Tre artisti per un sogno: lavorare in azienda, ma lavorarci veramente. Arienti, Caccia e Cardelùs tessono con Miroglio. In anteprima a Parigi

Il tema è uno, il sogno; gli artisti sono tre, Stefano Arienti, Maggie Cardelùs e Massimo Caccia. L’obbiettivo è ambizioso: portare gli artisti all’interno del processo creativo-produttivo di una grande azienda (in particolare del settore tessile). Ci ha provato e ci è riuscita Miroglio, storico marchio piemontese del made in italy di qualità. Il risultato? […]


Il tema è uno, il sogno; gli artisti sono tre, Stefano Arienti, Maggie Cardelùs e Massimo Caccia. L’obbiettivo è ambizioso: portare gli artisti all’interno del processo creativo-produttivo di una grande azienda (in particolare del settore tessile). Ci ha provato e ci è riuscita Miroglio, storico marchio piemontese del made in italy di qualità. Il risultato? Due linee di tessuto per ogni artista, ‘fantasie’ che saranno declinate poi in 21 versioni sul mercato per la primavera/estate 2013. I motivi concepiti dai tre artisti (che vanno a costituire la prima collezione di tessuti d’artista dell’azienda) vengono presentati in questi giorni a Première Vision, la fiera parigina del tessile d’avanguardia e di ricerca, e proprio a Parigi si è svolta la preview che ha svelato le collezioni e il progetto.
E’ davvero bellissimo che delle aziende, seguendo la grande tradizione italiana, tornino a chiamare a se gli artisti ed a farli lavorare insieme ai dipendenti. I miei tessuti, in fiera, potrebbero essere scelti da Zara o da Benetton per farci sciarpe o maglioni senza neppure dichiarare la mia paternità? Beh, la cosa non mi dispiacerebbe. Sarebbe divertente” ha dichiarato il big dei tre, Stefano Arienti. “Visto il particolare passaggio economico” aggiungono dal Gruppo Miroglio “capire dove sta andando il mercato è diventato un rebus. E’ forse questo dunque il momento per farsi indicare la via dagli artisti e lasciare alcune scelte nelle loro mani“.
Alla galleria Nikki Diana Marquardt, a Place des Vosges, il 14 febbraio hanno “sfilato” e performato le tre modelle vestite dagli artisti. Nella sala superiore veniva proiettato il video esplicativo del progetto ed in quella laterale era riprodotto un ipotetico laboratorio con descritti i passaggi intermedi in azienda che la lavorazione ha avuto. I tre artisti sono realmente intervenuti nel lavoro dell’Ufficio Stile della ditta modificando convinzioni, consuetudini e relazioni. Ottenendo un più che credibile risultato finale (ciascuno mantenendo la propria coerenza) e centrando l’obbiettivo principale: motivare e sollecitare i dipendenti interni.
Non resta ora che da vedere quali retailers prenoteranno i tessuti e li utilizzeranno per i loro articoli. E così il maglioncino Arienti, la sciarpa Carelus e la trapunta Caccia potranno, consapevolmente o inconsapevolmente, prendere vita e diffondersi sul mercato.
Sponsor, acquisizioni, workshop, sostegno a gallerie e artisti e ora anche i tessuti d’autore. Miroglio si è candidato con forza, a partire dallo scorso anno, come attore forte nelle relazioni tra arte e azienda, tra mecenatismo e impegno.

  • Angelov

    Secondo me questi Cineasti Improvvisati che girano filmati come questo, non dico che dovrebbero iscriversi ad un corso di Ripresa Cinematografica, ma almeno buttarsi sugli Assaggi e sopratutto sui Drinks non prima delle riprese, ma dopo. Aiuterebbe.