Il Valle Occupato? È nato su un set tv. Parola di Elio Germano. Arriva sugli schermi la fiction Faccia d’angelo, che “aggregò” il gruppetto dei primi Occupy nostrani

Di valle in Valle. Ovvero da quella fisica del Brenta a quella nominale del Teatro nel cuore di Roma, tuttora virtuosamente occupato. Ad accomunarle è Faccia d’angelo, miniserie prodotta da Sky Cinema che la manderà in onda il 12 e il 19 marzo alle 21.10 su Sky Cinema 1HD. A recitarvi, accanto al protagonista Elio […]

Elio Germano - Felice Maniero

Di valle in Valle. Ovvero da quella fisica del Brenta a quella nominale del Teatro nel cuore di Roma, tuttora virtuosamente occupato. Ad accomunarle è Faccia d’angelo, miniserie prodotta da Sky Cinema che la manderà in onda il 12 e il 19 marzo alle 21.10 su Sky Cinema 1HD. A recitarvi, accanto al protagonista Elio Germano nei panni del “Toso”, creatura criminale “liberamente ispirata” all’ex boss della Mala del Brenta, Felice Maniero, una squadra di attori che esattamente un anno dopo le riprese, avvenute nell’estate 2010, avrebbero occupato gli spazi del Teatro Valle, trasformandolo nel “Valle Occupato”. L’aspetto interessante non è soltanto vederli recitare insieme, peraltro molto bene e in una fiction di alta qualità produttiva come Sky Cinema sa fare (l’unica teleproducer che possa sfiorare l’idea di una HBO italiana), ma rendersi conto che tutto è partito proprio da quel set.
Lo conferma Elio Germano, tra i primi portabandiera dell’Occupazione. “Ci siamo conosciuti e aggregati in quell’occasione. Ci siamo intesi sul senso di una cultura di alta qualità che possa essere il più possibile partecipata dalla gente, un desiderio condiviso insomma”. Ma certo all’epoca né Germano, né Linda Messerklinger (Morena, la fidanzata), Andrea Gherpelli (Moro, della banda), Fulvio Molena (Schei, della banda) e Carola Clavarino (Giulia) si sarebbero immaginati gli eventi dell’anno a venire. Prima l’occupazione a scopo di riapertura dell’ex Cinema Palazzo nel centro vitale della romana San Lorenzo – chiuso da tempo e destinato ad altre funzioni dall’Amministrazione capitolina – e poi quella del Teatro Valle, appunto, avvenuta il 14 giugno 2011 sotto l’egida e la benedizione di tanti artisti e intellettuali italiani. Oggi al Valle Occupato è l’era della Fondazione, di uno Statuto di cultura partecipata e di tante sfide quotidiane da vincere, per un’avventura che sta rivitalizzando “per contagio” tutti i luoghi dove la cultura sta morendo…

– Anna Maria Pasetti

CONDIVIDI
Anna Maria Pasetti
Giornalista e critico cinematografico, collabora con Il Fatto Quotidiano, Alias, Ciak, Rolling Stone e Vivilcinema e Filmcronache. Dopo la laurea in lingue con specializzazione in Semiotica del cinema all’Università Cattolica di Milano ha conseguito il Master “Film and Television Studies” alla University of London sotto la guida di Laura Mulvey. Ha partecipato a varie pubblicazioni universitarie, tra cui “Il consumo di generi di intrattenimento e di cinema dagli anni ’30 alla metà degli anni ’60 in Italia” in Spettatori – Forme di consumo e pubblici del cinema in Italia (1930-1960) a cura di M.G. Fanchi ed E. Mosconi (ed Bianco & Nero, 2002) e “L’IMAX Virtual (cinema) Experience” in Terre Incognite. Lo spettatore italiano e le nuove forme dell’esperienza di visione del film a cura di Francesco Casetti e M.G. Fanchi (ed Carocci, 2006). Ha spaziato in vari ruoli nel mondo produttivo, finendo poi nel Programma MEDIA e alla rivista Box Office, dove ha iniziato l’attività giornalistica. Sta continuando studi di approfondimento dedicati al “cinema al femminile” e al cinema britannico in generale.