Arriva l’Urlo in asta da Sotheby’s. Ma questa volta è quello di Warhol, star delle giornate londinesi dedicate alle stampe e alle edizioni

Una versione dell’Urlo di Munch – se ne è parlato molto – andrà all’asta in maggio, a New York. Ma intanto Sotheby’s si appresta a presentare sul mercato un altro esempio dell’Urlo, questa volta del re della Pop Art Andy Warhol, che non si era fatto sfuggire questa icona dell’arte, immediatamente riconoscibile anche dalla cultura […]

Andy Warhol - The Scream (After Munch)

Una versione dell’Urlo di Munch – se ne è parlato molto – andrà all’asta in maggio, a New York. Ma intanto Sotheby’s si appresta a presentare sul mercato un altro esempio dell’Urlo, questa volta del re della Pop Art Andy Warhol, che non si era fatto sfuggire questa icona dell’arte, immediatamente riconoscibile anche dalla cultura popolare. Si era appropriato del soggetto nel 1984, per una serigrafia dai colori vibranti, oggi stimata £150-200mila. Il 29 marzo a Londra The Scream (After Munch) sarà il lotto di copertina della vendita di Old Master, Modern and Contemporary Prints di Sotheby’s, accanto ad altri grandissimi nomi per un totale di 181 lotti stimati £2.3 milioni. Accanto a Warhol, un’incisione monumentale di Rembrandt che rappresenta Cristo crocifisso tra le due croci, intitolata The Three Crosses, del 1653, realizzata con la tecnica della punta secca che dona all’opera un tono vellutato e raffinato (stima £250-350mila).
Ad aprire le giornate londinesi dedicate alle stampe e alle edizioni sarà però Christie’s il 28 marzo, con la sua asta di Old Master, Modern & Contemporary Prints, con 164 lotti stimati tra 1 e 2 milioni di pounds. Il capolavoro che guiderà l’asta sarà una rarissima incisione del 1911 del grande Ernst Ludwig Kircher, intitolata Englische Steptänzerinnen, con una stima di 200-300mila sterline. Kircher, uno dei fondatori del gruppo Die Brücke nel 1903, prende spunto dalle nuove ed esotiche danze dei cabaret di Dresda e Berlino prima della Grande Guerra. L’incisione era la tecnica prediletta da questo gruppo tedesco, in particolare da Kirchner stesso che la considerava il media più espressivo ed eloquente tra tutti.

– Martina Gambillara

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Martina Gambillara
Martina Gambillara (Padova, 1984), laureata in Economia e Gestione dell'Arte, si è interessata fin dai primi anni dell'università al rapporto tra arte e mercato, culminato nella tesi Specialistica in cui ha indagato il fenomeno della speculazione nel mercato dell'arte cinese dell'ultimo decennio. Per passione personale si è costantemente dedicata all'osservazione dei risultati d'asta soprattutto del segmento di Arte Contemporanea, estrapolandone i trend e la correlazione con i mercati finanziari. In seguito il suo interesse si è spostato verso i mercati emergenti, da quello cinese scelto per la sua tesi, a quello sud-asiatico e mediorientale. Ha lavorato per gallerie, case d'asta e dal 2011 fa parte dello staff editoriale di Artribune.