Live from Marina Abramovic: dopo tanta attesa, il premio, ecco foto e video della performance milanese. Ed il fitto programma dell’Abramovic Week…

All’ingresso al PAC, non c’era più nessuno che lamentava l’ora e passa di coda fatta per accedere, tali e tante le sollecitazioni stimolate dall’Abramovic Method. Le prime riflessioni le lasciamo a voi, dotandovi di cospicui strumenti per valutare il progetto a caldo: video ed un’ampia fotogallery, dall’inviata Martina Gambillara. Tanti comunque i personaggi dell’artworld intravisti […]

Marina Abramovic. The Abramovic Method

All’ingresso al PAC, non c’era più nessuno che lamentava l’ora e passa di coda fatta per accedere, tali e tante le sollecitazioni stimolate dall’Abramovic Method. Le prime riflessioni le lasciamo a voi, dotandovi di cospicui strumenti per valutare il progetto a caldo: video ed un’ampia fotogallery, dall’inviata Martina Gambillara. Tanti comunque i personaggi dell’artworld intravisti fra il pubblico, da Eugenio Viola all’inseparabile “coppia” Miuccia Prada-Francesco Vezzoli.

Personaggi che potrà capitare di incrociare di nuovo in quella che ormai tutti chiamano l’Abramovic Week: già, perché l’evento ha dato spunto per una serie di iniziative che – a Milano, ma anche in tutta Italia – mettono al centro la grande creativa serba. Proprio al PAC, dove la mostra terrà banco fino al 10 giugno, dal 21 al 24 marzo la stessa artista in persona sarà presente per insegnare il suo Metodo. Il 20 marzo si aprirà la mostra With Eyes Closed I See Happiness presso la Galleria Lia Rumma di Milano, mentre la sera del 21 marzo – alle 21 – presso il Teatro dal Verme la Abramovic incontrerà il pubblico per raccontare The past, future and present of performance art, proiettando alcuni suoi lavori passati e svelando retroscena e particolari inediti di una intera vita dedicata all’arte performativa.
Il 22 marzo alle 20 e alle 22:15 sarà all’Apollo spazio Cinema, ancora a Milano, che l’artista presenterà al pubblico, in anteprima italiana, il documentario Marina Abramović. The Artist is Present, film rivelazione della Berlinale 2012. Opera che nella stessa serata sarà proiettato in diversi spazi in tutta Italia, dal Cinema Modernissimo di Napoli al Cinema Edison d’essai di Parma, all’Odeon di Firenze, in collaborazione con Lo schermo dell’arte Film Festival.

theabramovicmethod.it

  • urrutigoechea

    Anche qui tutti pronti a gridare al miracolo per sta barba all-seventies????

  • Ma perchè non parlate del contenuto? Il progetto, in breve, consiste nell’insonorizzare lo spettatore per accompagnarlo in un percorso finalizzato a riprendersi un tempo di decompressione e riflessione. Questo con una serie di semplici performance.

    Il tempo è la vera risoprsa scarsa, e non certo il denaro. La Abramovic dimostra grande lucidità -come era stato anche per the artist is present a NY nel 2010. Il Tempo è una risorsa fondamentale per poter rinegoziare i propri bisogni. Piuttosto che seguire modelli di crescita economica che hanno portato ad una crisi, la vera RESISTENZA consiste nel rinegoziare i propri bisogni. Avere tempo di riflessione,decompressione; avere tempo critico, permette di rinegoziare i propri bisogni. Basta che la Abramovic non scivoli nella guru, maestra di vita. Il rischio è che la cosa rimanga come una sorta di esperienza new age che passa come bere un bicchiere d’acqua.

    LR
    puoi ancora ordinare una pizza alla T293 delle 15 alle 19: http://www.whlr.blogspot.it/2012/03/estratti_15.html

    • ignazio mortellaro

      concordo pienamente con Lei.

    • SAVINO MARSEGLIA (artista)

      @Luca, il contenuto ha da sempre stimolato l’emulazione da parte di noti curatori, critici e collezionisti di cianfrusaglie, tanto che questi ultimi sono forse diventati più abili ed esperti dei primi nell’avvalorare contenuti e linguaggi banali.

    • Umberto

      Grazie. E sono d’accordo.

