Che aspetto ha Dio? La parola a 105 artisti. Che rispondono disegnando. È A4GOD, gustosissimo artist book: l’infinito in un foglio di carta

Chi l’ha detto che per parlare di Dio servano trattati filosofici o astrusi saggi di teologia? Magari, dentro a un piccolo volume zeppo di immagini, si scovano una sfilza di suggestioni minime, effimere: esperimenti visivi tra astrazione e illustrazione, inseguendo l’essenza molteplice, oscura e lucente del sacro. E Dio, nei vagabondaggi visionari degli artisti, c’è […]

La cover di A4GOD, con un'immagine di Cristina Amodeo

Chi l’ha detto che per parlare di Dio servano trattati filosofici o astrusi saggi di teologia? Magari, dentro a un piccolo volume zeppo di immagini, si scovano una sfilza di suggestioni minime, effimere: esperimenti visivi tra astrazione e illustrazione, inseguendo l’essenza molteplice, oscura e lucente del sacro.
E Dio, nei vagabondaggi visionari degli artisti, c’è sempre stato. Più caparbio di scetticismi, decadentismi e postmodernismi vari. Una presenza controversa e inossidabile: dal primo segno inciso sulla roccia, passando per secoli d’arte sacra, fino a quella contemporaneità che ha cercato il divino tra le pieghe del reale, collocandolo in luoghi del pensiero insospettabili, obliqui.
Il recente progetto A4GOD. An Inquiry into Eidolatria and Contemporary Drawing in Italy – sufficientemente accattivante da conquistare anche i più allergici al coté religioso dell’arte – ha coinvolto 105 artisti, italiani e stranieri (un numero non casuale, che nella somma di 1 e 5 conduce al 6, cifra triangolare poiché multiplo di 3). Artisti a cui si è chiesto di disegnare l’idea di Dio. Solo carta, linee, colori e un foglio A4. L’enigma per eccellenza racchiuso in 29.7 x 21 cm, l’infinito spalmato su un foglio e ben custodito: le illustrazioni sono raccolte in un cofanetto, sorta di artist book, o meglio di “artist box”. Un ready made, un libro-oggetto che è anche una mini-mostra portatile.

In cover c’è il Dio serpente di Cristina Amodeo, mentre all’interno le firme sono di ottimi talenti emergenti: da 108 a Massimo Gurnari, da Emanuele Kabu a Federico Pepe, da Davide Zucco ad Akab, da Daniele Villa ad Andreco, da Moneyless a Martina Merlini… Oltre al book – che è curato da Marco Cendron e Alessandro Cavallini, su un’idea di Studio Pomo, e che costa appena 20 euro – c’è poi un secondo progetto che viaggia in parallelo. Dall’idea di Dio all’immagine dell’Io: 105 ritratti fotografici in bianco e nero di Alan Chies rivelano i volti dei partecipanti. Tutti pubblicati su www.a4god.com.
Riguardo alle opere, la scelta è stata quella di non mostrarle in giro, per mantenere l’integrità del progetto e la giusta dose di mistero. Ma è appena arrivato un video teaser che, in pochi secondi, passa in rassegna il volume, scorrendolo a ritmo accelerato. Sound track originale by Aquarius Omega, distribuita su vinile da Sonic Belligeranza. Intelligente, di gusto e ben congegnato, A4GOD è una piccola chicca artistico-editoriale. Temi impegnativi, stemperati da un mix di grazia e leggerezza.

– Helga Marsala

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Helga Marsala
Helga Marsala è critico d'arte, giornalista, notista culturale e curatore. Insegna all'Accademia di Belle Arti di Roma. Collaboratrice da anni di testate nazionali di settore, ha lavorato a lungo come caporedattore per la piattaforma editoriale Exibart. Nel 2011 è nel gruppo che progetta e lancia la piattaforma Artribune, dove ancora oggi lavora come autore e membro dello staff di direzione. Svolge un’attività di approfondimento teorico attraverso saggi e contributi critici all’interno di pubblicazioni e cataloghi d’arte e cultura contemporanea. Scrive di arti visive, arte pubblica e arte urbana, politica, costume, comunicazione, attualità, moda, musica e linguaggi creativi contemporanei. È stata curatore dell’Archivio SACS presso Riso Museo d'arte contemporanea della Sicilia e membro del Comitato Scientifico, collaborando a più riprese con progetti espositivi, editoriali e di ricerca del Museo. Cura mostre e progetti presso spazi pubblici e privati in Italia, seguendo il lavoro di artisti italiani ed internazionali.
  • Stefania Ugatti

    La direzione da prendere è l’eternità, perciò dobbiamo riprogrammare il nostro DNA per diventare immortali!!!

  • d’accordo sul “livello” di Eternità… simpatica l’idea della riprogrammazione genetica, futuribile più o meno… un concetto già circolante nelle fiction di fantascienza tipo “galactica”… sono idee ed opinioni rispettabili… io semplifico: Dio è soprattutto una Idea che tutta l’umanità da sempre condivide ma “realizza” in modi diversi … ok! nella “realizzazione” di questa idea c’entrano a pieno titolo gli artisti ….. per ora mi fermerei qui …..