Una sera di febbraio, “ascoltando” la città. Officina Temporanea: Milano tutt’orecchi per godersi i cortili creativi di Zona Ventura

Mettete insieme un giorno speciale che capita solo ogni quattro anni, un gruppo di designer e un cortile della vecchia Milano in una zona che di “vecchio” conserva ormai poco. Ed ecco Officina Temporanea. Lo spazio è quello di un’autofficina in disuso, che rivive a cadenza irregolare, trasformandosi di volta in volta e ospitando eventi […]

Ritratto di Officina Temporanea - foto Giorgio Possenti

Mettete insieme un giorno speciale che capita solo ogni quattro anni, un gruppo di designer e un cortile della vecchia Milano in una zona che di “vecchio” conserva ormai poco. Ed ecco Officina Temporanea.
Lo spazio è quello di un’autofficina in disuso, che rivive a cadenza irregolare, trasformandosi di volta in volta e ospitando eventi legati a un argomento specifico. Poche ore, la sera del 29 febbraio, per il tema “ascoltare”: un concetto piuttosto generico, articolato in performance e installazioni. Variegato il menu, tra danze con campionamenti sonori prodotti durante i pasti, il muro esterno dello spazio espositivo trasformato da una trentina di creativi e una torre in legno di quindici metri che fornisce un punto di vista alternativo.
E se di solito l’opening di Officina Temporanea coincide con altre iniziative di richiamo (vernissage vari, Start Milano, Salone del Mobile), questa volta l’occasione è unica: fare un giro in Zona Ventura, anche soltanto per “ascoltare”. Temporanei attraversamenti, nel segno della riscoperta e della valorizzazione urbana.

– Marta Cereda

www.officinatemporanea.it

CONDIVIDI
Marta Cereda
Marta Cereda (Busto Arsizio, 1986) è critica d’arte e curatrice. Dopo aver approfondito la gestione reticolare internazionale di musei regionali tra Stati Uniti e Francia, ha collaborato con musei, case d’asta e associazioni culturali milanesi. Dal 2011 scrive per Artribune.