  • Giardinetti

    Ma il redazionale l’avete fatto col traduttore automatico? L’unica informazione chiara è quella su Miuccia/Vezzoli, tra l’altro molto interessante.
    Queste vostra frettolosa sciatteria, anche se aggratis, è irritante. Tutta roba di rosticceria.

  • Alt

    La Abramovic è ormai già guru maestra di vita, per cui può permettersi di fare tutto e tutto quello che fa va bene, e tutti pronti a gridare al miracolo!
    E’ sempre così…

  • Ascanio Tecnezio

    In quanto curatore della mostra Eugenio Viola non poteva non essere presente…
    Che ne dite?

  • mario

    alcuni dei “performer”: victoria cabello, verde visconti, ennio capasa, caroline corbetta, franca sozzani, fabio novembre, stefania miscetti…

  • morimura

    com’erano i vestiti nuovi dell’imperatrice?

  • morimura

    Molti anni fa viveva un imperatore che amava tanto avere sempre bellissimi vestiti nuovi da usare tutti i suoi soldi per vestirsi elegantemente. Non si curava dei suoi soldati né di andare a teatro o di passeggiare nel bosco, se non per sfoggiare i vestiti nuovi. Possedeva un vestito per ogni ora del giorno e come di solito si dice che un re è al consiglio, così di lui si diceva sempre: “È nello spogliatoio!”.

    Nella grande città in cui abitava ci si divertiva molto; ogni giorno giungevano molti stranieri e una volta arrivarono due impostori: si fecero passare per tessitori e sostennero di saper tessere la stoffa più bella che mai si potesse immaginare. Non solo i colori e il disegno erano straordinariamente belli, ma i vestiti che si facevano con quella stoffa avevano lo strano potere di diventare invisibili agli uomini che non erano all’altezza della loro carica e a quelli molto stupidi. ‘ Sono proprio dei bei vestiti! ‘ pensò l’imperatore. ‘ Con questi potrei scoprire chi nel mio regno non è all’altezza dell’incarico che ha, e riconoscere gli stupidi dagli intelligenti. Sì, questa stoffa dev’essere immediatamente tessuta per me! ‘ e diede ai due truffatori molti soldi, affinché potessero cominciare a lavorare. Questi montarono due telai e fecero finta di lavorare, ma non avevano proprio nulla sul telaio. Senza scrupoli chiesero la seta più bella e l’oro più prezioso, ne riempirono le borse e lavorarono con i telai vuoti fino a notte tarda. ‘ Mi piacerebbe sapere come proseguono i lavori per la stoffa ‘ pensò l’imperatore, ma in verità si sentiva un pò agitato al pensiero che gli stupidi o chi non era adatto al suo incarico non potessero vedere la stoffa. Naturalmente non temeva per se stesso; tuttavia preferì mandare prima un altro a vedere come le cose proseguivano. Tutti in città sapevano che straordinario potere avesse quella stoffa e tutti erano ansiosi di scoprire quanto stupido o incompetente fosse il loro vicino. ‘ Manderò il mio vecchio bravo ministro dai tessitori ‘ pensò l’imperatore ‘ lui potrà certo vedere meglio degli altri come sta venendo la stoffa, dato che ha buon senso e non c’è nessuno migliore di lui nel fare il suo lavoro. ‘

    Il vecchio ministro entrò nel salone dove i due truffatori stavano lavorando con i due telai vuoti. ‘ Dio mi protegga! ‘ pensò, e spalancò gli occhi ‘ non riesco a vedere niente! ‘ ma non lo disse. Entrambi i truffatori lo pregarono di avvicinarsi di più e chiesero se i colori e il disegno non erano belli. Intanto indicavano i telai vuoti e il povero ministro continuò a sgranare gli occhi, ma non poté dir nulla, perché non c’era nulla. ‘ Signore! ‘ pensò ‘ forse sono stupido? Non l’ho mai pensato ma non si sa mai. Forse non sono adatto al mio incarico? Non posso raccontare che non riesco a vedere la stoffa! ‘ “Ebbene, lei non dice nulla!” esclamò uno dei tessitori. “È splendida! Bellissima!” disse il vecchio ministro guardando attraverso gli occhiali. “Che disegni e che colori! Sì, sì, dirò all’imperatore che mi piacciono moltissimo!” “Ne siamo molto felici!” dissero i due tessitori, e cominciarono a nominare i vari colori e lo splendido disegno. Il vecchio ministro ascoltò attentamente per poter dire lo stesso una volta tornato dall’imperatore, e così infatti fece.

