Bozen Updates: quando una fiera riesce a stare “sulla notizia”. Fra le cose migliori di kunStart c’è il focus sulla Corea, ecco un po’ di immagini

È un po’ che Artribune batte sul tasto “attenti alla Corea”, nuovo protagonista in prima linea nel contemporaneo globale? E manco a farlo apposta, arriva kunStart con un focus proprio sulla Corea. Una cinquantina gli artisti presenti, per offrire una panoramica di come si sia evoluta l’arte contemporanea del loro paese. Yeon-Du Chung attraverso i […]

Jeong Min Suh

È un po’ che Artribune batte sul tasto “attenti alla Corea”, nuovo protagonista in prima linea nel contemporaneo globale? E manco a farlo apposta, arriva kunStart con un focus proprio sulla Corea. Una cinquantina gli artisti presenti, per offrire una panoramica di come si sia evoluta l’arte contemporanea del loro paese. Yeon-Du Chung attraverso i mezzi di comunicazione, Yong-Baek Lee e Jung-Hwa Choi con le installazioni, Do- Ho Suh rivelando un messaggio di scontro tra civiltà ed epoche storiche, Su-Ja Kim con l’uso di stoffe tese o ripiegate a borsa, Byung-woo Bae e A-Ta Kim attraverso la fotografia.
Non manca una serie di mostre personali dedicate a questi ospiti, presentate in fiera da 10 gallerie della Corea del Sud e 4 gallerie europee. La mostra personale di Hyon Soo Kim, curata da Valerio Dehò, espone la serie di opere M.A.R.I.A (2004-2006), in cui  l’artista rappresenta tutte le madri del mondo ispirandosi anche ai colori tradizionali dei rispettivi popoli. Nelle sue sculture la donna si semplifica nelle forme, diventa un vaso, qualcosa che ha la funzione di accogliere, di contenere la vita, il futuro. Esposto anche il video A Casa Rosanna (55 min.), girato a Capri presso l’abitazione della gallerista Rosanna Chiessi. La ripresa è stata rovesciata, quello che accade attorno alla tavola imbandita, i discorsi, il cibo, il vino, sono visti da una prospettiva capovolta.
Il pittore coreano Junggeun Oh porta a kunStart – per la galleria Son di Berlino – una delle sue serie Interspaces che ritraggono Berlino e i suoi “Spazi in mezzo”, ovvero cielo, ombre o architetture urbane che, viste da prospettive inusuali, rappresentano il punto di partenza delle sue tele astratte. E ancora, dalla collezione dell’archivio Pari e Dispari di Rosanna Chiessi, una mostra di Nam June Paik. Del progetto di Dolomiti Contemporanee abbiamo già accennato: congiungere la Corea con le Dolomiti attraverso la coppia di artisti bellunese-coreana, MinJi Kim e Alessandro Dal Pont, a cura di Gianluca D’Incà Levis. Infine, Jeong Min Suh a cura della A&B Gallery, con le sue opere create con migliaia di rotolini di carta coreana, su cui gli studenti di calligrafia dipingevano gli ideogrammi dei loro pensieri.

– Martina Gambillara