“Non siamo mecenati: siamo solo egoisti!”. Artour-O premia la committenza italiana. E chiude con Giorgio Faletti la sua tappa fiorentina

“Un sano egoismo…”. Così Tiziana Leopizzi corregge il motto scelto da Francesco Casoli – e abbracciato da Davide Viziano e Valentino Mercati – nel ricevere l’ARTOUR-O d’Argento 2012. Ed “egoista”, è l’imprenditore che ha saputo cogliere nell’opera dell’artista un’occasione di rilancio per la produttività dell’azienda. A Villa La Vedetta, la domenica si era aperta con l’intervento […]

Antonio Presti

“Un sano egoismo…”. Così Tiziana Leopizzi corregge il motto scelto da Francesco Casoli – e abbracciato da Davide Viziano e Valentino Mercati – nel ricevere l’ARTOUR-O d’Argento 2012. Ed “egoista”, è l’imprenditore che ha saputo cogliere nell’opera dell’artista un’occasione di rilancio per la produttività dell’azienda.
A Villa La Vedetta, la domenica si era aperta con l’intervento di Antonio Presti, presidente della Fondazione Fiumara d’Arte e creatore (assieme a duemila bambini) della Porta della bellezza, un’opera donata al quartiere di Librino, uno dei più degradati della periferia di Catania. Un progetto che punta al recupero sociale ed economico della zona, attraverso il puro valore della bellezza.
Nel pomeriggio, replica del Walkshow (purtroppo dimezzato, per la chiusura domenicale di alcune sedi) e gran finale nella sovraffollata Galleria Tornabuoni, con l’inaugurazione della personale di Giorgio Faletti. Per chi fosse interessato a quest’ennesima mutazione del comico/musicista/scrittore, The Music of the Night resterà visitabile fino al 10 marzo.

– Simone Rebora

CONDIVIDI
Simone Rebora
Laureatosi in Ingegneria Elettronica dopo una gioventù di stenti, Simone capisce che non è questa la sua strada: lascia Torino e si dedica con passione allo studio della letteratura. Novello bohémien, s’iscrive così alla Facoltà di Lettere a Firenze, si lascia crescere i capelli, cambia guardaroba e conclude il suo percorso con una tesi sul Finnegans Wake e la teoria della complessità. Perplesso e stranito dal gravoso delirio filosofico, precipita nel limbo del mondo giornalistico, impiegato presso una piccola agenzia di stampa. È qui che inizia suo malgrado a occuparsi di arte, trovando spazio su riviste quali “Artribune” ed “Espoarte”, e scrivendo per l’inserto culturale del (defunto) “Nuovo Corriere di Firenze”. Attualmente vive a Verona, per un PhD in Scienze della Letteratura. Non vede l’ora di lasciarsi tutto ciò alle spalle.