    Gli imbroglioni richiesero altri soldi, seta e oro, necessari per tessere. Ma si misero tutto in tasca; sul telaio non giunse mai nulla, e loro continuarono a tessere sui telai vuoti. L’imperatore inviò poco dopo un altro onesto funzionario per vedere come proseguivano i lavori, e quanto mancava prima che il tessuto fosse pronto. A lui successe quello che era capitato al ministro; guardò con attenzione, ma non c’era nulla da vedere se non i telai vuoti, e difatti non vide nulla. “Non è una bella stoffa?” chiesero i due truffatori, spiegando e mostrando il bel disegno che non c’era affatto. ‘ Stupido non sono ‘ pensò il funzionario ‘ è dunque la carica che ho che non è adatta a me? Mi sembra strano! Comunque nessuno deve accorgersene! ‘ e così lodò la stoffa che non vedeva e li rassicurò sulla gioia che i colori e il magnifico disegno gli procuravano. “Sì, è proprio magnifica” riferì poi all’imperatore. Tutti in città parlavano di quella magnifica stoffa. L’imperatore volle vederla personalmente mentre ancora era sul telaio. Con un gruppo di uomini scelti, tra cui anche i due funzionari che già erano stati a vederla, si recò dai furbi truffatori che stavano tessendo con grande impegno, ma senza filo. “Non è magnifique?” esclamarono i due bravi funzionari. “Sua Maestà guardi che disegno, che colori!” e indicarono il telaio vuoto, pensando che gli altri potessero vedere la stoffa. ‘ Come sarebbe! ‘ pensò l’imperatore. ‘ Io non vedo nulla! È terribile! sono forse stupido? o non sono degno di essere imperatore? È la cosa più terribile che mi possa capitare ‘. “Oh, è bellissima!” esclamò “ha la mia piena approvazione!” e ammirava, osservandolo soddisfatto, il telaio vuoto; non voleva dire che non ci vedeva niente. Tutto il suo seguito guardò con attenzione, e non scoprì nulla di più; tutti dissero ugualmente all’imperatore: “È bellissima” e gli consigliarono di farsi un vestito con quella nuova meravigliosa stoffa e di indossarlo per la prima volta al corteo che doveva avvenire tra breve. “È magnifique, bellissima, excellente” esclamarono l’uno con l’altro, e si rallegrarono molto delle loro parole.

    L’imperatore consegnò ai truffatori la Croce di Cavaliere da appendere all’occhiello, e il titolo di Nobili Tessitori. Tutta la notte che precedette il corteo i truffatori restarono alzati con sedici candele accese. Così la gente poteva vedere che avevano da fare per preparare il nuovo vestito dell’imperatore. Finsero di togliere la stoffa dal telaio, tagliarono l’aria con grosse forbici e cucirono con ago senza filo, infine annunciarono: “Ora il vestito è pronto”. Giunse l’imperatore in persona con i suoi illustri cavalieri, e i due imbroglioni sollevarono un braccio come se tenessero qualcosa e dissero: “Questi sono i calzoni; e poi la giacca, e infine il mantello!” e così via. “La stoffa è leggera come una tela di ragno! si potrebbe quasi credere di non aver niente addosso, ma e proprio questo il suo pregio!”. “Sì” confermarono tutti i cavalieri, anche se non potevano vedere nulla, dato che non c’era nulla. “Vuole Sua Maestà Imperiale degnarsi ora di spogliarsi?” dissero i truffatori “così le metteremo i nuovi abiti proprio qui davanti allo specchio.”

