A New York, sulla barca degli Argonauti. Da NURTUREart c’è la personale di Arianna Carossa, su Artribune ci sono le immagini

Ormai è uno dei punti di riferimento degli “italiens de New York”, da quando – un annetto circa – a dirigerlo c’è Marco Antonini, curatore nostrano a 24 carati, anche se da diversi anni basato nella grande mela. Parliamo di NURTUREart, spazio non profit di Williamsburg attivo dal 1998, che ora guarda direttamente all’Italia per […]

Ormai è uno dei punti di riferimento degli “italiens de New York”, da quando – un annetto circa – a dirigerlo c’è Marco Antonini, curatore nostrano a 24 carati, anche se da diversi anni basato nella grande mela. Parliamo di NURTUREart, spazio non profit di Williamsburg attivo dal 1998, che ora guarda direttamente all’Italia per pescare l’ultima mostra, in piedi fino al 20 aprile. Il titolo è Argo, e l’artista è la giovanissima Arianna Carossa, vincitrice per il 2011/2012 dell’open call di NURTUREart rivolto ad artisti e curatori. E che qui presenta una serie di sculture ispirate appunto ad Argo, la mitica nave che portò Giasone e gli Argonauti alla conquista del vello d’oro. Curiosi? Qualcosa potete scoprire con la nostra immancabile fotogallery…

nurtureart.org

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  • Ottimo esempio. Citazione+formalizzazione alla maniera di Moussocope. Possiamo partire da centinaia di libri, da centinaia di citazioni, e formalizzare centinaia di mostre. Si tratta di un ottimo standard, di un preparatissimo esempio di artigianato dell’arte contemporanea. Ecco che però la modalità da cui discende il progetto è una sorta di burocrazia: citazione, semmai da wikipedia + formalizzazione da Moussoscope. La reiterazione sistematica di questa modalità fa pardere valore alla modalità;

    e anche dal dialogo con Minini abbiamo capito che il valore non sta nell’opera (nell’opera c’è il prezzo che dipende anche dal valore) ma nella modalità, nella nuvola MAV (Modalità-Atteggiamento-Visione) da cui precipita l’opera in quanto opere testimone di quella modalità.

    La prima immagine è la più significativa.

  • Lorenzo Marras

    Eppero’ Luca fai anche tu un atto di misericordia critica verso questi ragazzi che non possiedono la tua malizia intelletuale ed il tuo distacco. Comunque a me che sono Sardo questi temi riesco a comprenderli a differenza di te Continentale interessato solo a porre in essere una presunta supremazia.

  • Non voglio porre alcuna supremazia, dico solo che sembra che possa andare bene tutto e il contrario di tutto; viviamo un bombardamento di contenuti standard che si differenziano solo per luogo e relazioni. Questo relativismo è devastante e paralizzante. E alla fine quello che conta, il centro di tutto, è l’aperivito. :-)

    • guido

      26/02/2011
      Lucarossi
      Non male questa mostra. Ecco come l’urgenza di un certo immaginario possa salvare dal rischio ikea evoluta. Io pero’ non leggerei i testi e la recensione ma guarderei ogni singola opera. 7

      • Ma infatti ho scritto “OTTIMO” esempio….

        Quel commento era di altra mostra e comunque devo dire che mi sono irrigidito negli ultimi mesi. Anche lavorare sull’immaginario è comuqnue limitativo, nel senso che ormai possiamo veramente arrivare all’immaginario X in modo scentifico; a giugno ho trovato un nuovo termine (proprio quando mi accorgevo che anche l’immaginario è limitato): MAISON DU MONDE AVANCEES”. La maison du monde è la versione esotica dell’ikea: ad ogni angolo mobili, vessilli e immagini di una particolare cultura del mondo….

