Un bambino scolpito di bronzo nel mezzo di Trafalgar. Svelata a Londra la statua equestre di Elmgreen e Dragset, ultima opera del progetto “Fourth Plinth”

Un bambino su un cavallo a dondolo diventa un’ironica reinterpretazione del classico motivo equestre. È la scultura in bronzo alta circa 4 metri realizzata dal duo scandinavo Elmgreen e Dragset per il Fourth Plinth di Trafalgar Square. L’opera, intitolata Powerless Structures, Fig. 101, è stata appena inaugurata a Londra ed è l’ultima in ordine di […]

Elmgreen and Dragset, Powerless Structures Fig. 101 (2012)

Un bambino su un cavallo a dondolo diventa un’ironica reinterpretazione del classico motivo equestre. È la scultura in bronzo alta circa 4 metri realizzata dal duo scandinavo Elmgreen e Dragset per il Fourth Plinth di Trafalgar Square. L’opera, intitolata Powerless Structures, Fig. 101, è stata appena inaugurata a Londra ed è l’ultima in ordine di tempo ad occupare il cosiddetto “quarto plinto”, un piedistallo in marmo disegnato da Sir Charles Barry nel 1841 e pensato per ospitare una statua equestre poi non realizzata per mancanza di fondi.

La tradizione di appaltare lo spazio a un artista contemporaneo nasce nel 1998 per iniziativa della RSA (Royal Society for the Encouragement of Arts, Manufactures and Commerce), che incaricò Mark Wallinger, Bill Woodrow e Rachel Whiteread di realizzare delle sculture site specific. Ma è solo nel 2005 che il programma diventa stabile con l’istituzione della Fourth Plinth Commissions, che ha finora messo all’opera Marc Quinn (2005), Thomas Schütte (2007) Antony Gormley (2009), Yinka Shonibare (2010) e appunto Elmgreen e Dragset (2012). Tra 18 mesi, invece, smontato il bambino sul cavallo a dondolo, arriverà il gallo gigante blu elettrico della tedesca Katharina Fritsch. The Fourth Plinth è commissionato dal Comune di Londra e finanziato dall’Arts Council England, da AlixPartners e da Louis Vuitton.

– Valentina Tanni

Sito ufficiale del progetto
Gallery dell’opera di Elmgreen e Dragset, dalla realizzazione all’inaugurazione

CONDIVIDI
Valentina Tanni (Roma, 1976) è critica d’arte, curatrice e docente. Si interessa principalmente di new media art e di editoria multimediale. Ha curato numerose mostre, tra cui: la sezione di Net Art di “Media Connection” (Roma e Milano, 2001), le collettive “Netizens” (Roma, 2002) e “L’oading. Videogiochi Geneticamente Modificati” (Siracusa, 2003), “Maps and Legends. When Photography Met the Web” (Roma, 2010), “Datascapes” (Roma, 2011) e “Hit the Crowd. Photography in the Age of Crowdsourcing” (Roma, 2012), “Nothing to see here” (Milano, 2013), “Eternal September. The Rise of Amateur Culture” (Lubiana, 2014), “Stop and Go. L'arte delle gif animate” (Roma, 2016). Ha collaborato con i festival di arti digitali Interferenze e Peam ed è stata curatore ospite di FotoGrafia. Festival Internazionale di Roma per la sezione “Fotografia e Nuovi Media” (edizioni 2010-2012). Ha scritto per testate nazionali e internazionali e lavorato come docente per istituzioni pubbliche e private. Dal 2011 collabora con Artribune.