Arte a luci rosse? Le streghe di Marco Mazzoni si spogliano su Playboy. Ma è per una buona causa…

Tutti d’accordo, da sempre, sul fatto che sia impossibile limitarsi all’osé quando si parla di Playboy: autentica rivista cult, capace di accogliere contributi up e lanciare temi che sanno alzarsi di chilometri sulla pur gradevole e patinata carrellata mensile di poppe e chiappe. Un pugno allo stomaco, allora, il reportage di Giovanni Sandoval, che sul […]

Marco Mazzoni per Playboy

Tutti d’accordo, da sempre, sul fatto che sia impossibile limitarsi all’osé quando si parla di Playboy: autentica rivista cult, capace di accogliere contributi up e lanciare temi che sanno alzarsi di chilometri sulla pur gradevole e patinata carrellata mensile di poppe e chiappe. Un pugno allo stomaco, allora, il reportage di Giovanni Sandoval, che sul numero di marzo (e con richiamo in copertina) si preoccupa dell’escalation di reati, anche e soprattutto di natura sessuale, a danno delle donne.
Un pugno sintetizzato con struggente precisione dai pastelli di Marco Mazzoni. Si sposa bene al pezzo la sua serie dedicata alla simbiosi tra donna e natura, con i volti obliterati di streghe sui generis avvolti da piante officinali: il terrore dell’ignoto, di una farmacopea che sfuggiva alle prassi consolidate, viene assunto a metafora di un’emancipazione che nei fatti fatica a concretizzarsi compiutamente.

– Francesco Sala

La cover di Playboy
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Francesco Sala è nato un mesetto dopo la vittoria dei mondiali. Quelli fichi contro la Germania: non quelli ai rigori contro la Francia. Lo ha fatto (nascere) a Voghera, il che lo rende compaesano di Alberto Arbasino, del papà di Marinetti e di Valentino (lo stilista). Ha fatto l'aiuto falegname, l'operaio stagionale, il bracciante agricolo, il lavapiatti, il cameriere, il barista, il fattorino delle pizze, lo speaker in radio, l'addetto stampa, il macchinista teatrale, il runner ai concerti. Ha una laurea specialistica in storia dell'arte. Ha fatto un corso di perfezionamento in economia e managment per i beni culturali, così sembra tutto più serio. Ha fatto il giornalista per una televisione locale. Ha condotto un telegiornale che, nel 2010, ha vinto il premio speciale "tg d'oro" della rivista Millecanali - Gruppo 24Ore. Una specie di Telegatto per nerd. E' molto interista.