        Ecco il rischio dell’arte è quella di evolvere certe soluzioni d’arredo che la grande distribuzione propone ma in modi più dozzinali. Se questa è l’arte si tratta di qualcosa di molto limitato. Certe opere sembrano quasi i gadget di un film portatore dell’immaginario X….questo giochino degli immaginari è veramente limitato e profondamente deludente…..a me piace harry potter a te bourne identity…e ognuno si arreda casa…..mha…..rimango perplesso. A me il libro su Ulisse a te quello su Freud…se volete posso formalizzare domani una mostra sul libro X o Y… e secondo i parametri di Moussoscope sarebbe fighissima.

        Alla fine rischia di prevalere il momento aperitivo appunto, che è la prima foto della serie quì sopra.

        LR

    • Lorenzo Marras

      massi’ dai Luca che non c è niente di male riconoscerlo. Ti sei fabbricato di sana pianta il tuo bunker linguistico ed il primo che incrocia le tue coordinate fai fuoco.
      E cosi’ ci sono buono pure io e chiunque.
      Ho capito che non sei influenzabile , cosa credi che io lo sia ? ma non c è bisogno di esagerare;
      se cio’ che ci circonda è devastante o paralizzante come tu dici non è certo una soluzione ritirarsi come un monaco nell’incarognimento di maniera.

      • arianna

        Ciao Luca,
        il limite che evidenzi nel mio lavoro è interessante, ed io ritengo che possa essere per me motivo di riflessione. Sono felice che tu abbia esposto il tuo punto di vista, ti assicuro la mia buona fede nello scriverti questo .
        Quel che mi importa è che il lavoro migliori e la mia ricerca s’affini, dunque, per me, dopo un attimo di perplessità ieri, il tuo commento è diventato un piccolo spunto di analisi.

        Ciao
        Arianna

        • SAVINO MARSEGLIA (artista)

          Arianna, possiamo dire che per luca, il quale riconosce il “limite” nel suo lavoro, ma in realtà è il suo limite critico, entro il quale si rinchiude sempre…, dopo aver affermato questo ritornello della (ikea evoluta) o meglio questo paragone tra la sua opera e l’arredamento.

          • Lorenzo Marras

            Savino caro se il nostro Luca avesse la grazia del divino Nietzsche di fronte ad un atto di così commovente gentilezza dovrebbe esclamare “Arianna ti amo”.

  • Caro Luca : scrivi “e anche dal dialogo con Minini abbiamo capito che il valore non sta nell’opera (nell’opera c’è il prezzo che dipende anche dal valore) ma nella modalità, nella nuvola MAV (Modalità-Atteggiamento-Visione) da cui precipita l’opera in quanto opere testimone di quella modalità.” …non ti allargare… la tua nuvolettaMAV fa acqua da tutte le parti (vedi commento a “Marco Tirelli : la pittura e’ il campo da gioco”) … quello che non ti entra in testa e’ che non basta inventarsi una formuletta carina e ripeterla a macchinetta ad ogni post per farla diventare uno “strumento” d’indagine critica. … e, a proposito, nell’opera non “c’e'” alcun prezzo, casomai un prezzo viene “attribuito” ad una certa opera o viene “pagato” per acquistarla ma in essa non “c’e'” .

  • SAVINO MARSEGLIA (artista)

    Caro Lorenzo, condivido appieno ! “Arianna ti amo” è una delle cose per cui vale la pena di vivere.

  • Ciao arianna,
    la risposta a Luca rossi è stata di una onestà e maturità unica, per chi ti conosce.
    forse anche lui come altri è presente per l’aperitivo o per quattro chiacchere per chiudere la giornata.Mentre non sa e non cerca di sapere la storia di quelle opere; io che conosco con quanta profondità operi, tralasciando i materiali che usi, che oltretutto ami usarne tanti, ti dico grazie per la mostra, grazie della tua umiltà, continua, come dice un’altra brava e giovane artista, a scavare : scava Arianna scava…. e continua ad affinare la tua ricerca.

    Arianna ti amo

    Giovanni