    L’imperatore si svestì e i truffatori finsero di porgergli le varie parti del nuovo vestito, che stavano terminando di cucire; lo presero per la vita come se gli dovessero legare qualcosa ben stretto, era lo strascico, e l’imperatore si rigirava davanti allo specchio. “Come le sta bene! come le dona!” dissero tutti. “Che disegno! che colori! È un abito preziosissimo!” “Qui fuori sono arrivati i portatori del baldacchino che dovrà essere tenuto sopra Sua Maestà durante il corteo!” annunciò il Gran Maestro del Cerimoniale. “Sì, anch’io sono pronto” rispose l’imperatore. “Mi sta proprio bene, vero?” E si rigirò ancora una volta davanti allo specchio, come se contemplasse la sua tenuta. I ciambellani che dovevano reggere lo strascico finsero di afferrarlo da terra e si avviarono tenendo l’aria, dato che non potevano far capire che non vedevano niente. E così l’imperatore aprì il corteo sotto il bel baldacchino e la gente che era per strada o alla finestra diceva: “Che meraviglia i nuovi vestiti dell’imperatore! Che splendido strascico porta! Come gli stanno bene!”. Nessuno voleva far capire che non vedeva niente, perché altrimenti avrebbe dimostrato di essere stupido o di non essere all’altezza del suo incarico. Nessuno dei vestiti dell’imperatore aveva mai avuto una tale successo. “Ma non ha niente addosso!” disse un bambino. “Signore sentite la voce dell’innocenza!” replicò il padre, e ognuno sussurrava all’altro quel che il bambino aveva detto. “Non ha niente addosso! C’è un bambino che dice che non ha niente addosso” “Non ha proprio niente addosso!” gridava alla fine tutta la gente. E l’imperatore, rabbrividì perché sapeva che avevano ragione, ma pensò: ‘ Ormai devo restare fino alla fine ‘. E così si raddrizzò ancora più fiero e i ciambellani lo seguirono reggendo lo strascico che non c’era.

    • LIANA ROVER

      mah !!!!!! condivido il Morimura-pensiero….

    • Umberto

      Il re nudo, quanto tempo è passato. Abramovic è potente e non fa sconti, poche balle.

  • a. p.

    io non lo condivido. la sarta è brava, e i vestiti nuovi erano belli, molto più nuovi di tanto pret a porter di tendenza che dopo una stagione già s’infeltrisce…

  • Antonio Inoki

    A me fa un pó ridere sopratutto per ste fesserie sugli influssi delle pietre

  • Alessandro Querci

    Ogni volta che leggo un articolo, e conseguentemente i comment, ritrovo sempre la stessa pletora di polemiche….e quello non va bene, e quell’altra nemmeno….ma che leggete sta roba a fare, allora? Spendete il vostro tempo in modi più costruttivi.
    Savino, di cosa parli?
    E la lungaggine sul Re Nudo?
    Forse Morimura pensa che il percorso della Abramovic sia stato sempre tutto rosa e fiori?
    Non è forse lecito aspettarsi, dopo quasi quarant’anni, la consacrazione di un’artista che è sempre rimasta fedele a se stessa?
    Suvvia, datevi pace.

    • SAVINO MARSEGLIA (artista)

      Alessandro, oggi il Re è Nudo perché gode di cattiva fama. Parlo di artisti senza meriti, osannati dall’odierno sistema dell’arte e adulati da critici compiacenti che basano il loro giudizio sulle parole piuttosto che su effettivi contenuti estetici. Per dimostrare a questi critici che si sbagliano di grosso, bisognerebbe spiegargli che non solo il Re è nudo, ma anche la Regina.

  • morimura

    Mi fai una domanda ti devo una risposta…trovo Marina Abramovic un’artista fondamentale, coraggiosa e unica. Ma quello che si è celebrato in questi giorni a Milano non è stata una consacrazione, quella al MOMA lo è stata…qui a Milano abbiamo assistito un sistema arte agonizzante dare il peggio di se, la fiaba da me riportata per intero un modo per spiegare quello che è successo. LA performance al PAC francamente inutile perchè già fatta vent’anni fa, per di più senza uno straccio di retrospettiva a contestualizzarla…tutto questo in una città che ha pochissimi fondi da dedicare al contemporaneo, in cui si è trasformato il tutto in un enorme spot per la galleria Lia Rumma…tanto è vero che l’operazione era stata concertata dalla precedente giunta, che notoriamente si muoveva in salotti dove la signora napoletana la fa da padrona. Occasione persa.

    • SAVINO MARSEGLIA (artista)

      Tra salotti e gallerie i muli si grattano a vicenda e si fanno un gran favore…

    • @Morimura: quoto Morimura. Ma in questa Milano, in questa italia, arida ( e per questo stimolantissima) l’invito alla decompressione è una piccola boccata di ossigeno. Non si è parlato abbastanza dell’accento sulla risorsa tempo, vera risorsa scarsa di questo tempi, non solo in italia.

