Sei mesi di gattabuia. Tanto costerà a Shepard Fairey il famoso poster per la campagna elettorale di Barack Obama: era scopiazzato da una fotografia 

È passato ormai un bel po’ di tempo, lui nel frattempo ha guadagnato grande notorietà, per cui molti ormai neanche ci pensavano più. Non pensavano più che – a parte pochi esperti – la prima volta che si sentì parlare anche sui grandi media di Shepard Fairey, fu in occasione del famoso manifesto che egli […]

Shepard Fairey

È passato ormai un bel po’ di tempo, lui nel frattempo ha guadagnato grande notorietà, per cui molti ormai neanche ci pensavano più. Non pensavano più che – a parte pochi esperti – la prima volta che si sentì parlare anche sui grandi media di Shepard Fairey, fu in occasione del famoso manifesto che egli realizzò per la campagna presidenziale di Barack Obama. E soprattutto che quell’opera è legata a una causa intentata nel 2009 dalla Associated Press per violazione del copyright di una foto alla quale l’artista si ispirò un po’ troppo pedissequamente.
Ebbene, ora la vicenda torna agli onori delle cronache: perché c’è stata una nuova udienza, che ha stabilito definitivamente la responsabilità di Fairey. Egli stesso ha ammesso di aver sbagliato, e di aver cercato di nascondere il suo errore, distruggendo documenti e fabbricandone altri fasulli. “Mi vergogno di aver fatto queste cose, e mi rendo conto di dover correggere le mie azioni”, avrebbe in sostanza dichiarato davanti alla Federal District Court di Manhattan, secondo quanto riportato dal New York Times. L’ultima parola ora sarà alla sentenza, che sarà pronunciata il prossimo 16 luglio: nessuno ha più dubbi sul fatto che Fairey sarà condannato, e si parla di 6 mesi di prigione…

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  • Carrie

    questo ragazzo non è esattamente una cima e l’ha dimostrato in svariate occasioni. però sono sicura che con un buon avvocato e una linea di difesa convincente se la sarebbe cavata (cercare di occultare le proprie fonti non è la strada migliore). avrebbe dovuto semplicemente ammettere che aveva preso spunto da una fotografia (che c’è di strano???) e rivendicare la sua libertà espressiva come artista. bah

    • Paola

      “Egli stesso ha ammesso di aver sbagliato, e di aver cercato di nascondere il suo errore, distruggendo documenti e fabbricandone altri fasulli.” Ecco incomici adesso a dire la verità pure sul reale inzio del suo lavoro in the street che non risale alle date da lui affermato visto che non ci sono ne documenti al riguardo se non creati da lui e fasulli come molti
      altrigià fatti da luie confessi a chi si è ispirato per il suo lavoro