L’oracolo di Sarajevo. Cercare risposte cruciali spulciando pizzini. E trovando solo… altre domande. Antonello Ghezzi e il gioco delle profezie di carta

Bisognerebbe conoscere Antonello Ghezzi, che non è una persona. Ma due persone: Nadia Antonello e Paolo Ghezzi. Il collettivo bolognese, dal 19 al 21 Marzo, è invitato al Sarajevo Winter Festival con T’oracle, già approdato in vari spazi italiani, ultima Villa Croce a Genova, ove si trattiene fino al 25 marzo per il progetto cartabianca_bologna, […]

Antonello Ghezzi, T'Oracle, 2010 - Villa di Serio, Bergamo

Bisognerebbe conoscere Antonello Ghezzi, che non è una persona. Ma due persone: Nadia Antonello e Paolo Ghezzi. Il collettivo bolognese, dal 19 al 21 Marzo, è invitato al Sarajevo Winter Festival con T’oracle, già approdato in vari spazi italiani, ultima Villa Croce a Genova, ove si trattiene fino al 25 marzo per il progetto cartabianca_bologna, collettiva a cura di Roberto Daolio, Massimo Marchetti e Anna Santomauro.
Ma che cos’è l’oracolo e dove sta? Funziona così: ogni visitatore scrive una domanda su un bigliettino, lo piega e lo mette a disposizione del progetto, come frammento dell’installazione. La risposta non si troverà ai piedi della montagna, nelle parole di un maestro, ma nel bigliettino di un altro fruitore. Eh sì, la risposta non è che un’altra domanda. “Un oracolo fatto di persone, perché ogni persona è oracolo di qualcun altro” ci spiegano gli artisti, che per rispetto al senso del gioco scelgono di sconoscere il contenuto dei foglietti.
In più casi la partecipazione dei visitatori è componente essenziale perché l’opera di Antonello Ghezzi si compia: proprio come per quella Smiling Door selezionata per la prossima Biennale di Mosca, una porta scorrevole disposta ad aprirsi solo davanti a un sorriso. Già Don Pierluigi Toffenetti la vuole per la chiesa di Santa Maria Maddalena di Bologna. O come per Toilet, blitz performativi che restituiscono dignità ai bagni delle fiere d’arte. Opere come occasioni di incontro, negli spazi di transito e di contatto.

– Lucia Grassiccia

www.antonelloghezzi.com

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Lucia Grassiccia
Lucia Grassiccia è nata a Modica (RG) nel 1986. Dopo una formazione tecnico-linguistica ha studiato presso l’Accademia di belle arti di Catania, dove ha contribuito a fondare e dirigere un webzine sperimentale (www.hzine.it) gestito da un gruppo di allievi dell’accademia. Per hzine ha svolto principalmente attività di giornalista, titolista, editing. Dal 2008 scrive saltuariamente per il quotidiano web locale Nuovascicli Ondaiblea, soprattutto recensioni su libri e mostre. Nel 2010 inizia la collaborazione con Exibart che a breve si sospende e prosegue con la redazione di Artribune. Cura saltuariamente i testi critici per alcune associazioni e gallerie (vedi The White Gallery, Milano). Nel 2013 pubblica il romanzo ebook Elevator (Prospero Editore) e inizia a collaborare occasionalmente con la rivista Look Lateral. Nello stesso anno completa gli studi in arteterapia clinica presso la scuola Lyceum Vitt3. Attualmente vive a Milano.