New York Updates: si può aprire, far nascere e chiudere uno spazio nella Grande Mela in una settimana tonda tonda? Ci ha provato e ci è riuscita, nel Lower East, Sarah Corona. Qui ci racconta tutto

Aprire una pop up gallery a New York, tenerla aperta solo la settimana dell’Armory e poi chiuderla esattamente sette giorni dopo aver avuto la possibilità (e l’idea) di realizzarla. Sembra una di quelle storie da b-movie americano, quelle balle sulla Grande Mela che dà a tutti una possibilità. E invece è la reale realtà come […]

Aprire una pop up gallery a New York, tenerla aperta solo la settimana dell’Armory e poi chiuderla esattamente sette giorni dopo aver avuto la possibilità (e l’idea) di realizzarla. Sembra una di quelle storie da b-movie americano, quelle balle sulla Grande Mela che dà a tutti una possibilità. E invece è la reale realtà come documenta il nostro esclusivo filmato. Protagonista Sarah Corona, da molti anni alla Galleria Astuni al fianco del grande Enrico, oggi a New York per i canonici tre mesi investiti a muovere qualche passo nel cuore del mondo dell’arte globale. Tra uno studio visit e una collaborazione con una non profit per una importante mostra nel Bronx (No Longer Empty, si chiama la non profit. Ve ne parleremo), si accorge di uno spazio in affitto sotto casa, nello strategico cross tra Ludlow e Broome street, insomma nel cuore del Lower East Village, la zona delle gallerie più di ricerca di New York City. Il resto ce lo spiega Sarah nel filmato: un’offerta al broker immobiliare andata buca, una successiva offerta alla proprietaria andata bene, affitto dello spazio per una settimana, due giorni per imbiancare e allestire e cinque giorni di esposizione.

Non è una galleria, ma un pop up space nato per lavorare con gli artisti. E se qualcuno, come ci auguriamo, vorrà comprare un’opera è direttamente a loro che deve rivolgersi” ci tiene a precisare la Corona, ma intanto mezza città parla della nuova galleria Crown e di come abbia fatto, in una settimana tonda tonda, a trovare gli artisti, scrivere il comunicato stampa e inviarlo a tutti, incaricare un fotografo professionista di documentare tutto, mettere a lavoro una stagista, realizzare il sito web, preparare l’opening e il party per venerdì approfittando del grande mondo di passaggio in città durante la Armory Art Week… Storie di una New York da stereotipo che invece è vera più che mai: se hai voglia di farlo, puoi farlo!

Party: venerdì 9 marzo 2012 – ore 18.00
Dal 7 all’11 marzo 2012
Sarah Crown
243 Broome Str – NY
Brie Ruais – Pooneh Maghazehe –  Nadja Verena Marcin
New Good World è presente con un video speciale (http://newgoodworld.com)
[email protected]


  • urrutigoechea

    Scuola Astuni, Dio salvi Brie Ruais – Pooneh Maghazehe – Nadja Verena Marcin

  • viviana

    Bella e brava. Storia incredibile.

  • mario

    Boccaloni!!! come ha fatto?? aveva gia’ in mente di farlo prima!!! pane e volpe tutti, eh!

  • max

    G-R-A-N-D-E

  • George

    Complimenti a questa ragazza per lo spirito di iniziativa.
    Davvero da apprezzare.
    Sono questi i giovani che meriterebbero più spazio per ridare linfa vitale e nuove idee anche al mondo dell’arte contemporanea italiana!

  • Valelsonoro

    Complimenti Sarah! Una ottima idea e credo sia nata dal tuo estro artistico! In bocca al lupo!

  • walter

    markette per tuttttiiiiii “ma intanto mezza città parla della nuova galleria Crown” ma dove???? ma de che????. Questa e’ mistificazione.
    Artribune, mo non e’ che siamo tutti rinco.

  • Quando si vuole fare, con un po’ di buona volontà, il modo lo si trova e con costi decisamente accettabili. Una delle mie rare personali in Italia l’ho fatta, cinque anni fa, prendendo in locazione per il mese di dicembre, nella strada piu’ caratteristica e frequentata di Alassio, un ex negozio chiuso per ristrutturazione e trasformazione.
    http://www.lucianogerini.it/index.php/exhibitions/21-t0-see-from-the-minds-backdoor

  • max

    tono enfatico e sproloquio di aggettivi.
    il tono dell'”articolo” e’ prettamente italiano.
    artribune ha una inclinazione verso la galleria per cui lavora(va?) la corona.
    fa le feste con i diggei e quando vuole sa essere di manica larga per poi chiedere piu’ di quello che da, come al solito.
    ora a questi italiani addormentati presenta una sequela di idiozie tanto qui ci si sente internazionali se si arriva a san marino. e che ne sanno questi di ny, si diciamo che tutti ne parlano, tanto chi se ne importa!
    ma dai!

  • George

    Mario e Max: brutta cosa l’invidia… anch’essa tipicamente italiana!

  • maxzancato

    Innanzi tutto penso che max e walter (i due pirla dei post del “ma de che??” e del “ma dai!”…vedi sopra) siano due nomi inventati da qualcuno che nn manda giù il rospo…poveri frustrati.
    oltre a questa pemessa terrei a precisare che artribune o meno la ragazza ha fatto una gran bella cosa, libera, innovativa(a propie spese) e chi più ne ha più ne metta…i due ottusangoli, invece, dimostrano una grande inferiorità numerica di neuroni rispetto la media se nn sanno riconoscere una bella cosa, coraggiosa….che piaccia o no Sarah ha dimostrato inventiva e passione per ciò che fa e, chi raggiunge, ripeto, un valore di neuroni necessario a battere le mani, nn può che riconoscerlo
    ciao poveri trogloditi !!
    ah ah
    maxzancato

  • “tono enfatico e sproloquio di aggettivi.” … dove? non mi pare che ci sia nessun tono enfatico e non trovo aggettivi in sproloquio … “una sequela di idiozie”… citane almeno una di idiozie! …
    Probabilmente scrivere “ma intanto mezza città parla della nuova galleria Crown…” sara’ esagerato ma, se il “rosichio” non vi impedisse di pensare, vi sareste potuti accorgere che il “senso” dell’articolo non e’ tanto quello di “osannare” Sarah Corona (che per altro e’ stata indubbiamente brava, svelta ed efficiente) ma di dire a molti : “sveglia!!! guarda che si può fare !!!” e dirlo ai tanti che buttano i soldi andando ad esporre in mille gallerie-truffa o che si fanno buggerare dal Dipre’ di turno ed io aggiungo, se lo desideri, lo puoi fare a casa tua come in qualsiasi altra parte del mondo… altro discorso e’ se e quanto ne valga la pena…

  • Irene

    Al di là dei soliti invidiosi brava Sarah e bravo Enrico che l’ha formata. I toni sono un po’ enfatizzati ma la “storia” giornalisticamente parlando c’è tutta ed era giusto sottolinearla.

  • valentina raggi

    a nyc queste cose accadono da decenni, non vedo cosa ci sia di nuovo (sarebbe stato qualcosa farlo a milano in quei tempi, ma a ny anche gli studenti di fine corso organizzano una mostra in qualche giorno)

    ora se a questa osservazione si risponde dicendo che è “invidia”, sinceramente mi sembra che una cosa del genere la possano pensare solo persone veramente povere di idee.

    il tono enfatico c’è, ed è inutilmente enfatico, visto che queste cose si fanno da decenni.
    ma evidentemente qui tutti vogliono farci credere che siamo rimbambiti, ma ancora c’è qualche persona dotata di senso critico.