del lungimirante Jay Jopling e della sua White Cube, in uno spazio di 600mq, progettato dagli inglesi Maybank and Matthews Architects, nel quartiere finanziario di Hong Kong. “We’re trying to find the next generation,” ha affermato al Washongton Post Graham Steele, direttore di White Cube Asia, con l’obiettivo di […]

Gilbert & George nella nuova sede di White Cube, a Hong Kong

Inaugurato l’1 marzo l’attesissimo avamposto asiatico del lungimirante Jay Jopling e della sua White Cube, in uno spazio di 600mq, progettato dagli inglesi Maybank and Matthews Architects, nel quartiere finanziario di Hong Kong.
We’re trying to find the next generation,” ha affermato al Washongton Post Graham Steele, direttore di White Cube Asia, con l’obiettivo di intercettare la nuova ricchezza proveniente dai collezionisti cinesi, senza però perdere di vista mercati in espansione come Giappone, India, Indonesia e Australia.
La mostra inaugurale, dal titolo London Pictures, è stata affidata ai mitologici Gilbert & George: un corpus monumentale di 292 immagini, di cui ventidue saranno esposte a Hong Kong durante lo special event che apre un tour mondiale dedicato alla serie. Si tratta di un’ampia indagine sulla vita urbana contemporanea, con la sua violenza imprevedibile, tragica, assurda e insieme ordinaria, il tutto raccontato attraverso materiale selezionato negli anni da oltre 4000 giornali.
C’è un incredibile livello di interesse“, continua Steele, “e giorno per giorno aumentano i cinesi che si muovono verso Londra, Miami e Svizzera, per le fiere d’arte internazionali”.
L’apertura di White Cube è stata preceduta da Ben Brown Fine Arts nel 2009, poi fu la volta della francese Edouard Malingue Gallery che portò qui l’arte impressionista e moderna nel 2010, e infine il grande Larry Gagosian ha aggiunto un tassello alla sua rete globale lo scorso anno, aprendo una sede a Pedder Street. La conquista dei mercati orientali da parte dell’Occidente non si arresta. E il futuro pare essere già scritto, tra le pieghe di questo progressivo spostamento dal centro dell’art world verso l’asse asiatico.

– Martina Gambillara

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Martina Gambillara
Martina Gambillara (Padova, 1984), laureata in Economia e Gestione dell'Arte, si è interessata fin dai primi anni dell'università al rapporto tra arte e mercato, culminato nella tesi Specialistica in cui ha indagato il fenomeno della speculazione nel mercato dell'arte cinese dell'ultimo decennio. Per passione personale si è costantemente dedicata all'osservazione dei risultati d'asta soprattutto del segmento di Arte Contemporanea, estrapolandone i trend e la correlazione con i mercati finanziari. In seguito il suo interesse si è spostato verso i mercati emergenti, da quello cinese scelto per la sua tesi, a quello sud-asiatico e mediorientale. Ha lavorato per gallerie, case d'asta e dal 2011 fa parte dello staff editoriale di Artribune.