      LR

      -da domani a venerdì ordina una pizza alla T293 dalle 15 alle 19: http://www.whlr.blogspot.it/2012/03/estratti_15.html

      -mercoledì 28 marzo “casa per casa” skype day ore 20

      • Heil Monti

        scusa ma non si può ordinarla direttamente a imola a casa tua? così almeno la intevalli un po’ alla solita piada fontina e rucola .

  • Alessandro Querci

    @Morimura
    ti ringrazio per aver messo nella giusta luce il tuo precedente intervento di cui mi era sfuggita l’acutezza e che perciò mi era sembrato gratuito. Non avendo partecipato, nè vissuto in alcun modo, l’evento milanese – se non nella sua diffusione mediatica – non potevo capire quanto fosse ferrato una volta contestualizzato all’interno di quei meccanismi che tutti più o meno conosciamo.
    @Savino
    il Re non gode di cattiva fama, anzi oggi gode di ottima salute, ci piaccia o meno.
    Ed è così scaltro da nutrirsi, oltre ai bei discorsi dei critici che tu chiami compiacenti, delle sferzate dei detrattori nell’insana logica del ‘tutto quanto fa spettacolo’.
    Ma credo anche che ci illudiamo se pensiamo sia solo storia di oggi, in fondo i salotti e le moine c’erano già al tempo del nonno del Vasari.
    Il dissenso è sacrosanto, ed è sacrosanto che ce ne sia sempre, ma non facciamoci vincere da un monotono livore.
    Concentriamoci sulla pietanza, quando ve ne sia, piuttosto che sulla tappezzeria o sui camerieri.
    E se non ti piace la pietanza (leggi contenuti estetici) io lascerei perdere camerieri e tappezzeria (il sistema dell’arte), sono convinto che tu sia perfettamente in grado di farlo.

  • SAVINO MARSEGLIA

    @Alessandro, la questione è se oggi l’arte contemporanea e tutto ciò che vi si riferisce ad essa sia un fenomeno di spettacolo di massa, o sia una questione di becera mercificazione di un’elte?

    Il punto non è solo quello dei contenuti estetici, ma direi di contenuti ideologici. Oggi vi sono opere d’arte di grande qualità estetica che misurate col valore del loro effetto qualitativo sul pubblico, non risultano esercitare alcuna funzione socialmente e spiritualmente rilevante, come anche opere di grande dignità e al pari del suo contrario. Di fronte a ciò, i cicisbei dell’arte da salotto devono semplicemente tacere se non parlare a beneficio di interessi economici di un modello culturale degradato nei mass-media che sono appunto costruiti e calcolati agli obiettivi mercificatori e ideologici dei suoi programmatori.

  • oblomov

    Non capisco.. è legittimo averne abbastanza quando di una cosa non proprio “indispensabile” se ne parla troppo. Non penso sia una questione di invidia, tutti hanno diritto di esserci, di esibirsi ma ma devono sapere che può succedere di non piacere, di non essere capiti o di esserlo fin troppo..si sa che funziona così! poi la massa si appassiona, si fa incantare dai cognomi esotici, da qualche cosa fatta bene in passato che non può sempre funzionare in eterno, purtroppo. Ci sono tanti artisti ed è interessante conoscerli invece ci sono solo quei due o tre che appaiono sempre…che noia! Tizia ha starnutito con le cuffie e ci vuole insegnare tutto prima di morire, Caio (che dice sempre di abbandonare la scena) ha aperto una bottega piena di cianfrusaglie a New york in società con Sempronio..uffa..quanti maestri e maestrine…furbetti e furbine..per fortuna non siamo tutti uguali..ci sono tanti artisti poveri che venissero aiutati davvero ci farebbero vedere cose pazzesche e invece i soldi vanno sempre sugli stessi..che si devono sempre inventare qualcosa per stupire anche se qualcosa di molto modesto..che circo..più che invidia è tristezza!

  • SAVINO MARSEGLIA

    Vorrei progettare un luogo aperto, fuori da questo sitema dell’arte, in cui gli “artisti” vengano a bere nell’acqua sporca, mangiare il pane amaro, dove possano ammalarsi, e l’uomo (non l’artista) possa cercarsi nelle complesse forme di vita, così, come sono state create. Un luogo, vicino a noi, anche senza nome, ma lontano da questo “mortifero” e artificiale sistema dell’arte..