Hirst all’incanto. Dai pois alle farfalle, senza farsi mancare qualche teschio, variopinto pure lui. Un po’ di esemplari ltd, per la nuova asta di Artcurial

Anche Artcurial si fa ammaliare dalla mania dei pallini multicolor di Damien Hirst, proponendo in occasione della sua prossima asta undici opere del brit artist per eccellenza. Il corpus arriva da una collezione privata francese di arti decorative, design, stampe ed edizioni del XX secolo. Sei delle undici opere di Hirst sono proprio degli spot-paintings: […]

Damien Hirst, The Hours Spin Skull, 2009

Anche Artcurial si fa ammaliare dalla mania dei pallini multicolor di Damien Hirst, proponendo in occasione della sua prossima asta undici opere del brit artist per eccellenza. Il corpus arriva da una collezione privata francese di arti decorative, design, stampe ed edizioni del XX secolo.
Sei delle undici opere di Hirst sono proprio degli spot-paintings: si va dai 4.5-5.5 mila euro per Histidyl del 2008, in un’edizione di 150, fino ai 18-20mila di un’edizione di 115 del 2004, dal titolo Methamphetamine (2×1 metri).
Troviamo poi: Last Supper – Steack and Kidney, che fa parte delle 13 serigrafie in edizioni di 150 del 1999, in cui viene ripreso il tipico packaging dei medicinali, indicando pure i dosaggi e la quantità di pillole dei blister, ma sostituendo i nomi originali con quelli di alimenti; The Hours Spin Skull, classica scultura-teschio prodotta in 210 esemplari, unici per colore, stimata 6-8 mila euro; Spire, del 2009, che fa parte della serie Sanctum di 6 acqueforti diverse tirate in 400 esemplari, stimata 10-12 mila euro; Kindness, serigrafia del 2011 dai colori vivaci in stile vetrata gotica, tra i cui incastri geometrici si cela una tipica decorazione a farfalle (14-16 mila euro); e ancora farfalle con Big Love, del 2010, un cuore porpora ricamato dal volo delle graziose creature, per una stima di 15-18 mila euro. Per chi volesse aggiudicarsi uno di questi gioiellini l’appuntamento è il prossimo 13 marzo, a Parigi.

– Martina Gambillara

www.artcurial.com

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Martina Gambillara
Martina Gambillara (Padova, 1984), laureata in Economia e Gestione dell'Arte, si è interessata fin dai primi anni dell'università al rapporto tra arte e mercato, culminato nella tesi Specialistica in cui ha indagato il fenomeno della speculazione nel mercato dell'arte cinese dell'ultimo decennio. Per passione personale si è costantemente dedicata all'osservazione dei risultati d'asta soprattutto del segmento di Arte Contemporanea, estrapolandone i trend e la correlazione con i mercati finanziari. In seguito il suo interesse si è spostato verso i mercati emergenti, da quello cinese scelto per la sua tesi, a quello sud-asiatico e mediorientale. Ha lavorato per gallerie, case d'asta e dal 2011 fa parte dello staff editoriale di Artribune.