Giovine Italia in asta a New York. Nel catalogo Phillips de Pury c’è spazio anche per Federico Solmi, Christian Frosi e Alessandro Pessoli

Tocca a Phillips de Pury: entra nel vivo la settimana newyorchese delle aste di Contemporary Art, e la volta delle vendite Under The Influence e della Evening sale. Qualche nome? Giovani mercati come quelli di Dan Colen e Tauba Auerbach, poi Cindy Sherman, Damien Hirst, Roy Lichtenstein, fino al Minimalismo di Dan Flavin e Donald Judd […]

Christian Frosi - Piraha Song, 2006

Tocca a Phillips de Pury: entra nel vivo la settimana newyorchese delle aste di Contemporary Art, e la volta delle vendite Under The Influence e della Evening sale. Qualche nome? Giovani mercati come quelli di Dan Colen e Tauba Auerbach, poi Cindy Sherman, Damien Hirst, Roy Lichtenstein, fino al Minimalismo di Dan Flavin e Donald Judd e ai blue-chip artistis come Jean Michel Basquiat, Anselm Kiefer, Richard Prince e Takashi Murakami. Curiosità: nell’asta anche il video della canzone di Jay Z e Kanye West, Otis Maybach, 2011, diretto da Spike Jonze, che verrà venduto in beneficenza per Save The Children, stimato 100-150mila dollari. I 37 lotti della Evening sale sono stimati $4.7 – 6.9 milioni. Tra gli highlights troviamo uno degli spotpaintigs di Damien Hirst, Sulfochlorophenol, 2007, stimato $700mila-1milione, e uno scatto dell’ultima serie di Cindy Sherman, Untitled #426, 2004, stimato $300-500mila, in cui lei si ritrae nei panni di un clown, ovvero nel suo duplice ruolo come artista e performer. In questa serie, come nella più famosa Untitled Film Stills, la Sherman cura fino al minimo dettaglio le pose, i gesti, i costumi, il trucco e le luci, in un risultato dai colori vibranti e intensi.
Puny Undernourished Kid  è un’installazione neon molto particolare nel 2004, in cui Noble & Webster si ritraggono come gli enfant terrible dell’arte contemporanea in silhouette luminose ricoperte da scritte come “Piss Off”, “Fuck Up”, giusto per citarne un paio ($250-350mila). In catalogo poi una tela di Dan Colen intitolata The son of a white man (Air force pilot / plantation owner), 2010, stimata $100-150mila, un Espressionismo Astratto contemporaneo che sostituisce la pittura di Pollock con il chewing gum; e poi i giochi di parole di Tauba Auerbach, Binary Lowercase, 2006, stimata $40-60mila; e Steven Parrino con Untitled, 1999, stimato $80-120mila. Tra gli oltre 300 lotti di Under The Influence, un’installazione di 5 metri del poliedrico Sterling Ruby, Supermax Wall, 2006 ($50-70mila); la leggerissima e impalpabile scultura fatta di palloncini trasparenti di Tomas Saraceno del 2007, stimata $10-15mila; un’opera su legno di Phil Frost di 5 metri stimata $30-40mila. Quattro le opere di Matt Greene, conosciuto per i suoi paesaggi eterei e le sue donne sexy, esplorando Simbolismo e Modernismo, intrisi di tematiche di identità sessuale con un approccio visionario, allucinogeno.
Banco di prova per dei nostri giovani connazionali: Federico Solmi con l’installazione composta da 15 animazioni, Douche Bag City, 2009-2010, stimato $12-18mila e Christian Frosi, con la fotografia in bianco e nero Piraha Song, 2006, stimata $4-6mila, esposta nel 2007 alla Fondazione Sandretto Re Rebaudengo nella mostra Ambient Tour: Christian Frosi, Flavio Favelli, Deborah Ligorio; Alessandro Pessoli (1973) con l’opera su carta  The Philosopher is Sick, stimata $3-5mila. Ampio spazio anche alla fotografia, con nomi quali Robert Mapplethorpe, Kiki Smith, Marylin Minter, Anna Gaskell, Vanessa Beecroft, Rodney Graham, Ryan McGinley, Candida Hofer.

– Martina Gambillara

  • Sono a favore di tutte le aste del mondo ( tranne quelle giudiziarie)… esprimono l’amore dell’umanità per l’umanità del passato. C’è del materiale notevole in queste a New York e i prezzi non sono così proibitivi… anche se le mie tasche non se lo possono permettere…

  • L’opera di Frosi è Ikea evoluta? Se sì perchè? Se no perchè? Potremo produrla da dentro all’ikea in fondo: foto reaprto cornici e foto, tessuto al reparto tappeti o tende…

    • “Don’t talk: I can’t hear myself see.” J. Saltz

      • Ma sì…”il silenzio è l’unica verità”…continuiamo con questo relativismo totale…per cui tutto può andare per poi vivere ogni giorno l’esatto contrario, visto che facciamo scelte -motivate- in continuazione…

        Saltz invece ha analizzato bene una certa generazione giovane, parlando anche di generazione nulla. Non voglio dire che sia il caso di frosi…la mia domanda era aperta ai numerosi ascoltatori :-D

        La realtà è che l’opera ggiovane è “fatta” da tre elementi: standard+luogo+relazioni. Una certa setta vive di questa ipocrisia che reiterata trova sempre un originale collezionista che spenda quei 5000 dollari….un giochino un po’ noioso alla lunga.

        • no, caro, il silenzio non e’ affatto l’unica verità (e non e’ questo il senso della frase) ma le banalità imbellettate da “profonda critica” che vai ripetendo a commento di ogni articolo possibile, qui e altrove, come Luca Rossi e come “altri” non solo non rappresentano neppure una modesta menzogna, sono solo una massa di piacevoli nonsense . Svegliati! Luca Rossi e per la tua stessa sopravvivenza incomincia ad argomentare seriamente.. il tuo bluff, come critico, incomincia ad essere troppo scoperto per resistere ancora .

  • madai

    quindi in sostanza federico solmi costa come thomas saraceno. mi sembra un’affare da non lasciarsi perdere.